Aspettando il ritorno

Le mie mani ti cercano e vuote
tornano al  mio corpo inutile
avvolgendomi vane consolatrici.
Chiuso in loro raccolgo pensieri
seguo tracce d’amore lasciate
ed ascolto l’eco della tua assenza.
Più forte è l’amore che si perde
in breve ed intensa luce prima
come fiamma che stanca si spegne
Buio improvviso nei giorni vuoti
quelli che infilo come perle dolorose
o sgrano come un rosario di attesa
del tuo ritorno per non morire
di rimorsi che nudi si mostrano e
impietosi, dilaniano il cuore.
Riscopro l’amore quando è fuggito
per amore imploro il tuo ritorno
cerco speranze in ogni tua cosa
che immobile mi parla di te.
Accarezzo la tua poltrona vuota
quel bicchiere che mai hai cambiato
dal quale bevevi e sorridente mi porgevi
come per un rito d’amore
Ha ancora il sapore leggero delle tue labbra
quanti bicchieri ho frantumato in te
con il mio io di fredda pietra.
Ho freddo amore fuggito, mi lascio morire
avvinto a me stesso.

Claudio Pompi