Paese bello

Con le pietre delle mura
sempre esposte al sole e al gelo
sotto il cielo che ti cura
e ti copre col suo velo

e le pietre ed i mattoni
delle case ora struccate
ma che per generazioni
sono state intonacate,

e le altre ancor vestite
col vestito rinnovato
che nasconde le ferite
del gran tempo che è passato,

tutta bella sei, Bettona,
con la Piazza e la Fontana,
ch’è un gioiello che ti dona,
e quei giri di collana

delle strade e vicoletti,
che si allargano in piazzette;
con i coppi dei tuoi tetti,
di palazzi e di casette,

chiese e campanili al cielo;
col tuo insieme d’arte e storia,
sei un fiore ed il tuo stelo
è il tuo colle che si gloria

degli ulivi millenari
fin giù al piano, e il Poverello,
e anche Dante, in versi rari,
di te han detto, Paese bello!

Armando Bettozzi

Nuova acqua

Impronte di altri passi
su antica sabbia
memori di un impetuoso
tempo lontano
che né lacrime né baci
han cancellato.
Collana di perle
nate da tenere ostriche
lunga come la riva
mentre mare e cielo
in un unico abbraccio
pennellavano
indimenticabili momenti.
Teneramente divenuta
bianca spuma
ho pian piano circondato
quella sabbia antica
bagnandola di nuova acqua
sommessa e discreta.

Sandra Greggio

Published in: on novembre 2, 2011 at 07:08  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Io non posso darti di più

Yo no puedo darte más.
No soy más de lo que soy

¡Ay cómo quisiera ser
arena, sol , en esto!
Que te tendieses
descansada a descansar.
Que me dejaras
tu cuerpo al marcharte, huella
tierna, tibia, inolvidable.
Y que contigo se fuese
sobre ti, mi beso lento:
color,
desde la nuca al talón
moreno.

¡Ay cómo quisiera ser,
vidrio, o estofa o madera
que conserva su color
aquí, su perfume aquí,
y nació a tres mil kilómetros!

Ser
la materia que te gusta,
que tocas todos los días
y que ves, ya sin mirar
a tu alrededor, las cosas
-collar, frasco, seda antigua-
que cuando tú hechas de menos
preguntas: “¡Ay!, ¿dónde está?”

¡Y, ay!, cómo quisiera ser
una alegría entre todas,
una sola, la alegría
con que te alegraras, tú!
Un amor, un amor solo:
el amor del que tú te enamorases.

Pero
no soy más que lo que soy.

§

Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
collana, boccetta, seta antica
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: “Ah! Dov’è?”
A come vorrei essere
un’allegria fra tutte,
una sola, l’allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l’amore di cui tu ti innamoreresti.

Però non sono più di quello che sono.

PEDRO SALINAS Y SERRANO