La Cumparsita

Si supieras que aùn dentro de mi alma
Conservo aquel cariño que tuve para ti
Quien sabe si supieras
Que nunca te he olvidado
Volviendo a tu pasado
Te acordaras de mi

Los amigos ya no vienen
Ni siquiera a visitarme
Nadie quiere consolarme
En mi aflicciòn

Desde el dia que te fuiste
Siento angustias en mi pecho,
Decì percanta: Què has echo
De mi pobre corazon?
Al cotorro abandonado

Ya ni el sol de la mañana
Asoma por la ventana,
Como cuando estabas vos
Y aquel perrito compañero

Que por tu ausencia no comìa
Al verme solo, el otro dia
Tambièn me dejò.

§

Se sapessi, che ancora, dentro la mia anima,

conservo quell’affetto che avevo per te ….

Chissà se sapessi che non ti ho mai dimenticato

tornando al tuo passato, ti ricorderesti di me.

Gli amici non vengono più neanche a visitarmi …

nessuno vuole consolarmi nel mio dolore …

Dal giorno in cui te ne andasti

sento angoscia nel mio petto ….

Dì, ti rendi conto, cosa hai fatto

del mio povero cuore ?

Inoltre,

io ti ricordo sempre con l’affetto santo

che ho avuto per te,

e sei dovunque, parte della mia vita,

e quegl’occhi che furono la mia allegria

li cerco ovunque

e non riesco a trovarli.

Nel rifugio abbandonato

neanche il sole della mattina

spunta dalla finestra

come quando c’eri tu.

e quel compagno cagnolino

che per la tua assenza non mangiava

al vedermi solo, l’altro giorno,

anche lui mi lasciò.

ENRIQUE MARONI   E   PASCUAL CONTURSI

Rubarti per perderti

 
 
ho rubato le tue parole
le ho nascoste nel mio cuore
le ridico con la tua voce
.
ho rubato i tuoi pensieri
gli ho celati
in fondo all’animo
.
poi ancora li percorro
a risentirli per pensarti
 .
credevo
di volare insieme
poi
mi sono accorto che ero solo
.

Il Passero

Published in: on giugno 30, 2012 at 07:26  Comments (7)  
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Un rombo sordo…

Un rombo sordo avanza lento
come tuono che arriva da lontano,
misterioso e sinistro racchiude distruzione
e come mostro bramoso e affamato
ghermisce le sue prede.

Case, palazzi, persone,
nulla e nessuno è più al sicuro.
Tutto trema e si sbriciola,
la terra si apre inghiottendo ogni cosa
la polvere rende difficile respirare,

mentre la sventura si abbatte inesorabile
su tutto ciò che è inerme,
sul sonno interrotto bruscamente,
su sogni che svaniscono all’istante
e grida di terrore che squarciano la notte.

Un nuovo giorno nasce su lacrime
che segnano volti attoniti e spauriti
di coloro che vagano nel vuoto
con la paura di sentire ancora
la terra che torna a tremare.

Ma racchiusa nel cuore resta forte
la volontà di non di non lasciarsi andare
mentre s’innalza al cielo la speranza
di sentire le campane che torneranno
come una volta a suonare.

Patrizia Mezzogori

Come?

 
 
Il caldo divampando
appanna
mondo già spento
e tu
piccola
con manine cicciose
acchiappi
pietre e mare
schizzi e colori
ridi a garganella
se ti spintonano
sgattaioli tra rocce
lucertola di fiume
e abbracci attorno
con gli occhi del cuore.
 .
Come faccio io
a prendermi
quel magico sorriso
e farmene
maschera permanente?

Tinti Baldini

Published in: on giugno 29, 2012 at 07:09  Comments (15)  
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Poesia

 

Quando la strada è stretta
e di sassi e macigni è pieno il cuore,
quando l’acqua tracima
e la sponda inonda e spazza il fiume,
quando il vento soffia
e sconvolge via finanche i tuoi pensieri,
quando l’animo piange
e tu distilli sangue e nostalgia,
ecco s’affaccia lei, tenera e dolce,
con quattro versi in croce
ed è poesia.
Il cuore ti lava,
la mente ti riempie di dolcezza,
il petto t’allaga d’angoscia e tenerezza,
finanche qualche lacrima poi sfugge,
scorre sul tuo volto sfiancato,
ti libera gli affanni
e poi risorgi franco e rinnovato!

