La bianca signora

La neve è arrivata silenziosa
stanotte e, artista senza tempo,
ha dipinto tetti alberi siepi strade
di bianchi cristalli che brilleranno
ai raggi del primo sole. Ora scende
bianca dal cielo grigio chiaro
che incupisce verso l’orizzonte.
Danza con i suoi fiocchi,
bianche farfalle della mia infanzia,
col vento che volentieri l’accompagna
a passo di valzer su davanzali e terrazze
a spruzzare di bianco il verde dei fiori,
che l’attendono timorosi, a capo chino.
Il suo vestito ampio e arioso
dalle infinite tonalità di bianco
copre la spiaggia e si scioglie
tra le onde fredde e biancastre del mare
che la chiama rauco con voce d’amore.
Volano rapidi e taciti tra i fiocchi vaganti
bianchi gabbiani e merli neri.
Il silenzio è attraversato da qualche
grido felice di bimbo. Un cane abbaia festoso.
E la neve, bianca ed elegante signora,
continua a spargere con la sua bianca mano
bianche farfalle volanti sulla città
raccolta in se stessa e quasi in pace.

Nino Silenzi

In anima che non degrada

Scorrono come schiume d’infinito
nell’alveo dei pensieri inalterabili
per poi sostare negli oblò d’attesa
e lì sdraiarsi prima di entrar nel cuore.

Che siano i suoni di un vecchio carillon
o i frastuoni d’ultima guerra accesa
o i cristalli delle più svariate stille,
nessun problema, lui è una casa.

Felicità che non sappiamo raccontare,
che mai sapiente oserà indagare,
in controcanto si combinano ai dolori
e insieme aspettano che passi il tempo.

Li sedimenterà, l’indifferente tempo,
senza però poterli infine evaporare.

Quando i cristalli, i suoni e i frastuoni
si insedieranno bene dentro il cuore,
di lui non temeranno alcuna malattia
giacché, al primo sintomo accennato,
emigreranno in anima che non degrada.

Aurelio Zucchi

Al vento

 
Ma cos’hai? canti la mia furia?
 strapazzi le tende,
gli alberi ti trattengono,
nella penombra
soffi nubi all’orizzonte
mescolandoli al porpora,
I pensieri rotti
come cristalli da un acuto
mi agito come cavalli all’odore
del mal tempo e, tu… canti
petali al vento.

Rosy Giglio

Published in: on ottobre 8, 2011 at 07:30  Comments (10)  
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Tempi moderni

Se fossimo certi d’una rosa di maggio
come del clangore secco della chiave
nella toppa d’un vecchio castello,
se riesumassimo le spoglie
d’un Congresso di Vienna
o d’una Controriforma,
potremmo allora intavolar discorsi
recidivi con prosopopee barocche
e false immagini  di sicumere certezze.
Ma niente è più al suo posto.
Frutta e verdura fuori stagione
mischiate a cristalli liquidi
segnano il tempo che sfugge
ai calcoli attenti dell’orologio della torre.
Monitor come segugi dall’odorato fine
seguono l’anima ormai senza veli
quando scantona nel vicolo cieco.
è tutto un viavai in punta di piedi
per non perdere niente.
Orientarsi è come giocare a battimuro
con la bussola rotta.

Lorenzo Poggi

Acquamarina

ti estraggo nella miniera
dell’onda
dea che allevia
gemma-gioiello esploratrice
navigatrice del sogno
a mezz’aria tra i marosi
rifletti, scrutata a fondo
segreta
alla via liquida
tuo, il mistero rivelato
magicamente guidato
da cristalli unici
scultura viziosa
accerchiata dall’indaco.

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 27, 2011 at 07:09  Comments (7)  
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Neve a Bologna


E’ fitta… Come i miei pensieri
replica scenari, veste
battiti di mani da teneri cuori
traccia, calca limiti, preme
inzuppa colei che ridà
un quadro piatto
linee ferme e diverse
sirena irrompe
tra cristalli cadenti
mentre  acqua sciolta gronda
bagna gli occhi all’orizzonte
imprigionando tempo.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 8, 2011 at 07:04  Comments (5)  
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Camera d’attesa


Ti aspetto qui intanto mi riposo un attimo
scarica pure dal furgone i fiori che ti ho comprato
sistemali nei cristalli che m’adornano la casa
mi profumeranno le scansie
di ogni mazzo ricorda che c’è un nome
e tutto quello che non ti ho detto
consideralo petali caduti sui tuoi piedi.
Ti aspetto qui al mio computer silenzioso
sfoglierò i file coi fiori più belli e luminosi
li salverò per riempirne la mia camera d’attesa…
t’aspetto qui seduto sull’unica mia sedia e
ti donerò un fiore quando verrai per portarmi via con te.

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 30, 2011 at 07:10  Comments (3)  
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Neve


Accosto la tenda
una pace smisurata
un’unica dimensione
un bianco d’amore
lenti cristalli tappezzano il vuoto
popolano come fiaba
infilandosi in una cruna di luce si irradiano
gocce di cristallo ricamano pendenti
fiocca, fiocca,
torna quella allegria di bambina per un dono con cui giocare
quella voglia istintiva,  rotolare
impregnarsi di lei, con le mani e il cuore.

Rosy Giglio

September Morn

Sparirò come foglia
al vento d’autunno.
Dileguerò il miraggio
alle pendici delle dune.
Sfuggirò dai sogni
nell’ipocrisia condita.
Scioglierò al primo raggio
i brinati cristalli.
Slegherò il nodo
che a stento
si trattiene.
Con desiderio intimo e infantile
danzerò sola, scalza
sotto la pioggia di Settembre.
Lascerò scorrere le lacrime
e intesserò ghirlande
per il mio dolore.

Michela Tarquini

Al semaforo


Di nuovo è già alto il grano
i sogni si allontanano sempre più
routine affilano giorni che non bastano
l’anima naufraga negli azzurri
attende bucaneve fra scogli
mentre cristalli annebbiano il verde
istintivamente mi avvio.

Rosy Giglio

Published in: on ottobre 7, 2010 at 07:03  Comments (3)  
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