Morire due volte

I tuoi passi, pesanti come pietre,
faranno rumore inascoltato
tra quelle mura fredde come chiese.
Su un foglio, l’ora, il giorno, il mese.
Al tuo volto ancor pieno di paura,
nessuno farà caso né avrà attenzione,
per te non avranno comprensione.
Sarai soltanto un numero e un nome,
sarai per loro una donna aggredita
in una strada dove il male è padrone,
dove finì la tua gioia, cessò la tua vita.
Quella vissuta, quella che non vivrai,
la seconda per sempre perduta
con i tuoi sogni che di notte invocherai,
orfani di te che li hai cresciuti aspettando
quel domani che a loro non darai.
Il domani è l’oggi senza più colori,
grigi e senza luce quei muri e i volti
senza anima che di te non si curano.
Sei un fascicolo, un’attesa di risposte
a domande che fanno più male di un insulto,
più male del martirio di stupro subito.
Ti chiederanno, senza in viso guardarti,
e tra loro ridendo, se piacere hai provato,
se lo conoscevi e perché l’hai guardato.
Ti chiederanno perché non hai gridato.
Mostrerai loro le braccia dolenti e segnate,
del volto tuo il gonfiore e i lividi infami
lasciati da brutali e sconosciute mani.
A loro chiederai se occhi di giustizia hanno
oppure sono lì per aggiunger altro dolore
e peggior di stupro danno.

Claudio Pompi

L’Illuminato

 
Verità vanno cercando,
sulla strada della seta,
e cavalli cavalcando,
cercheran chi li disseta.
.
Questi candidi destrieri,
oro e azzurro  finimenti,
porterann’i forestieri
verso mete convenienti.
.
 “Cara Amal, amica mia,
su raccogli il tuo sitar,
canta  per la nostra via,
rendi lieve questo andar.”
.
La violenza del deserto,
la durezza del percorso,
li stremarono di certo
anelando ultimo sorso.
.
Ed alfine all’orizzonte,
sopra un monte, sulla cima,
la città di tutte l’onte,
Samarcanda s’avvicina.
.
Quivi giunti chiederanno,
destra e manca ansiosamente,
“chi alla sete non fa danno,
chi disseta veramente ?”
.
Ricevuti nel castello,
dal sultan della regione,
ecco il re di quel bordello
che impartisce la lezione:
.
“Quei che qui non vo’ restare,
esecrando ‘sto mercato,
scelse solo il meditare
fino all’ultimo suo fiato.
.
Con la vaga tua compagna,
guadar l’Oxus voi dovrete
e scalando la montagna
nella grotta il troverete.”
.
Si rimisero in cammino,
gonfio il cuore d’emozione,
certi del loro destino
di trovar la soluzione.
.
Grande gioia fu per loro
la caverna rinvenire,
nella mente quasi un coro
per l’auspicio divenire.
.
E così, dinanzi a loro,
ecco appare il gran vegliardo,
vestimenta prive d’oro,
tanto affetto nello sguardo.
.
“Wahid altri m’han chiamato
sin da quando rinunciai
a restare in quel mercato,
fonte di primieri guai.
.
Quell’ è un luogo di vergogna,
di Babel la confusione
e vi regna la menzogna
quale unica ragione.
.
So che voi state cercando
Verità, unico bene
e per questo, camminando,
qui giungeste dopo pene.
.
Tu bruciasti tuo passato
ricercando savi esperti,
ora in luogo malfamato,
ora andando per deserti.
.
Non v’è saggio, qui nel mondo,
che rispondere saprebbe,
quel che chiedi, vagabondo,
dentro il cuore albergherebbe.
.
E nel cuore dell’onesto
ben nascosta c’è una luce,
guarda là con un pretesto
solo il ben ti ci conduce.
.
Quest’io dico alla partenza:
Verità, suprema dea,
accompagna l’esistenza
di chi amor ognor si bea.”

