Sconosciuta

Emissario
scivolo silenzioso
nelle strade
conosciuto ai pochi
come senza tribolo
alla mia vista radenti anime
alzano lo sguardo

e tu ?

sconosciuta a testa china
ti trascini con le mani
in cerca di tenerezza
come coltelli
tra i denti
hai rose d’inverno
recise prima del tempo

mentre affluenti
di questa città
in piena contro il tempo
pensano di avere il potere
di controllarti con i loro flutti
lambendo invano le tue rive
con promesse
di paesaggi fiabeschi
fatti d’illusorio

ma non sanno
che i loro sogni effimeri
s’infrangeranno miseramente
come nuvole cineree
nel tuo ceruleo cielo

Pierluigi Ciolini

La strada dell’odio

Nel fondo del giorno più basso
culmina il polo opposto
dell’amore…
l’impatto delle torri gemelle
attesta la presenza
di un demone
che regge sulle spalle
vili specialisti di parole,
nei ritagli fra colpe e coltelli
fratelli sfogliando le mani
hanno aperto una strada asfaltata
dell’odio:
chilometri di orrori,
chilometri di pianto…
la zolla stringe i denti
dall’ombrofilo trebbio trapassata,
esplode il parto,
spazza gli argini urlando,
percorre la strada dell’odio
fino a perdita d’occhio.

Giuseppe Stracuzzi

Fruscio

Quando la testa e il cuore non sono
posizionati alla giusta distanza
il verso che spalma la pelle di
miele e incolla i gatti, dipende dal
barattolo e dal tono della luna.
Qualcuno che pensa di aver visto
il passaggio della cometa, scivola
su lame di coltelli per catturare il
diamante perché il mulo che ha
deciso di non camminare ha
mantenuto la promessa, il volo
che viaggia col passaporto falso
non apre il coperchio per guardare
la verità fumante, non sente nemmeno
il peso di sassi sugli occhi perché
ha perso lo specchio…
vuole avere il diamante ad ogni
costo ma non essendo ladro
diventa un cavallo magro
carico di pietre e di frustate.

Giuseppe Stracuzzi

Sembra che la bilancia si diverta

a sovvertire cori di rintocchi…
l’incendio che nuotava
nel mondo di un bacio
vive nel grattacapo di estintori,
si sente da rughe di sole
che cala obliquo
e scioglie nella stanza
la micidiale indifferenza.
raggi di luna che passando
partorivano colori
suonano come coltelli
attraverso fenditure
di un mobile antico,
la lingua per tradurre il fenomeno
s’avvale
di suggerimenti di canini
e logorrea che insiste
tracima di episodi fino al porto
dove le veglie punte
da isocronismo di lancette
battono la riva
come schiuma che l’onda rigetta.

Giuseppe Stracuzzi

Andava

Andava per i vicoli tortuosi
visitava gli infermi
e i detenuti,
coi piedi scalzi
tra coltelli e chiodi
cuciva i bordi
ed i frantumi franti,
parlava
con il cuore
sulla mano,
diceva ai ricchi fate carità…
lo misero in croce.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on gennaio 15, 2010 at 07:08  Comments (3)  
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