Piove

 
Piove su vecchi pensieri,
cielo reso plumbeo dalla falsità
di momenti rubati alla gioia,
nell’intimità dell’anima
defraudata con laido inganno.
.
L’acqua salvifica scende
sulle guance infiammate
dal freddo vento dell’indifferenza,
su sentimenti usati e stracciati
come carta da macero.
.
Piove, piove ancora
sul corpo ormai inerte,
su desideri d’amore annullati,
sogni spezzati e derisi
dalla stanchezza del tempo,
 
mentre la memoria vaga
nel mormorio delle ombrose fronde
alla ricerca d’una linea di confine
che allontani per sempre
ricordi ricolmi di melma.

Patrizia Mezzogori

Confini

Nell’aria della sera
che arrotola gli ultimi fianchi del giorno,
io vado a caccia del miglior confine
per addentrami nei boschi di fiaba.

Ancora un po’ attenderò paziente
i coni della notte senza l’alta luna
e lì alloggerò l’ultimo urlo del vento,
cruda roccia che il sole abbandona.

Cosa sognerò nel buio di poche stelle,
che mi ricordi i fasti delle alte Corti,
che riaccenda luci e voglie matte
perché riveda la casa impossibile?

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 2, 2012 at 07:07  Comments (6)  
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Esegesi di un amore

e dai…
trasciniamo ancora un po’
il discorso razionale
sulla linea di confine
dove al di là di questo
le parole saprebbero far male
…un turbine pazzia nei pensieri
delle parole prigionieri…
ma per fortuna alle stanze chiuse si aprono le porte
alle finestre si cavano le sbarre
ai giardini si svellano le erbe
e dai balconi ci si aspettan tuffi in mare
poi, per parlar con te,
da tutto questo grande amore
liberato da impressioni irrazionali 
in fretta rubate alle parole
non mi resta in mano 
appesantita
che un sottile dizionario amaro…

Enrico Tartagni

Aspettavo le rane

 
Stavo ferma: aspettavo le rane.
Ai piedi del salice fra le sue radici
c’era in certe stagioni una pozza d’acqua.
Mi sedevo o il più delle volte stavo accucciata
come poi ho visto in video fare alle persone africane
le donne mentre fanno i lavori o altri elementi
di popoli “primitivi”, come fanno a volte i bambini.
Stavo lì fra la terra un po’ polverosa,
oltre il confine dell’erba, e gli andamenti contorti
e misteriosi dei legni delle radici
che si allungavano si immergevano nella terra
e qua e là riaffioravano.
Osservavo il pelo liscio dell’acqua
Sapevo che ogni rumore ogni minimo
movimento le avrebbe messe in allarme.
Rimanevo immobile.

azzurrabianca

Sarai madre anche tu

 
Sparita la pallida luna
è il sole che splende stanotte
mi avvolge, stupita, mi abbaglia
per quel suo potente brillare.
Attorno il buio è più buio
è me che vuole colpire
o sono i miei occhi lucenti
che vedono oltre il confine
quell’alba che dopo la notte
anticipata mio dono risorge.
La gioia che l’anima invade
lucore irradia e scintille.
È solo un pensiero d’amore
un augurio per te con il cuore.

Elide Colombo

Published in: on dicembre 15, 2011 at 07:43  Comments (5)  
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Mentre ancora raccolgo le mimose

 
Languida tenerezza, il tramonto,                                     
nel lesto suo nostalgico imbrunire                                    
e non m’accorgo di quel buio tetro                              
che spegnerà domani occhi al sole.
Mentre ancora raccolgo le mimose
del mio esser donna in questa vita,
mi prodigo ad infornare il pane                          
per chi mi amerà pur nell’ assenza.
Silenzio che ricorderà il profumo  
del lievito fermento di ogni vita,
inestinguibile del cuor la mensa   
mio costante e imperituro dono.
Perpetuerò l’amore che va oltre          
ogni confine, oltre l’orizzonte            
dove del sole il morire appare
ma è vitale l’eterno suo calore.

Elide Colombo

Attender deve, il Paradiso

Al confine con l’altra dimensione,
là dove nuova è d’alba la luce,
mi soffermai a pregustar la scena
volgendo gli occhi all’eterea via.

Immensa, di persone pullulava
e di germogli, a divenire fiori
al primo tocco della fantasia
quando li vuole contemplare schiusi.

Ed altro catturò la mia attenzione
in special modo uomini smarriti
e donne, anch’esse un po’ disorientate,
alla ricerca d’un arduo ritorno.

Possibile, mi domandai sorpreso,
che dopo averlo anelato a lungo,
quasi al cospetto del mistero bello
vi sia la ritrosia ad accettarlo?

In mano a quella gente vidi zolle,
di mare gocce dentro delle ampolle,
la neve scivolare sui mantelli
e di sei petali su ogni petto un fiore.

Nel cuor di quella gente vidi infanti,
adolescenti in cerca di futuro,
adulti a caccia del miglior presente
e vecchi, di nostalgia ammalati.

Ed un sussulto ebbi alla conferma
d’esser non solo ad amar la vita,
d’appartenere a quella folta schiera
per cui attender deve, il Paradiso.

Aurelio Zucchi

Zona grigia di confine

 
Zona grigia
di confine camminare
in bilico tremare
sospendere rimandare
moneta del presente
largo lago dell’assente
assetata fretta
bisbiglio di nebbia
sospensione di coscienza
cerchi nell’acqua
tremore dell’albero al vento
dimenticare gli occhi
avvolto dal cemento
immobilità impotenza
immerso nel fango lo stesso di tutti
sollevo o cedo mi arrendo
la tua coscienza è la mia coscienza
di cielo di terra di fiato
e mani da tenere e occhi da guardare
e lacrime e un ridere

azzurrabianca

Afa

 
su nuvole colorate
libra il respiro
il piede oltre il confine
brucia l’angolo il sole
la luce oscurata dal braccio
e dall’aria muta, sfatta,
s’aggrappa il pensiero
mentre s’assonna nell’afa.
Fuori assordano l’aria le cicale
il tempo sembra stazionare
s’odono solo aerei  in volo
passi scricchiolare per le scale.
Lieve il respiro della mia bimba vicina
bella anche nel sonno
petali le sue guance
l’afa non sembra sfiorarla.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 21, 2011 at 07:24  Comments (9)  
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E tu andavi…e venivi…

 
E tu andavi e venivi…
e poi sempre più breve era il tempo
che restavi;  e ogni volta sparivi
e portavi con te le mie viscere;
io restavo svuotata, svuotata ed appesa
di speranza ad un filo… attesa
di vederti tornare…e partire.
Che mi resta di quell’aspettare?
L’incalzare di albe e tramonti
cui vorrei dare un senso, eppure
quando ancora ti penso…mi senti?
Senti quanto è sottile il confine
tra il soffrire e la gioia?
Questa è vita;  non è certo noia
però………….è finita!
 
 A T T E S A
 
 Come ogni sera
tra le imposte scure
spio il tuo ritorno
 
e ingoio l’ansia
che mi frena …il cuore
fino a che
…si fa giorno.
  
A N C O R A   T U !!!
 
T’ho cercato
tra fantasie aggrovigliate
nella strana penombra
del meriggio.
 
Come evocato
da canto di sirena
riaffioravi dai flutti
dell’inconscio.
 
T’ho ricacciato,
per sottrarmi all’inganno
fra nebbiose memorie;
inutilmente!
 Sei ritornato,
scoperchiando il baule dei ricordi,
sulla busta ingiallita
di un vecchio madrigale.

Viviana Santandrea