Cammino sulle mani

 
 
 
Cammino sulle mani e finalmente
le cose vedo al loro posto giusto
la gente che festeggia allegramente
sorrisi e amor dispensa con gran gusto.
.
Quello che un giorno fu soltanto lotta
Adess’è mano tesa con affetto
e pare un ballo, quasi una gavotta
e il mondo sembra tutto un bel quadretto.
.
Chi ebbe corruzion per religione,
or che la mente sua s’è persuasa,
rinuncia a quella sporca tentazione.
.
Chi pria rubava senza compassione
ogni suo avere dona e pur la casa,
così ritorna pura ogni intenzione.
.
Ma questa pia illusione
è nata da un bel sogno che ho sognato,
ritorno dritto e vedo ogni peccato

Piero Colonna Romano

Voci

Ad una, ad una tutte vi risento
voci fuggite giù per la marina,
voci scomparse,
d’un colpo una mattina,
dopo la Pasqua del ‘63.

Fresche o sgraziate,
dolci o un po’ invecchiate,
io vi riascolto presto la mattina.
Io vi ricordo
e spesso vi ho chiamato,
ma voi non mi sentite e ve ne andate.

Io vi riascolto quando il cuore è triste,
quando la sera suona la campana,
e noi si stava tutti a recitare
nella chiesetta il triduo o la novena.

Voci lontane, mai dimenticate;
voci di litania,
di devozione,
voci di preghiera,
di benedizione,
voci di confessione.

Tutte io vi ricordo,
e pur lontano distinguo, come ieri,
la cugina,
ricordo, pur se strana,
la comare,
torna, affettuosa, a un passo la vicina.

Voci tranquille, spesso misteriose,
voci sommesse;
voci di lamento,
voci di compassione,
voci di malattia;
voci di gioia,
voci di confusione.
Voci arrabbiate,
irose,
di maledizione.

Addio, addio,
vi urlo e non sentite;
io vi saluto ancora
e voi tacete;
io sono qui a parlarvi
e voi dormite.

Salvatore Armando Santoro

Innamòrati

 
Innamòrati  di un sorriso
di un somaro che non sappia contare i baci,
innamòrati di un’idea
e fa che non sia solo tua,
innamòrati del mare
quando dentro si tuffa il sole,
innamòrati di un uomo
che sappia chiedere perdono,
che abbia sempre monetine in tasca
e milioni di sogni in testa.
Innamòrati di un dolore ed accoppialo col tuo,
non nascerà un grande amore
ma qualcosa di più che è la compassione,
e con passione vivi i giorni
e riposa l’anima nelle notti fredde,
pòrtati a letto milioni di parole sotto le coperte
saranno cenere o sconforto.
Innamòrati di quello che hai da dire
ma non trovi mai il tempo,
impara a memoria il nome delle tue paure,
pàssatele tra le dita come grani di un rosario,
questo è il conto da pagare
per ogni risata, per ogni pazzia,
anche la poesia ha un prezzo
ma nessuno sa quale sia.

Maria Attanasio

Guerra, povertà

 
Non ho parole
che non siano già state dette
che non ripetano
ancora e ancora
lo stesso suono senza passione,
senza compassione,
vuote come il cuore
di chi da una poltrona,
un divano,
critica e pianifica e si strugge.
E allora taccio
chè preferirei sentirlo da solo
questo dolore,
che mi pungesse dentro
senza nessuno a guardarlo
senza doverlo commentare
per forza o per apparenza,
perché non ho parole
che non siano solo
aria vibrata
che torna nel vento.

Gian Luca Sechi

Published in: on luglio 31, 2011 at 07:13  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , ,

Mal di malumore

(Un’iperbole)


Non v’è a coprire il capo
l’indefinito indaco,
la sua mano turchina
ingenerosa di spazio così
che rigirarsi in un sepolcro
varrebbe ludico nuotare.
Nè un sole rinsecchito
a sghiacciare mai un livore
uno spiccio appagamento
quando fa da palandrana il niente:
porzione di cielo
che infeltrisce indosso la pelle
la flessibilità d’un canto
ogni folata di parola
che sproni l’Io ad ignorarsi a fondo.

Non v’è per l’uomo insoddisfatto
lenimento alcuno
che sia pur striminzito
lembo celeste d’accoglienza
una parvenza appena
di divina compassione
al più, trascurabile brezza
che almeno un po’ rinnovi.
Braccato da sconforto
tenta la fuga e parte
di norma col pensiero
per escursioni oniriche
o fantastico esplorare.

Giusto manca
l’evenienza vera di viaggiare
e nella testa forma prende
l’unica visione di speranza:
una mongolfiera immensa
da cui lanciare perle rosse di pianto
e come zavorra
il cuore in sovrappeso.

Daniela Procida

Sarà…


Sarà che preferisco i poeti ai Santi
lontana dalla terra come i naviganti,
tutto mi appare
come un’ombra indefinita,
scrittura in codice
che non so decifrare,
anche la Musa sa che per soffrire
ci vuole fisico adatto e compassione.
Sarà che ai preti
preferisco i padri del deserto,
quelli che per amare il prossimo
nemmeno tentavano di incontrarlo,
anche la Morte sa
che il ricco e bello
hanno lo stesso destino
del povero e anche brutto.
Sarà che preferisco la Memoria
alla revisione della Storia
“vista nel contesto dei recenti
ritrovamenti di documenti fino ad oggi
rimasti segreti”,
anche la Vita sa che la saggezza
non sempre è dei vecchi,
ed un filo di pazzia c’è per tutti.

Maria Attanasio

Sola è la terra


Sospesa quasi immota nel pensiero
resto aggrappata alla riva di questa vita
che mi respira addosso aria settembrina
di dolce brezza mattutina.
Filtro umori arcaici, strani
di terra rivoltata, stanca ormai
di mostrare ferite nelle zolle aperte.
Geme la terra e brama come fresca sposa
il bacio dello sposo a coronamento
della sacra e desiderata unione.
Implora la terra la gemma della pace,
non ha più forza di additare le orrende fosse comuni,
vuole dimenticare le vergognose foibe,
teme il ritorno angosciante delle Ardeatine.
E’ immacolata la terra,  sola a ricordare,
sola a piangere e ad aspettare;
l’hanno tradita gli uomini quasi colpita a morte
ma non ha perso la fede, né la speranza,
silenziosa e quieta aspetta che attecchisca il seme
gettato per distratta dispersione,
se avrà fortuna e attenzione
potrà dare vigore all’intera piantagione:
sarà pane d’amore e di compassione
per ogni generazione.

Roberta Bagnoli