Volerai

Chissà come fremeva,
quel ricciolo
inquieto,
mentre le folgori
si sfogavano vicino.
Piccola ciocca
persa
nel gorgo del mondo,
rintanava il pianto
sotto l’ala
d’idee paterne.
I pensieri,
saette latenti,
balenavano a sorpresa,
che la mente
acerba
ne restava abbacinata.
Troppa energia,
in così troppo
poca vita,
e la crisalide
avviticchiata,
non riusciva a spiegarsi
e spiegare
le sue giovani ali.
Volerai, volerai,
promise candida
la colomba,
volerai,
fece eco il corvo
di fumo nero.
Volerai, bimbo.
Volerai.

Flavio Zago

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:27  Comments (5)  
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Siamo come le lucciole

Sull’Aurelia al tramonto
c’è sempre una ragazza
anzi una bambina piccina
quasi nuda e infreddolita
che a Natale vicino al fuoco
mostra occhi infossati
labbra arse, mani minute
crisalide in attesa
di vita e di casa
e arrivano a frotte
macchinoni e clacson
all’impazzata in cerca
di carne fresca da macello
mentre in villa a Portofino vetta
la famiglia fa festa con
Dom Perignon.

Tinti Baldini

Farfalla

Timida crisalide
filo di seta spezzi
cordone ombelicale
dal bozzolo sorgi
spiegando ali di velluto
dipinte d’oro e turchesi
spicchi il volo
in piroette di sogni …
poche ore valgono
il tempo d’eternità.

astrofelia franca donà

Published in: on febbraio 21, 2011 at 06:50  Comments (8)  
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Ali di seta

Dona l’arcobaleno un filamento
che tessitrici muse ci han foggiato
crisalide libratasi nel vento
magico incanto del divin creato.

Nutresi all’armonia di libertà
ch’origine trovò a forar di guscio
raggiante per cotanta immensità
gioì di volo al salutar dell’uscio.

La maraviglia di stupor s’inchina
al passo suo regal bellezza pura
che grazia di sorgente dea marina
s’affanna a paragon d’equal natura.

Con leggiadra movenza ella carezza
un pavido evocar d’età passata
sembiante a sapor di giovinezza
che al navigar di vita s’è celata.

Foschi frammenti d’un sentor lontano
a raffiorar pensier poco si mostra
che l’animo smarrito al quotidiano
negar si suole il dondolar di giostra.

L’esister di cangianti ali di seta
sguardo rapisce col segnar di danza
fremente d’esser fior d’unica meta
ch’ogni petalo vibra di speranza.

Ma è d’apparir fugace la farfalla
che al volteggiar maliarda adulazione
posa gentil al profferir di spalla
poi aleggia e s’invola l’emozione.

Gian Franco D’Andrea

Ascolta


Ascolta il mio respiro
percepisci il mio sonno
al tuo fianco
non il corpo e presente
solo il pensiero
che si avvolge a te
come crisalide
abbracciami
nell’intimo della mente
creando in te certezze
tu possiedi il mio pensiero
le mie emozioni il mio tempo
lascia andare la tristezza
non quell’amore carnale io dono
euforia di un attimo
e poi nulla più
piacere della carne
che più non si addice
a corpi vissuti
in esperienze lontane
ma l’amore dell’anima
i pensieri che volano a te
non hanno età
ne dimensione di spazi infiniti
sono vicini al tuo essere
ascolta il cuore sentirai
le mie labbra
stringendomi a te in un abbraccio
i nostri corpi si uniscono
in un amplesso virtuale
senza età o bellezza
effimera musa dei vent’anni

Gianna Faraon