Scosse

Mentre la terra si burla della povera gente
le rovine sotterrano respiri e grida
mozzate a metà
(la vita è su una ghigliottina, si sa).
Riverbero irrispettoso di qualcuno che sorride
al suo portafoglio di parole e promesse:
esistono monumenti da rielaborare con fondi
di concerti poi dimenticati
(le istituzioni sono un circo, si sa).

Come una guerra, forse peggio:
ognuno a braccetto con il proprio pallido viso
che ad ogni paura si rimbocca di coraggio,
di sopravvivenza mescolata a miracolosità inerme
(è al destino che appartiene la vita, si dice)
proprio mentre manca (e mancherà per sempre)
il pane, infarinato di polvere e detriti
di parenti, amici, conoscenti
o di chiunque altro visto solo così
senza sorriso o lacrima
l’uragano si rimbocca le coperte
con la morte improvvisa
(la terra si scuote, è viva, si dice).

Tutto il baccano di ricostruzione
si spalma su accuse d’un paese
che affamato di giustizia
piange ancora i morti
su ali che di vorace e forte e bella
non ha ancora ripreso (ancora) a volare…
mentre si piange sempre sull’impotenza
d’un fuori controllo immune da colpe umane
(forse; ma questo non si sa, si dice).

Glò

Superenalotto

 
La schedina vincente
me la tengo stretta…tra i denti,
 
C’è un posto ancor più sicuro
ma nell’antro profondo…si deteriora
 
Sono rosso violaceo, e grondo sudore:
mi guardo allo specchio …
 
è l’altro me stesso…che mi fissa negli occhi
abbasso lo sguardo, e simulo niente
 
Giro per casa, da solo e intontito …
Il campanello che trilla è il mio vicino:
… che abbia intuito ?
 
Mi sento osservato …
col cuore che mi batte all’impazzata.
Mi sento spiato …dalle pareti,
e dal gatto …finanche nel fiato.
 
Devo aspettare , per poi dopo arraffare
sperando di farcela …con quest’affanno,
e augurandomi, intanto, solo lievi malanni,
e pregando che il destino non mi dileggi
 
Adesso è opportuno fingere niente,
e continuare  la vita del nullatenente,
in agguato vi sono :
il fisco, i parenti, i conoscenti
e  dulcis in fundo … i delinquenti  
 
Mi sa che la mia vita,  almeno per ora
non sia cambiata …
 
ma che si sia ulteriormente,
e di più…complicata

Ciro Germano

Dalla pace del mare lontano

Dalla pace del mare lontano
Fino alle verdi e trasparenti onde
Dove il silenzio non ha più richiamo
E tutto si confonde
Dalle lagune grigie e nere
Dal faticare senza riposo
Dalla sete alla fame allo spavento
Al più segreto tormento
Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dare un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Su questa terra sotto a un sole avaro
Per un amore che sembrava dolce e
E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde

E in mezzo al mare c’è un punto lontano
Così lontano dalle case e dal porto
Dove la voce delle cose più care
E’ soltanto un ricordo
Ma da quel punto in poi
Non si distingue più
La linea d’ombra confonde
Ricordi e persone nel vento

Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dara un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Sopra la terra sotto al sole avaro
Per un amore che sembrava dolce
E si é scoperto amaro

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde

Ma è solo un’eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde.

SERGIO CAMMARIERE E ROBERTO KUNSTLER