Generale

Generale, dietro la collina
ci sta la notte crucca e assassina,
e in mezzo al prato c’è una contadina,
curva sul tramonto sembra una bambina,
di cinquant’anni e di cinque figli,
venuti al mondo come conigli,
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.

Generale, dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole,
non fa più fermate neanche per pisciare,
si va dritti a casa senza più pensare,
che la guerra è bella anche se fa male,
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l’amore, l’amore delle infermiere.

Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c’è più nessuno,
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando è Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.

Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amore.

FRANCESCO DE GREGORI

Cercasi uomo

 
Cercasi uomo
disperatamente
che rispedisca
al mittente
miseri e deplorevoli
esercizi di finta magia
e reale potere mediatico,
anche i conigli piangono
e si ribellano cavie vessate.
Cercasi uomo
disperatamente
che abbia il coraggio dell’umiltà
ripudi il diritto alla lesa maestà
indossi al più presto
panni veri d’umanità
e ci regali un sogno reale
ci tolga dall’imbarazzo
vada in pensione
vada dove meglio crede
a leccarsi le sue povere
penne seppur impomatate
adesso seriamente spennate.

Roberta Bagnoli

Lillipuziani

Peggio dei conigli
in quanto a riprodursi
e tu neanche li vedi.
E’ bastato un attimo di distrazione,
sul treno affollato,
uno starnuto
ad un palmo dal mio naso.

Ora a miliardi
si riproducono all’impazzata.
Un’orgia mi sconquassa
e bollente
mi trascino con le ossa rotte.

Eppure non li vedi,
non emettono un suono,
non hanno un odore,
sapore,
un’entità qualunque
che sia sensibile.

Come Gulliver sto crollando
per opera di microscopici
Lillipuziani.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on giugno 22, 2011 at 07:01  Comments (2)  
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Che ci siamo persi

Le gesta dei padri
nelle foto ingiallite

il lume a petrolio
le mani sul fuoco
vicino al camino
il bagno all’esterno
lo scaldino nel letto
le scarpe bollate
i geloni dei piedi
la neve dal tetto
a cadere sul letto
materazzo di paglia
rumoroso e con buche
calzoni corti
per lividi viola
il riposo d’inverno
intorno alla tavola
la tavola storta
tagliata dal tronco
il nonno racconta
le feste paesane
i giochi nell’aia
l’amore rubato
tra le spighe di grano
il lavoro bestiale
il pezzo di pane
condito di niente
la zuppa la sera
il pollo a Natale
il pollo all’Assunta
il suino allevato
il prosciutto venduto
il pane con lardo
e l’ulcera certa
il fieno ai conigli
i buoi con l’aratro
la zappa e la terra
il reticolo scuro
sul dietro del collo
il rosario la sera
e il timore di dio
tutto il disagio
e l’amore che c’era
vita vuota di tutto
e colma di tutto.

Lorenzo Poggi

(in collaborazione con l’amico Augusto Paiella)