Il tempo trasforma

 
il tempo trasforma
i contorni del viso
la forma del corpo
.
non ne risente la luce degli occhi

azzurrabianca

Published in: on aprile 10, 2012 at 07:32  Comments (6)  
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La luce nella lampada

Non mi adombro se non capisco
cosa si celi
dietro la luce nella lampada…
quanto ancora possa ridefinire i contorni dell’immagine
di me
fino a trasformarne l’origine
e la genesi
non saprei
dipende dai sorgere dei soli dal tramontar di stelle e lune
dalla musica che cambia le mie note sopra il rigo
ed io ricambio dei favori
la luce con il buio.

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 21, 2012 at 07:33  Comments (4)  
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Ora

Ho ingoiato suoni tra le parole
che avrei voluto ignorare,
ho carpito contorni d’anime
che avrei voluto sbiadire,
ho perso volti nello specchio
che avrei voluto sfiorare,
ho smarrito redini tra le vie
che avrei dovuto serbare.
Ora solco somme di errori
sfido assidui maremoti
sola naufrago dispersa
tra desideri incompiuti.

Daniela Procida

Published in: on marzo 20, 2012 at 07:20  Comments (6)  
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XII° Trionfo: l’Appeso

 
Passaggio a livello
.
Ghigliottina di un volo,
decollato col fischio
del Capostazione.
La gola non scorda
quell’ultimo afflato,
le bustine di fiele
nel caffè del mattino.
.
Resta solo un nonnulla,
un rimpianto inghiottito
di chi senza dire
è già corso via.
.
E un’immagine muta
io e te, lungo il fiume
seduti sull’alba
intorno noi stessi,
a domandarci frammenti
di una vita ignorante,
che non sapeva
e che ancora non sa.
.
Ora in tasca ho trovato
un tuo sogno spezzato
che una notte distratta
devi avermi prestato.
Vedi, è un po’ stropicciato.
Senza me non vivrebbe.
Ma prima che perda
del tutto i colori,
ne seguo i contorni
di bizzarro aquilone,
mi lego al suo volo
e ti vengo a cercare;
e sarà il nuovo seme,
e sarà ancora il sogno
che tra le tue dita
riposerò.

Flavio Zago

Sarajevo – One second before…

L’ombra che agli ossessivi silenziosi
spazi l’anima m’imprigiona e sazia
di luce tepida crepuscolare,
vince i colori che si liquefanno
di mimetici bagliori al grido
acerrimo del falco pellegrino.
Così netti i contorni ora mi appaiono
dei monti neropinti nella scia
del cielo acquerellato, da sembrare
il filo tagliente della speranza,
in levitare prima del tramonto.
Un secondo prima dell’imbrunire
la terra avvampa nella sua vergogna
al tuono del cannone a Sarajevo.

Silvano Conti

A Odri

Intingo nel tuo pensiero
la penna del mio sentire
e disegno i contorni
del tuo essere
in me.

Come il mago estrai
dal mio cappello
magiche colombe in volo
poi, ammirato spettatore,
gioisci insieme del tuo prodigio.

Il mio passo assuona al tuo
sull’ intimo selciato
nella corsa e alla sosta,
quasi respiro di un unico petto
e più non esistiamo soli.

A Odri
il mio presente
ritrovato nel mio tempo
da sempre cercato
per sempre ti amerò.

Anna Maria Guerrieri

Perdonami cielo

se piango per stupide cose
se perdo il senso del dolore e lo ricaccio
in giornaliere inconcludenze
avrei da ringraziare per la vita___in sé
per i miei figli, per il loro amore
che mi ritorna e mi conforta a sera
per l’amicizia che mi è stata data
per l’amarezza che non mi ha colpita

quando sento che l’aria si fa rada
il respiro s’incaglia
mi taccio in una bolla di silenzio
e mi dichiaro pronta_______il fatto in sé
non mi spaventa, ho come una certezza
che non finirà mai questa sorpresa
d’infinito riprendere contorni

che sarà mai varcare quella soglia
quando l’han fatto tutti
senza nessuna garanzia di privilegio?
E non è il passo a fare l’andatura
ma il necessario termine______ la sosta
da cui forse rinascere immortali.

Cristina Bove

Un tramonto

Un tramonto dipinto su tela
distolse lo sguardo
dalla finestra del nostro imbrunire.

Intingendo anche noi il pennello
in quel mare di colori rappresi,
abbozzammo lo sguardo al sorriso.

Si era come accesa la luce
ricomponendo addormentati contorni
nella stanza del nostro fluire.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 15, 2011 at 07:21  Comments (9)  
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Addio

Vive e respira
si muove e m’oscura,
parla con voce possente
il padre del mio presente,
benché ingrigito, lo sguardo spento,
mai domo e implacabilmente lento
racconta di cose che non voglio udire
a me che sbircio nell’ avvenire.
Delle due ombre unite
una sola di due vite
è restata, ma l’ altra,
fredda, dolce e scaltra
s’allontana su strade assolate
dimentica di troppe vane parole gettate
nel vento di travolgente trasporto
di quel sentimento mai morto,
brillante lezione d’esperienza
che accresce d’indesiderata sapienza
l’ animo mio attonito e smarrito
ormai schiavo di desiderio impazzito.
Con gli occhi aperti aspetta
colmo d’insoddisfatta fretta
il risveglio dell’antico carattere,
strenuo e saggio nel sapersi battere,
contro gli affondi dell’ avverso destino
che avevano fatto d’un bambino
un ricercatore di gioia sicura
contro la lacerante paura
che accadesse in questo volo
di restar per sempre solo.
Ma che sia questo lo stato,
ironia e risa del fato,
che potrà farlo tornare
come prima e mai uguale?
Ha pianto, riso, cantato,
scritto, detto ed urlato
nel buio e nella luce viva
fors’anche mentre dormiva
con la mente ha creato contorni
del dipinto in cui i suoi giorni,
pressati dall’ infinito bisogno
si son fusi col vero sogno
d’aver trovato una pace sincera
che scacciasse la notte più nera
dai ricordi di chi nel dolore
cercava solo di dare l’ amore.
Illusione, è soltanto questo,
ve lo dico con sorriso mesto,
che ci aspetta nel nostro affannarci,
della quale solo possiamo accontentarci
e perderci, dimentichi della finzione
trovando unica consolazione
nel reciproco convincimento,
di due spiriti vero giuramento.
In vero, tu che non volesti credere,
sappi che non sconfigge perdere
per quanto possa esser strano
ho la vittoria su ogni piano,
poiché, disperato e sincero, non fui io
colui che, libero e primo, disse addio.

Gian Luca Sechi

Crepuscolo

Contorni lievi sfumati
di monti imbrattati di neve
adorni di vena rosata.
Tutto assorbe silenzio,
magia
colori si prendono
si abbracciano
si fondono
come disperati amanti
esplodono di passione.
Groviglio estatico
di porpora e oro.
Neri gli alberi sullo sfondo
umili spettatori di quell’incanto.
Il buio, ignaro,
inghiotte ricopre.
Le case si accendono
fiaccole miscredenti
di un miracolo avvenuto.

astrofelia franca donà