Vi assolvo

 
Uomini degni
che alzerete la testa
dalle miserie del globo
voi disperati frutti della terra
che abbatterete le porte del sopruso
sollevandovi schiavi in armi
dal fango delle strade
dai campi sommersi di rifiuti
e dalle tavole marce dei barconi
gettando le odiose catene
in faccia al nemico di sempre
Io vi assolvo fin d’ora
per il vostro sacrilegio di sangue
e per ogni santo regicidio
Vi assolvo per quando
li rovescerete dai loro scranni
questi laidi e fetidi usurai
con le loro avide consorterie
che scommettono sulla nostra pelle
questi allibratori di morte
che avvelenano la Terra
e che giocano alle guerre
perché tanto il banco vince sempre
questi ladri di futuro
sanguisughe con nome e cognome
che si nascondono
sotto l’alibi del  mercato
e arricchiscono nell’ombra
vendendo anche ciò che non è loro
questi  imbonitori da circo
che inventano leggi scuse e monete
con tutti i loro politici lacchè
arroganti e impostori
maledetti per sempre
a marcire all’inferno
Io giustifico in pieno
la vostra vindice furia
e la sete di giustizia
che li spazzerà dalla storia
e plaudo a chi inciderà
la loro libbra di carne
perché paghino finalmente
il debito che hanno con l’umanità
Io vi assolvo fin d’ora
dalla colpa di non avere colpe
e dal peccato di sperare ancora
con mani pure di rabbia
in un mondo migliore di questo

Il Temporeggiatore

Il paradiso non è qui

Amico mio il paradiso non è qui
qui c’è lavoro e sopravvivere si può
ma un’altra lingua un altro modo di pensare
se non ti abitui è anche facile morire
Il vino costa un occhio e poi non è un granché
le donne invece qui ci sono anche per te
ma son diverse dalle nostre lo vedrai
il lunedì non san nemmeno più chi sei
e veramente tue non sono state mai
Per questa gente noi siamo quelli del salame
e per cognome qui ci chiamano spaghetti
prima di noi c’è stata troppa gente infame
per cui son buoni solo ancora dei corretti
Un nostro amico si è sposato l’anno scorso
e da quel giorno è stato come averlo perso
sembra felice si è comprato anche la casa
e la domenica coltiva le sue rose
però talvolta ci saluta anche in inglese
Marì
Cos’ho fatto Marì?
io qui
E tu là!
Cos’ho fatto Marì?
Ho paura d’averti perso
scrivi per carità

LUCIO BATTISTI  E  MOGOL

Ci vuol coraggio

Ci vuol coraggio
a immergersi
senza schermo
dentro conflitti
e paure
mota assetata
e chiamarle col nome
o il cognome
a guardare in faccia
i tuoi macelli
senza darne colpa
a qualcuno
a sturare pozzi
messi in un angolo
e a brucarne la terra.

Ci vuol coraggio
a tener fermo
sulla fronte
pensiero
d’amore
mai perderlo per strada
anche se la vista
s’appanna per il caos
e le gambe vorrebbero
star ferme
accovacciate
a far da freno al
male.

Ci vuol coraggio
a dire a chi non sente
che la bruma sta
offuscando i sensi
e non smettere mai
di guardare
sulla fronte.

Ci vuole coraggio
a stare in processione
insieme ad altri che
come te aspettano
di vedere insieme
l’Orsa Maggiore.

Tinti Baldini