Befana a Jerba

Lo squittìo del gabbiano
mi apparve
mentre una moschicina
sentivo forbirsi
dal mio indice destro
ed il piccol-dieci-mesi
dromedario
ciucciava dalla titta
materna
la sua
prima colazione
(full board
vino ed acqua ai pasti).

Sandro Sermenghi

Published in: on marzo 23, 2012 at 06:50  Comments (3)  
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Colazione in giardino

GIUSEPPE DE NITTIS – 1883

Published in: on marzo 6, 2012 at 06:50  Comments (2)  
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Divisione

Non può restare, gioia
che per un giorno solo.
È ospite discreta
porta i suoi lutti altrove.
Non può restare
e tu sei il regalo che ha lasciato,
vestaglie colorate per colazione
il freddo
che sale per le gambe bagnate tutte d’aria.
Regalo da scartare per mille volte, allora
carta fiorita per i tuoi seni
grana fine, la consistenza rara
di quelle foglie d’acqua
che a pioverci fan suono di donna
quando ama.

Massimo Botturi

Abuso (dedicata)

 
Si proprio tu… amico dico
a te
ricordi?
le dicevi che era la tua bambina
facevate capriole la mattina a colazione
accendevi per lei la lampada  
le confessavi all’orecchio che eri Aladino…
le sprimacciavi il cuscino
dolcemente le dicevi -sei il mio fiore!-
avevi quel tuo sorriso strano d’incantatore
pareva amore
Come un giocattolo sulle tue ginocchia
era stella cadente
la carezzavi con le tue mani d’ortiche
/lei non riusciva a piangere/
ascoltava la favola dell’orco
/lei non riusciva a ridere/
Era cambiata, non capiva perché
ogni volta che sgattaiolava da te
s’attorcigliava con gli arti nudi
in quella piccola stanza
lontana
dall’ anomalia
                          da quella tua pazzia.

Aurelia Tieghi

Maritozzo e cappuccino

Ci hai fatto caso, mai, alla fragranza
di quel profumo tant’assai speciale
che t’accarezza il naso con creanza
ogniqualvolta che da un bar zonale

se ne esce senza un po’ di titubanza
e che t’avvolge col suo far fatale
da spingerti, così com’è sua usanza,
a far la colazione nazionale:

col maritozzo, il buon fiore all’occhiello
di quello che il mattino ci sa offrire,
e il cappuccino, autentico gioiello

d’un’inventiva ch’è tutta nostrana,
e che son nati apposta pe’elargire –
con poco – e insieme – quel gran toccasana?

Armando Bettozzi

Mattino alla finestra

MORNING AT THE WINDOW

They are rattling breakfast plates in basement kitchens,

And along the trampled edges of the street

I am aware of the damp souls of housemaids

Sprouting despondently at area gates.

The brown waves of fog toss up to me

Twisted faces from the bottom of the street,

And tear from a passer-by with muddy skirts

An aimless smile that hovers in the air

And vanishes along the level of the roofs.

§

Sbattono piatti da colazione nelle cucine del seminterrato,
E lungo i marciapiedi che risuonano di passi
Scorgo anime umide di donne di servizio
Sbucare sconsolate dai cancelli che danno sulla strada.

Ondate brune di nebbia levano contro di me
Volti contorti dal fondo della strada,
Strappano a una passante con la gonna inzaccherata
Un vacuo sorriso che s’alza leggero nell’aria
E lungo il filo dei tetti svanisce.

THOMAS STEARNS ELIOT