Musica e “pignate”

In mezzo alla passione
metto sempre
musica e padelle:
entrambe lasciano ascoltare
i gusti prima del loro sapore:
in bocca abitano
spessori che fuggono
nella digestione d’un bel ricordo.

Ora son sempre di fretta
da qui
al momento d’un successivo
farmi avanti nelle eccezioni
che ancora non conosco.
Mi ripeto in default o coscienza
questo ancora non lo so
se non quando tra le mani
m’accorgo d’aver un capello bianco.

Torno tra i sogni miei,
tra le canzoni ascoltate mille volte
_o forse più
mentre nell’ ubriachezza del ricordo degustato
riaffiora quel profumo di seta
scioltosi nella pettinatura demodé,
ma non ha importanza più:
la vita sa fermarsi anche così…

Glò

Sui gradini del tempo

Quando la somma degli anni
arriva al punto
e volge il segno
alla polvere patria
che si leva
cerco la chiave
per aprire il muro,
rovistando tra pezzi
latenti di vita
ricupero
un esame di coscienza
ed un passaporto di memorie
per non precipitare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 16, 2012 at 07:35  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Beata solitudo

Quando il fragore dei pensieri
e delle parole assordanti
(che come fiumi
sgorgano dagli schermi TV),
quando le contraddizioni
(tra le verità di ieri
ed i fatti di oggi),
mi fibrillano la coscienza,
sento un bisogno
di tranquillità e di quiete.
Mi rifugio allora
sulle vette innevate,
spazio tra le nuvole bianche,
volo negli spazi infiniti
e sogno un mondo diverso,
dove le parole
non sono tempeste distruttive
ma quieti laghetti
luccicanti di stelle e di sole,
dove l’odio non è più
incivile strumento di potere,
ma lontano ricordo
annegato sotto i ghiacciai
insieme all’incoscienza umana.

Salvatore Armando Santoro

Il mendicante

Tende la mano e in silenzio aspetta,
lo sguardo nel vuoto il passato cerca.
Quel che resta di un uomo è la sua mano,
linea della vita, di testa, del cuore…
è tutta lì racchiusa la sua storia ignota.
Guardo quella mano lunga e scura
di sole e di abbandono, di vita spenta.
Alza gli occhi chiari e velati a chi pone
una moneta nel palmo che lento richiude.
È tutta in quel chiudersi e aprirsi
l’esistenza di un giorno.
Mano che forse prese altra mano e la perse,
mano che ancora cerca la stessa e non sa
che persa è per sempre.
È il tempo che senza ragione si è fermato
nella mente distrutta da ignoto dolore,
non chiede, non grida quel mendicante.
Di ognuno che davanti gli passa è di anima
specchio.
Chi lo ignora perché da se stesso è preso,
chi altrove volge lo sguardo per paura di miseria,
chi si sofferma e la coscienza svuota al prezzo
di una misera moneta e in pace a casa torna.
Chi a lui si china, sorride e la sua mano prende
Forse è quel Dio che di lui si ricorda e che
solo il mendicante in quell’uomo vede.

Claudio Pompi

Musica e “pignate”

In mezzo alla passione
metto sempre
musica e padelle:
entrambe lasciano ascoltare
i gusti prima del loro sapore:
in bocca abitano
spessori che fuggono
nella digestione d’un bel ricordo.

Ora son sempre di fretta
da qui
al momento d’un successivo
farmi avanti nelle eccezioni
che ancora non conosco.
Mi ripeto in default o coscienza
questo ancora non lo so
se non quando tra le mani
m’accorgo d’aver un capello bianco.

