L’estasi

L’EXTASE

La nuit était venue, la lune émergeait de l’horizon, étalant
sur le pavé bleu du ciel sa robe couleur soufre. J’étais
assis près de ma bien-aimée, oh ! bien près ! Je serrais ses
mains, j’aspirais la tiède senteur de son cou, le souffle
enivrant de sa bouche, je me serrais contre son épaule,
j’avais envie de pleurer ; l’extase me tenait palpitant,
éperdu, mon âme volait à tire d’aile sur la mer de l’infini.

Tout à coup elle se leva, dégagea sa main, disparut dans la
charmoie, et j’entendis comme un crépitement de pluie dans
la feuillée.

Le rêve délicieux s’évanouit… ; je retombais sur la terre,
sur l’ignoble terre. O mon Dieu ! c’était donc vrai, elle,
la divine aimée, elle était, comme les autres, l’esclave de
vulgaires besoins !

§

Era scesa la notte, la luna emergeva dall’orizzonte, diffondendo
sull’azzurro selciato del cielo il suo vestito color dello zolfo.
Ero seduto accanto alla mia amata, oh! così vicino! Mi strinse la
le mani, aspiravo il tiepido profumo del suo collo, il soffio
inebriante della sua bocca, mi stringevo contro la sua spalla,
Avevo voglia di piangere; l’estasi mi teneva palpitante,
sperduto, la mia anima volava sul mare dell’infinito.

Improvvisamente si alzò, ritirò la mano, scomparve nel
bosco, e sentii come un crepitio di pioggia sulle foglie.

Il delizioso sogno svanì.. ; Ricaddi sulla terra,
sulla terra vile. O mio Dio! era dunque vero, lei,
l’amata divina, era, come gli altri, schiava
dei bisogni volgari!

JORIS KARL HUYSMANS

Rumore di pioggia

  
             Dolce
            rumore di pioggia
            monotono
            eppur vario
            inedito
            familiare
            compagno
            di intimi pensieri.
            Scende
            il crepitio
            negli anfratti dell’essere
            e l’anima affiora
            fulgente fra gocce.
            Si culla
            in questa nenia
            antica
            carezza di padre.

           Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 26, 2011 at 06:55  Comments (7)  
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Profumo d’infanzia

Il profumo dolcemente
pungente dei mandarini
mi riporta nel mondo fatato
della lontana mia infanzia,
scrigno d’affetto e felicità,
custodito con amore
nel fondo del cuore.

Allora
vedevo mia madre
tritare alacre
scorze di acri limoni
per i dolci natalizi;

vedevo mio padre
la sera, con noi attorno,
buttare nel fuoco
bucce d’arancia,
e sfrigolanti faville profumate
si disperdevano brillanti
come stelline rutilanti
su nel buio del camino;

vedevo i miei fratelli
gustare fresche fette
d’arance e mandarini;

sentivo me stesso
felice, protetto
dal caldo dell’amore.

Fuori fischiava il vento
e la luna combatteva
coi nembi minacciosi.
Nessun altro rumore,
se non l’allegro crepitio
della legna che ardeva
nell’ampio focolare.
Vedevo
sentivo
e il cuore era in pace.

Nino Silenzi

Galleggiando tu ed io

dove un cuore fremente rincorrente l’armonia universale trafigge un imbroglio per galleggiare col suo amore.
Giunche di sambuco
incrocianti bucaneve
nei mari di Ofiuco
Latrati nella neve
schizzati del corallo
di un’alba nella pieve
Acuti di cavallo
in bosco sorridente
colorato di giallo
Pazzo cuore fremente
che come un lunario
viaggia inesistente
Rami del binario
di ogni giornata
vissuta da gregario
Selvatica sgroppata
di arruffata venere
che non fu cavalcata
Effluvio di stalliere
che stringe cerfoglio
vicino ad un levriere
Iperbolico germoglio
che con un crepitio
trafigge un imbroglio:
Su questo sciabordio
marzolino amore mio
galleggiando tu ed io.

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 16, 2010 at 07:09  Comments (3)  
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