Il progetto

 
 
 
La sorella che aspetta
con la falce
la stagione della mietitura
non sunteggia
l’essenza di un pensiero,
il peso di un rimorso,
un sentimento…
nasconde i suoi programmi
dietro un velo
con la complicità
di tutti passeggeri al capolinea
perché nessuno
dell’altro campo
svela il suo cammino.
Un forestiero passa inosservato,
compie il ciclo
sotto gli occhi sereni
della folla,
il chicco seppellito nella zolla
spunta la testa
culmina man mano
nelle proficue spighe,
patisce il verso della molitura
compie la metamorfosi
e profuma
su desco apparecchiato
del progetto.

Giuseppe Stracuzzi

Dov’è finita

 

Dov’è finita la memoria del tempo antico,
di una piccola storia appena nata
e mai completamente sbocciata ?
Sono spariti i momenti delle risate,
quando il vento che abbracciava il vuoto
portava confidenze e dolci parole.

E la complicità dove s’è persa?
Sembrava un canto alla vita
nel camminare giorno dopo giorno
affiancati seppur lontani,
come bambini che si tengono per mano
nell’attraversare un’impervio sentiero,

dove rovi colmi di spine pronti a lacerare la pelle
inaridivano al solo sentire il calore
emanato dalle promesse pronunciate
con fiato che, come canto attraversava il mondo
per arrivare all’orizzonte dove l’azzurro del cielo
incontra il mare per fare l’amore.

Dov’è finita l’alchimia della poesia?
Quella racchiudeva come antico manoscritto
le note per far vibrare i tasti di un piano,
svuotare la mente, far scorrere la vita all’infinito
lasciando viva solo la memoria
racchiusa nello scorrere del tempo.

Dov’è?…

Patrizia Mezzogori

16 anni


Eravamo piccole, indifese, innocenti…
i nostri erano gli occhi di chi guarda alla vita
con desiderio, sorpresa, ammirazione…
Da allora sono passati 16 anni…
Abbiamo percorso un sentiero insieme, nella stessa direzione.
Siamo passate attraverso tante storie, ricordi, segreti…
momenti di solidarietà, comprensione, complicità…
Perfetta intesa.
16 anni di scherzi e affetto.
16 anni di silenzi e interminabili chiacchierate…
16 anni in cui siamo cresciute, prima bambine… poi donne.
E quanto ancora ci resta per parlare
della vita che scorre,
delle cose che vedremo,
di quello che ci perderemo…

Annalisa Savarese

Complicità


Non suonerò il piffero
per farmi seguire
non parlerò di traverso
per non  farmi capire.
Reciterò i miei lamenti
colorandoli con un pò d’esistenza
e un pò di sentito dire.
Le lacrime son ben nascoste,
il vestito è adeguato,
l’aspetto è quello di sempre
anche se un pò ammaccato.
Se viene la rabbia ai miei occhi arrossati
basta coprirli con un pò di vergogna,
se manca la luce la cerco a tentoni.
Addolcisco il ribrezzo spezzando lo specchio,
scelgo la strada per non incontrare nessuno,
l’incrocio di sguardi sarebbe fatale.

Lorenzo Poggi

Passanti


Se davvero
avessi saputo
che non ti avrei
più rivisto,
forse avrei pensato
ad un saluto migliore,
più sincero,
più commosso,
ma troppo spesso
ho dato per scontato
il controllo sulla vita;
ed ora che ricordo
quell’ultimo giorno,
dopo anni insieme,
d’amicizia, di scuola
o di complicità,
mi chiedo
come sia possibile
d’improvviso voltarsi
e passare oltre.

Gian Luca Sechi

Published in: on giugno 8, 2010 at 07:22  Comments (2)  
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