Torno tra i sogni miei,
tra le canzoni ascoltate mille volte
_o forse più
mentre nell’ ubriachezza del ricordo degustato
riaffiora quel profumo di seta
scioltosi nella pettinatura demodé,
ma non ha importanza più:
la vita sa fermarsi anche così…

Glò

From hour to hour

 
“And so from hour to hour,
 we ripe and ripe.
And then from hour to hour,
 we rot and rot.
 And thereby hangs a tale.”
(William Shakespeare – As you like it-)
 
 
Rughe sui volti il tempo scava,
nel viver d’affanni corrotti.
Si coprono specchi impietosi
che immagini cupe ci rendon.
Ed è quel coprire quei vetri
un gesto che pare che assolva,
lasciandoci senza peccati.
.
Ci segue l’angoscia di un’ombra,
la mente aggroviglia pensieri
ed il nostro andare impudente
porrà su quel viso altri solchi.
Coscienza non serve coprire,
in noi cresceranno i rimorsi
e insonni le notti saranno.
.
Perdute così corron l’ore,
così si consuma la strada,
in un vacuo viaggio egoista
un viaggio ch’è senza speranza.

Piero Colonna Romano

Preghiera in gennaio

(Nel 45° anniversario della scomparsa di Luigi Tenco – 27-1-1967)

Lascia che sia fiorito
Signore il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovra’ riconsegnare
quando verra’ al tuo cielo
la’ dove in pieno giorno
risplendono le stelle
Quando attraversera’
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dira’
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
la’ dove vado anch’io
perche’ non c’e’ l’inferno
nel mondo del buon Dio
Fate che giunga a voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a Voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio
Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo in mezzo ai Santi
Dio fra le sue braccia
soffochera’ il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura
Meglio di lui nessuno
mai ti potra’ indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai sarai contento.
Dio di misericordia vedrai
sarai contento

FABRIZIO DE ANDRÉ

Che male mai sarà

immaginarsi un dio di carità
benevolenza e umanità.
Che male mai sarà
pensare di rubare un pò d’amore
agli antipodi di un mondo
che chiamano aldilà.
Che male mai sarà
chiudere i battenti
alla casa dei tormenti
dove dietro un credo
o uno spergiuro
ovunque ho visto
alzare un muro.
Ognuno creda e faccia
secondo la coscienza
purchè la tolleranza
non diventi prepotenza
In piena libertà
esprimere un pensiero
che sia un credo
o un non credo
fastidio non darà
se non fomenteremo
con le provocazioni
la libertà
di agire e di pensare.
Nello spazio di un’azione
ognuno sia padrone
di una volontà
che non intacchi dell’altro
la ragione.

Beatrice Zanini

Viaggio con un fantasma

I TRAVEL AS A PHANTOM NOW

I travel as a phantom now,
For people do not wish to see
In flesh and blood so bare a bough
As Nature makes of me.

And thus I visit bodiless
Strange gloomy households often at odds,
And wonder if Man’s consciousness
Was a mistake of God’s.

And next I meet you, and I pause,
And think that if mistake it were,
As some have said, O then it was
One that I well can bear!

§

Viaggio con un fantasma adesso
perchè la gente non vuole vedere
in carne ed ossa un ramo così spoglio
come la natura fa di me.

E così visito incorporee
strane cupe famiglie spesso in dissidio
e mi chiedo se la coscienza umana
sia uno degli errori di Dio.

E dopo incontro te e mi calmo
e penso che se fosse un errore
come alcuni han detto, sarebbe allora
uno di quelli che riesco a tollerare.

THOMAS HARDY

Published in: on gennaio 15, 2012 at 07:04  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Vestiti di niente

Pronti… per il viaggio ?

E’ inutile scongiurare,
toccare ferro e forse grattarsi,
occorre prevedere, senza intristirsi.

I beni acquisiti di valore terreno
rimarranno qui, insieme alle spoglie
con lo stesso destino, del polverizzarsi.

Egli, già, lo disse in tempi non sospetti,
di non legarsi, eccessivamente, agli oggetti,
e che ci saremmo presentati al Suo cospetto
accompagnati solamente…
dalla coscienza …e vestiti di niente

Ciro Germano

Published in: on gennaio 4, 2012 at 07:01  Comments (7)  
Tags: , , , , , , , , ,