Amarti

Srotolo rosso
il tappeto del cuore,
al richiamo
indiscreto
d’antiche armonie.
Vitruviano mi dono
ordito divino,
a colli flautati
di sete ansimanti

Nell’anima perso
m’inginocchio
sui sensi,
spiando commosso
i miei sogni ubriachi
di ritmi, d’abbracci,
di grida mimate.

Alla sorgente
sensuale m’inchino,
daino silvestre,
e incorono
il tuo aroma
unica essenza
del cosmo.

Un Angelo
ti porge un sorriso,
come l’alba il suo sole,
nuda lo indossi.
Echeggiano ombre
e colori
e sussurri percorrono
rotondità.

Io tremo.

Flavio Zago