Salvatore Armando Santoro

La pioggia

la pioggia che giunge inattesa
sparpaglia la folla,
la pioggia che piove a dirotto
conduce sotto un balcone
due sconosciuti soli
senza ombrello,
la pioggia che inventa parole
insiste
consiglia
sconsiglia
propone
la poggia la pioggia la pioggia…
conduce la coppia a un portone…
la pioggia che picchia sui vetri,
che scivola piano
un cuore disegna
due nomi…
la pioggia la pioggia di ieri
la pioggia scintilla
di raggi di sole.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 27, 2012 at 07:18  Comments (7)  
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Un “per sempre”

milioni di attimi
non basteranno
a costruire un giorno di sole,
lo splendore d’un istante
la magia del firmamento
la pazzia delle stelle.
una corsa contro il tempo
e il mio cuore
come un folle
cerca d’afferrare il vento
trattenere
con un “per sempre”
l’eterno che vorrei .

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 26, 2012 at 07:38  Comments (5)  
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Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!

ES SCHLUG MEIN HERZ; GESCHWIND ZU PFERDE!

Es schlug mein Herz; geschwind zu Pferde!
Und fort! wild, wie ein Held zur Schlacht.
Der Abend wiegte schon die Erde,
Und an den Bergen hing die Nacht;
Schon stund im Nebelkleid die Eiche
Wie ein getürmter Riese da,
Wo Finsternis aus dem Gesträuche
Mit hundert schwarzen Augen sah.

Der Mond von einem Wolkenhügel
Sah schläfrig aus dem Duft hervor;
Die Winde schwangen leise Flügel,
Umsausten schauerlich mein Ohr;
Die Nacht schuf tausend Ungeheuer;
Doch tausendfacher war mein Mut;
Mein Geist war ein verzehrend Feuer,
Mein ganzes Herz zerfloß in Glut.

Ich sah dich, und die milde Freude
Floß aus dem süßen Blick auf mich.
Ganz war mein Herz an deiner Seite,
Und jeder Atemzug für dich.
Ein rosafarbes Frühlingswetter
Lag auf dem lieblichen Gesicht,
Und Zärtlichkeit für mich, ihr Götter!
Ich hofft es, ich verdient es nicht.

Der Abschied, wie bedrängt, wie trübe!
Aus deinen Blicken sprach dein Herz.
In deinen Küssen welche Liebe,
O welche Wonne, welcher Schmerz!
Du gingst, ich stund und sah zur Erden,
Und sah dir nach mit nassem Blick;
Und doch, welch Glück! geliebt zu werden,
Und lieben, Götter, welch ein Glück!

§

Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!
E via! Con l’impeto dell’eroe in battaglia.
La sera cullava già la terra,
e sui monti si posava la notte;
se ne stava vestita di nebbia la quercia,
gigantesca guardiana, là
dove la tenebre dai cespugli
con cento occhi neri guardava.

Da un cumulo di nubi la luna
sbucava assonnata tra le nebbie;
i venti agitavano le ali sommesse,
sibilavano orridi al mio orecchio;
la notte generava migliaia di mostri,
ma io mille volte più coraggio avevo;
il mio spirito era un fuoco ardente,
il mio cuore intero una brace.

Ti vidi, e una mite gioia
passò dal tuo dolce sguardo su di me;
fu tutto per te il mio cuore,
fu tuo ogni mio respiro.
Una rosea primavera
colorava l’adorabile volto,
e tenerezza per me, o numi,
m’attendevo, ma meriti non avevo.

L’addio, invece, mesto e penoso.
Dai tuoi occhi parlava il cuore;
nei tuoi baci quanto amore,
oh che delizia, e che dolore!
Partisti, e io restai, guardando a terra,
guardando te che andavi, con umido sguardo;
eppure, che gioia essere amati,
e amare, o numi, che gioia!

JOHANN WOLFGANG VON GOETHE

L’impronta

Sabbia bagnata
impronta di piedi
mi stupisco di essere.

Onde trascinano l’impronta
che segna il tempo.

Ritornano maree
si riaccende
l’impeto del cuore.

Maristella Angeli

Published in: on giugno 24, 2012 at 06:58  Comments (10)  
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A volte sulla sponda della via

A volte sulla sponda della via
preso da un infinito scoramento
mi seggo; e dove vado mi domando,
perché cammino. E penso la mia morte
e mi vedo già steso nella bara
troppo stretta fantoccio inanimato…

Quant’albe nasceranno ancora al mondo
dopo di noi!
Di ciò che abbiam sofferto
di tutto ciò che in vita ebbimo a cuore
non rimarrà il più piccolo ricordo.

Le generazioni passan come
onde di fiume…

Una mortale pesantezza il cuore
m’opprime.
Inerte vorrei esser fatto
come qualche antichissima rovina
e guardare succedersi le ore,
e gli uomini mutare i passi, i cieli
all’alba colorirsi, scolorirsi
a sera.

CAMILLO SBARBARO