Dopo una separazione

Sto cercando di rimuovere il grigio,
brandelli di vecchie tappezzerie
restano attaccati come
croste residue
di un male feroce

Se provi a rimuovere le croste
la carne ferita ancora risanguina,
ogni volta, crudele, il dolore
riaffiora e la memoria non muore.

Con le unghie non vale graffiare
la crosta pesante,
il dolore è presente ancora,
forse solo più pallido
ma col ghigno maligno si appropria
del tuo pensiero costante.

Non vale sovrapporre
altra tappezzeria, magari fiorita
o di color più brillante,
il grigio permane e soffocante
vanifica il desiderio di restauro.

Forse sarebbe la soluzione migliore
gettar della calce su quel muro graffiato,
riempire gli spazi e bruciare le attese,
colmare i solchi e ripianar le fessure.

Una bianca parete di nuovo
pulita e spianata
potrebbe far sempre la sua bella figura!

Anna Maria Guerrieri

Domenica

Che a me piace restare tra i tuoi ginocchi nudi.
Dopo che hai detto quanto sei stanca,
ed invecchiata.
Dopo toccata i seni nel duro che spaventa
l’addome che ha lasciato dei fiori secchi.
E il pianto.

Perché non tornano i morti
e i vivi, presto, ci prendono la cera
di chi non ha mai tempo;
di quelli che fan poco l’amore
e fanno spesa
che c’hanno il frigo vuoto da sempre.

Si, i ginocchi
perché là sono odori che svegliano
e passioni
e croste di quand’eri bambina.
E un poco passa,
quest’ombra della morte
che non ti piglia ancora.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 13, 2010 at 07:44  Comments (4)  
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