Tête d’homme

Io ho una testa, la fonte della vita,
e solo quella . . . vetta che fora
nell’azzurro.
.
E la mia vita, tra i picchi
superbi di basalto della mia mente,
è appesa a un filo.
.
Piccoli movimenti con il capo. Immobile
corpo sotto, senza sensazioni, rupe
e prato fiorito di smeraldo, nella sua parèsi,
giova come custode della mente:
.
solo il cervello, come ghiaccio, nevi immacolate,
nient’altro, in scleròsi combatto, coi computers,
per accostarmi vagamente agli altri.
.
E, in parte, ci riesco: agile salto del camoscio,
volo dell’aquila regina maestoso, vigile fischio
di marmotta, rauco grido del corvo, smagliante
volo del fagiano d’oro.
.
Effimera illusione della vita che passa,
per tutti.

Paolo Santangelo

Il matto della casa in fondo al vicolo

sono le quattro, ancora è notte
e lui
cammina a squarciagola
bambino incanutito e incomprensibile
si rivolge ai camini e alle girandole
berretto scivolato sulla nuca
la camicia sgargiante
quando lo coglie il sole nella piazza
ha fatto il pieno della sua nottata

i cani lo conoscono
restano silenziosi al suo passaggio
il suo sbraitare
arriva da ogni punto del paese

a volte si rivolge alla sua ombra
le parla oltre la spalla
credo che l’accompagni un suo custode
misterioso e invisibile

l’ho visto parlottare sul sagrato
a pecore e pastori d’un presepio
e con un cencio immaginario in mano
tergere il cielo a specchio
ad un passante che osservava zitto
_vieni con me _ gli ha detto
che qui son tutti savi da legare.

Cristina Bove

Il fantasma del parco “La Tesoriera”

 
Una vecchia cappella sconsacrata
venne alla luce
nel parco di Torino: senza entrata.
Era murata.
Dentro le ossa, con capelli biondi.  
.
D’Irene si scoprì una sedicenne
soave, in rito
del demonio: delle mani assassine
forse una sètta,
che l’immolò su quel perverso altare.  
.
Ora si senton nella notte strani
strusciar di ferri,
la fecero morir di sete e fame.
Potente entità
non trova ancora pace nell’Eterno…  
.
S’immobilizza il cane del custode
di quella villa,
chiamata  Tesoriera, in una stanza
vento di gelo,
in un’Estate torridassolata.  
.
Trova alfine pace, vergin fanciulla,
fiore di stella,
che incessante vendetta ancor ti move,
non rivelarti
più ai tuoi Pievani: cessa l’azione.  
.
Nel nome del Signore, che ti vide
morir di stenti.
Gli assassini son stati trucidati,
dalla giustizia
popolana, ed il demonio sconfitto.  
.
Anche stavolta.

Paolo Santangelo

Fallace pensiero

Oltre un fosco baluardo
severo custode di paure
tu, uomo, censuri la voglia
d’evadere ancora da quelle,
persuaso da menzognero
fallace pensiero di rubare
immeritati piaceri.
Deluso che la vita doni
i suoi frutti tardi o presto
o quando come le aggrada,
nulla preannunciando
in tempo al tempo
per dare l’agio di scandire
i fortuiti splendori,
soffri oggi di felicità
che attendesti invano, ieri.

Daniela Procida

Published in: on luglio 9, 2011 at 07:09  Comments (1)  
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Fa’ che io sia

 
Fa’ che io sia
il tuo specchio devoto,
che la coscienza
in fondo ti scuota,
ed il custode
dei tuoi segreti…
di quell’anima gentile,
e inquieta.
Fa’ che io sia
la tua ombra perenne,
che nel percorso
ti segua in eterno,
e che io sia ,
per sempre il tuo Io
e …
che prima dell’ Io …
ci sia solo  l’Iddio

Ciro Germano

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:34  Comments (4)  
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Insonnia

Io sono l’alba,
custode dei languidi sogni
che l’amata notte trattiene
indugiando sulla sua soglia.
Io sono il tramonto,
rosso orizzonte di un bacio
che aspetta il posarsi del giorno
giurandogli eterno amore.
Ma ogni alba sorgendo diserta
e rinnega la notte che muore;
sempre tradisce il tramonto
che il giorno innocente uccide con sé.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 24, 2011 at 06:51  Comments (6)  
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Potrei se fossi

Se fossi pioggia
dietro finestre ti costringerei
e malinconica
dai vetri ti spierei
se fossi onda
ovunque ti raggiungerei
e come alta marea
ai tuoi piedi danzerei
se fossi vento
di brezza leggera, i capelli ti muoverei
se fossi bocca
in fremito di baci, d’amore ti canterei
se fossi mano
ti sfiorerei e con carezze incurvate
di luna d’argento, ti cullerei
se fossi occhi
non li chiuderei
ammantato di notte, ti veglierei
e addormentandoti, custode di stelle
insieme ai tuoi sogni
fino al mattino, le conterei
poi timido raggio di sole
sfiorando lenzuola
di sussurri in sospiri
e di sospiri in sussurri
ti sveglierei

Se fossi poeta
in collane di versi
ti racchiuderei
e indelebili lascerei
lacrime d’inchiostro
di me sulla tua pelle

Pierluigi Ciolini

Cespuglio

sul viale ancora ti cerco
mia fuggitiva
dal buio ricevesti
notizie della notte
capaci di ucciderti

la luna felina
era custode
era meraviglia
la sua branchia
(una fine immacolata)

molecola accesso
t’inseguì
nel Sahara ti smarrì,
un cespuglio di rovi
sul ventre della duna rotolò

mammaluna
all’angoscia lasciò il morso
al vento diede sferza
impigliò sulla tua testina
il cespuglio di bambina.

Aurelia Tieghi