M’è cara solitudine

M’è cara, solitudine, soltanto dopo amore;
come m’è caro il verde dell’acqua
e l’ogni vista, sul marmo delle belle fontane
dove china
mettevi bocca e gonna scozzese.
E me, vicino, nel tentativo poco riuscito di salvare
almeno i piedi dalle freddate
dai ricami, che intorno al labbro e fino ai tuoi nei
ti usava il sole.
M’è cara come certe conchiglie da non dire
quell’utopia che in mezzo alle gambe
altro che mare!
E che mostrare corpo regina!
Da un balcone, un parapetto
o altre prospettiche teatrali.
M’è cara come tua consistenza, come il melo
che l’ombra catapulta sopra la rete e il prato;
m’è cara come prima del sonno la tua vena
la pulsazione e il pari respiro,
la tua coscia
e l’ombelico che non sta zitto, neanche a notte.

Massimo Botturi

Il mio domani

Metterò nel salvadanaio
pensieri positivi
monete preziose
per un futuro
senza angoscia.

Terrò in serbo nei cassetti
i miei fiori preferiti
per profumare le prime rughe.

E su tutto riverserò
il canto suadente del mare
custodito in conchiglie di madreperla.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 8, 2012 at 07:14  Comments (12)  
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Miraggio

Afferrami la mano
e trascinami per le strade
del mondo
dove è ancora possibile
cogliere tenui tremori di pelle,
brividi gioiosi di felicità
racchiusi in fragili conchiglie
di argilla ricamati sulla rena
d’una spiaggia solitaria.

Ascolta con me
il mare che sussurra sui sassi
o urla tra gli scogli
parole d’amore
che solo tu ed io comprendiamo.

Fatti accarezzare dall’acqua
della risacca
che scivola sul tuo corpo
abbandonato su una roccia
baciata dal sole.

Ripetimi per un attimo
le parole d’un tempo
spogliate dal peso degli anni
ch’io ritrovi la mia primavera
e possa ancora guardarti negli occhi
mentre mi sorridi
e m’allunghi un sorriso.

Salvatore Armando Santoro

Some

Ho promesso al mio cuore
una vita esaltante,
una stima maggiore
per il suo pulsare.
Ho promesso più strali,
per farlo arrossire
e riportare più umana
ogni emozione.
Ho promesso che il vento
non mi avrebbe rapito,
e che ogni pensiero
avrei zavorrato.
Ho promesso al mio cuore
che avrei combattuto,
ed avrei ricucito
un passato strappato.
Gli ho promesso conchiglie
ripiene di suoni,
e cori marini
su cui galleggiare.

Ed oggi che ho visto,
che ho pianto, creduto,
ed ho più impronte
che passi da fare,
il giorno spergiura
che ieri era un sogno;
ma pesa in petto il fardello,
d’ingenue promesse.

Flavio Zago

Published in: on aprile 19, 2012 at 07:47  Comments (5)  
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Un sogno, un viaggio

 
In fondo a quel molo senza uscita
liberammo le ali dell’albatro
perché fossero da guida
ai nostri  pensieri.
.
Non seguimmo la strada del bosco,
né la scia della chiglia sembrava sicura.
Scegliemmo una nuvola scura
come stella polare del nostro cammino
.
Poi ancora a tentoni
sparpagliammo le braccia
alla cerca di luce
dormendo per sbaglio
nel letto del fiume.
.
Conchiglie trovate per caso sul greto
e vasi strappati al profondo del mare
ci porsero tracce di orme lontane
e bisbigli sommessi di antichi rottami.

Lorenzo Poggi

Tatto

Devi far piano
tra nodi e nastrature:
ho piccole conchiglie di gelo nate ieri.
Un colpo poi deciso ti chiedo,
chiudo gli occhi,
volassero le schegge fino alle acque pure;
un colpo più deciso come alle pietre bianche.
Chi lo fa di mestiere t’indicherà se il peso
è quello giusto messo in amore
oppure meno;
così che scalfittura mi resti a sanguinare
la forma di un mancato coraggio
di una bocca, tenuta chiusa
proprio sul lascito di un fiume
sul piccolo tripudio che fanno, ormai maturi
i melograni sporti dagli alberi
polposi.

Massimo Botturi

Robinson

Su un’isola deserta
di sabbie finissime
sempre pronte a franare nel nulla
fu duro tirare fuori
tutto dal proprio sacco
la terra l’acqua
per farne fango
col fango fare la compagna la capanna
e tirare la barca i remi che spesso
si mettevano di traverso
l’amo l’arma l’aratro
cavare fuori caino con abele
ricci rose conchiglie
ombre d’estate
focolari con angeli d’inverno.
La fatica fu quella d’inventare
i nomi i colori le funzioni
e le tre dimensioni da tagliare
nell’amorfa miniera misteriosa.
Fu pesante finanche posare
le mani stanche inesistenti
sui fianchi d’aria.

BARTOLO CATTAFI

Il silenzio che sorprende

In controluce appare
il paesaggio
dove il tramonto
sembra assente

sabbia grigia
conchiglie arenate
sorprese
dalla bassa marea

scarpe che affondano
in un salmastro di alghe
si sovrappongono ad altre
presto affogate dall’alta marea

ed è il silenzio che sorprende
il solo suono indelebile
dell’Oceano che echeggia

Maristella Angeli

San Pietro in Volta

Striscia di terra sul mare protesa
qual lunga rete intrecciata
da mani callose di pescatori.

Pennellati di giallo quei muri
d’ azzurro e di verde.
Ed occhi ridenti, da porte aperte
sul mare affacciate.

E odore di salso e di cibo.

Esperte mani, attraverso finestre,
affrancan dal guscio e vongole e cozze.

E vola il pensiero a quei bianchi scogli
là dove gabbiani si stanno saziando.

Così io mi cibo di tale bel sogno
dell’aria che allarga
e cuore e polmoni.

Tra scogli incastona
conchiglie mia isola,
lambita da onde
di bianchi merletti.

Al tombolo ricamati
da rughe di donne
davanti al focolare
durante lunghi inverni di vita.

Sandra Greggio

Profumo di donna

Solo una goccia
versata lì nell’incavo tiepido che sa di rosa
velluto quel lembo di pelle
che scivola giù dal mento e invita ai seni
disperdendo pensieri in visioni di conchiglie rosate .

Solo una lacrima
lì dove il cuore pulsa l’amore
e la seta del corpo s’imbeve di fragranze d’ambra
soffuse note di profumo si mescolano
all’essenza tua di donna.

astrofelia franca donà