Il girone

 
Puoi legger tutti i libri c’han stampato
e decifrar l’etrusco e il giapponese,
di Bach sapere fughe e contrappunti
.
da Cimabue a Nunziante essere esperto.
Ma quando busserà l’ultimo tempo
e  incontrerai Minòs e la sua coda
.
sarà per ciò men duro il tuo girone ?
Giudica e manda, secondo che avvinghi,
 al mio finir, nel loco lo trovai.
.
M’interrogò, ringhiando orrendamente,
conto e ragion della mia vita chiese.
Pria di smarrir li sensi a lui risposi:
.
astruse lengue in vita già imparai,
con grande noia, allora, le insegnai.
Fiammante alzò la coda e sì l’avvolse
.
la noia non gradendo né lenguaggi,
che di pagan comunicare fosser.
Del mio saper di Bach allor gli dissi.
.
Ancor vinghiò l’estrema, con gran peto.
Quel protestante reo l’avea turbato.
Del mio narrar pittura l’informai.
.
Braci,  sì fosser foco, l’occhi volse,
turban le immago e grondan blasfemia.
Con gran sgomento allor volli indagare
.
in cosa fosse quel ch’aveo mancato.
Avvolse strettamente l’appendice,
la voce sua mi fè tremar li polsi.
.
Per meritar lo svolgersi mia coda,
d’amor condire il tuo saper dovevi.
Quello c’hai spanto, lungo il camminare,
.
fredde nozioni son, senza il sentire.
Fosco giron sarà tua malasorte,
fin quand’amor non sprizzerà dal core.

Piero Colonna Romano

Dalla torre

DESDE LA TORRE
Retirado en la paz de estos desiertos,
con pocos, pero doctos libros juntos,
vivo en conversación con los difuntos
y escucho con mis ojos a los muertos.

Si no siempre entendidos, siempre abiertos,
o enmiendan, o fecundan mis asuntos;
y en músicos callados contrapuntos
al sueño de la vida hablan despiertos.

Las grandes almas que la muerte ausenta,
de injurias de los años, vengadora,
libra, ¡oh, gran don Iosef!, docta la emprenta.

En fuga irrevocable hoye la hora;
pero aquélla el mejor cálculo cuenta
que en la lección y estudios nos mejora.

§

Ritiratomi in pace tra i deserti
in compagnia di pochi libri dotti,
vivo in conversazione coi defunti
e sto a sentire coi miei occhi i morti.

Se non sempre compresi, sempre aperti,
incitano o correggono i miei assunti,
ed in muti armoniosi contrappunti
parlano al sogno della vita desti.

Le anime grandi escluse dalla vita
le libera dal tempo, vendicandole,
o grande don Josef, la dotta stampa.

Nel corso irrevocabile dell’ore,
qualcuna d’esse segni a suo favore
che leggere e studiare ci migliora.

FRANCISCO DE QUEVEDO Y VILLEGAS