Gemme

Ti dico della volpe, con la sua coda rossa
la strada con un cenno indicata
la salvezza.
La sua eleganza è la gioventù che avevo
i cani il letto triste del tanto non amore.

Ti dico della lontra che scivola, di pietra
nel fiume nome semplice e povero
il suo peso
corredo di un istante sognato
un guizzo antico
simile a quello che insieme facevamo
io ed il mio corpo serpe di luna.

Dico l’erba, il mais novello per le poiane
e quelle gemme
capezzoli immaturi di un latte passeggero.
Ti dico le ho succhiate per tutto il tempo giusto
ne ho ancora qualche festa annunciata per la bocca.
Insieme a tenerezze vicine agli occhi
e in fronte
nel cavo delle mani, sul petto
tra le rose.

Massimo Botturi

Nuance

Che fine ha fatto quel pastello
colorato variamente,
quello lieto dei disegni
in cui schizzavo il mio ritratto?
Nel temperarlo s’è compiuto
e solo lascia ora grigio il lapis
a scorrere tracciati sopra l’aria
che manca più dell’acqua all’assetato.
Per riaverne uno che di lontano
almeno un po’ gli s’accostasse,
ieri l’altro,
ho rubato al firmamento il suo corredo,
una briciola ogn’ora del giorno.
Collera invero
m’ha lanciato dietro il cielo,
finanche il nero senza stelle della notte,
che scioccamente scaltra
non avevo preteso.

Daniela Procida

Published in: on maggio 28, 2010 at 07:12  Comments (2)  
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