Mani

Parlano silenziose, scavano a fondo,
come un aratro ad abradere il torpore del silenzioso maggese.
Furtivo, il raggio di sole dà vita alle zolle,
così il calore dà sollievo alle pene,
ai tumultuosi pensieri … celati, in rivolta.
Così, inerme, in prezioso abbandono, la mente s’arrende,
distesa adesso
come docil quadro al suo pittore,
tra le tue mani a cornice,
la pace,
come nella campagna presto al mattino.

Michela Sandrini

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Conca d’Oro

 
Percorsi valli e monti.
Gente dal duro idioma,
d’umanità impregnata
e di cultura antica.
.
Sovente ostacolavan
armenti il mio cammino
quel tempo io passavo
ad ammirar quei siti.
.
Lucenti erano i cieli,
di grano le campagne,
colline ricoperte
di pochi alberi spogli.
.
Frinivan le cicale
sotto impietoso sole,
un asino arrancava
sotto il suo basto grave.
.
Quindi da una collina
scendevo verso il piano
e innanzi a me s’apriva
col suo respiro il mare.
.
Di zagara l’aroma
allora m’inebriava,
tappeto verde scuro
la conca ricopriva.
.
Monti di rosso bruno
facevano cornice.
D’aranci e di limoni
giardini profumati.
.
E sullo sfondo azzurre
danzavano le onde
a completare un quadro
degno d’un paradiso.
.
Così passaron gli anni
e ancor con quel ricordo
nell’isola tornai,
cercando un perso sogno.
.
Quel bel tappeto verde
cemento divenuto.
Di zagara il profumo
in pizza già mutato.
Dei monti la cornice
in gabbia trasformata.
E quel brillante cielo
dal fumo già oscurato.
.
Persino il mare amato
allontanarsi sembra.
E il sogno ch’era un tempo
nell’oggi naufragato.

Piero Colonna Romano

Giorni vuoti

 
Illusa di tamponare la notte
aspetto parole
che facciano da cornice
ad un giorno così vuoto,
anche un temporale
mi fa spavento
è il vento forse che si ribella
ad ogni dolore,
è la pioggia ha l’onere di lavare via
la disperazione.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 17, 2012 at 07:26  Comments (8)  
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Toscana

Terra
in cornice
d’appennini.
Sporgi
dal dècolletè
i seni
delle colline
dove
odorosi
sfilano i cipressi.
Leggera
discendo
tra vigne ed olivi
per borghi
fra piazze
girovago.
Nelle chiese
m’incanto
ai castelli
alle ville.
La sera
sul rosso mare
di Maremma
scivolo
a galleggiare.

Graziella Cappelli

La mia città


Tiepida è l’aria primaverile
in riposo le  barche
nel porto tranquillo
alla fonda la nave
in attesa d’attracco
sorvola  il gabbiano
lo specchio sereno
I monti di fronte lussureggianti
alle spalle il Vesuvio coi dolci pendii
scorre il treno sui portici antichi
la cupola domina
la sottostante cornice
Mille i colori riflessi nel mare
Dei miei ricordi, non molto lontani ,
ripenso a quando…
il mare molto più azzurro,
nel tempo passato
ricco di vita e di linfa argentata
gli scogli ricolmi di datteri e cozze
di alghe e licheni ripieno il fondale
la spuma ondeggiante
di acqua e di sale
e la lavica sabbia degli assolati arenili
con la gente solare, operosa e ospitale
rendeva unico e magico il litorale
Baciata dalla natura,
e dal clima temperato
la mia città… è cosi graziata

Ciro Germano

Olio su tela n.2

Oswiecim, sterminate
vedute polacche

Bocce rasate allineate,
gusci stuorlati albuminosi.
Smorfie o sorrisi?

Pennello sciacquato
in soluzione finale.
Fumo vitale
che arranca e fatica
s’aggrappa e si issa
e s’avvita nel vento.

Occhi vacui sul bianco
del manto di neve,
occhi persi nel gelo
del senno del mondo

Pennellate decise,
rasoiate precise.

Una tela che grida
di non scordare

…e una cornice
che cerco,
ma non riesco
a trovare

Flavio Zago

Una stanza tutta mia

m’occorre ora
con pareti a giorno
e soffitto
senza
che il buio arrivi
piano piano
senza scosse
i rumori di vita
soffusi
la campana
a tocchi
segni il tempo
i camini sui tetti
mai spenti
quella cornice
a conchiglia
porti odore
di mare e
il salice getti
foglioline sottile
su lenzuola gonfie
e mi copra di
verdi lacrime dolci.

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 10, 2011 at 07:48  Comments (9)  
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La notte lava la mente

La notte lava la mente.

Poco dopo si è qui come sai bene,

file d’anime lungo la cornice,

chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare

traccia un segno di vita, figge un punto.

Raramente qualche gabbiano appare.

MARIO LUZI
Published in: on novembre 19, 2010 at 07:32  Comments (2)  
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Insonnia

Vorrei sapere che senso può avere
inseguire un sogno e mettersi a guardare
quel che succede cambiando alcune cose
per poi svegliarsi e rimanere lì a pensare.

Vorrei sapere da che parte è il mio destino
e quanto dista nel sogno il cimitero
prender la spada e combattere da uomo
in questa stanza che mi vide già bambino

E all’orizzonte cavalieri medievali
vengono avanti senza far rumore
le nubi bianche fanno da cornice
e un sole grande sia arrende e poi muore.

Anche domani scenderò le scale
di questa vita sempre più banale
senza sapere cosa devo fare
per impedire al sogno di tornare

Poter dormire e non stare più a fissare
là nella notte le stelle silenziose
sperando che nel buio del mio cuore
venga poi l’alba e quindi nasca il sole.

Sandro Orlandi

Madre

Pensavi che bastasse amore,
quando hai chiuso l’orizzonte
in tre stanze e cucina
tra i limoni di Goethe
e il sorriso di un uomo.
E hai portato brume di lago
a nasconderti, mentre negli occhi
invano cercavo pensieri,
e cicatrici sulla fronte
da baciare la sera.
Pensavi che bastasse amore,
e indicare la strada
di ogni cieco dovere,
insegnando con fede di moglie
il nome del padre.
I tuoi silenzi li ho amati,
quelli che mi hanno cresciuto
e ora mi crescono dentro.
Pensavi che bastasse un sorriso
ma ora, in quella vecchia cornice
il tuo non mi basta.

Massimo Reggiani

nel tuo ricordo  (18/9/1916 –  19/9/1992)