Piero Colonna Romano

(n.d.a.  I nomi arabi Amal, Oxus e Wahid corrispondono rispettivamente a : la speranza, il fiume nei pressi di Samarcanda e l’ineguagliato. I cavalli simboleggiano la mente ed i finimenti la fantasia che la orna. Così come il deserto simboleggia il mondo in cui viviamo e la durezza del percorso, il vivervi. L’ultimo sorso, ahimè, è la morte, desiderata per gli stenti subiti. Samarcanda è stata scelta perché punto centrale della via della seta, quindi  luogo frequentato da un’umanità fatta di mercanti, notoriamente non proprio sinceri.)

Strada interrotta

Immaginavo in progressione
il mio andare verso…
e nel cantiere della vita
un tentennare era previsto.
Giammai la risalita a piè contrario
un’escalation che porta solo e sempre
al punto inizio
                        e mai l’arrivo
o lo svoltare appena.

S-t-r-a-d-a    _-_-_-_      i-n-t-e-r-r-o-t-t-a  

-All’improvviso si ripete
il danno o il beneficio?-

Esisto dove il limite è concesso.
Retrocedo…… la beffa
                                      a coda.

Beatrice Zanini

Non dirmi (A tutte le donne)


Non dirmi che son danno
oggi no ti prego
portami con te nel vento
se non puoi regalarmi altro
donami almeno un fiore
se non sai baciare i miei occhi chiusi
e cerchi solo il respiro rosso delle labbra
guardami come si guarda il cielo
e se puoi amami
mentre all’orizzonte
s’abbruna la luce del giorno
e lacrima nel cuore
quieta la sera
senza far rumore.

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 1, 2011 at 07:40  Comments (19)  
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Porgi aiuto

“Porgi aiuto alla legge, fa’ guerra all’illegalità; non rovinare né danneggiare la pianta coltivata, né l’animale che non arrechi danno all’uomo”

PITAGORA

Published in: on gennaio 15, 2011 at 06:59  Lascia un commento  
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Come impulso

Nasce improvviso
quasi come
congegno a scatto
quel momento
in cui tutto vorresti
metter via,
accantonare sicuro
in qualche luogo
donde nulla torna,
anche te stesso,
ogni dubbio
ogni sospetto.
Tutto ammasseresti,
la sfiducia la rabbia,
sotto chiave,
nei forzieri impossibili
delle cose inutili.
Ti seppelliresti lì
dove i segreti
s’attuano senza danno
e innocui muoiono
nel silenzio, ignaro
ch’essi sempre risorgono
nei tuoi risvegli,
nella certezza seria
dolorosa
di non saperli svelare
nè riporli
una volta per tutte.

Daniela Procida

La notte

Caro m’è ‘l sonno e più l’esser di sasso
mentre che il danno e la vergogna dura
non veder, non sentir m’è gran ventura
però non mi destar, deh parla basso

MICHELANGELO BUONARROTI

Published in: on giugno 7, 2010 at 06:55  Comments (4)  
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Chi dice donna

Chi dice donna

dice danno
donna al volante
pericolo costante
donna e buoi
dei paesi
tuoi
bella da vedere non
nel sapere
ma noi
siamo tempesta
che visita il giorno
e la notte fiore d’acqua
siamo sudore
di lacrime e di ventre
siamo
vento improvviso
che scaraventa
inferriate e brezza fina
tra le coltri
di Maggio
chi dice donna ha scoperto l’inganno
adesso vogliamo
l’alloro
non ci bastano le mimose
se ci devono costare
qualche costola
rotta
per distrazione
e prendersi ogni colpa
al Pronto Soccorso,
mentire per
quieto vivere
e vogliamo paesi sicuri
non strade solitarie
e nemmeno
sentirci dire
che i nostri uomini vanno a trans
per farsi
ascoltare

e tu ragazzo

dolce
senza inciucio
che vedi amore
ad ogni svolta di strada
che mangi
cipolle e
sorrisi con lei
non sentirti
alieno
e tu  vieni qui bello mio

ti ascolto

con piacere
ma dopo vai a
saldare
il
conto del droghiere
e torna presto fa rientrare il gatto
e
poi spiega  a tuo
figlio il principio di Archimede
e magari gli spieghi
come fare l’amore
senza farsi troppo tradire dall’emozione
> e tu amica mia
senza
respiro
che allevi e pascoli
ragazzi di strada
preparali con fili
di
lana intessuti
di sole e calore
preparali con gioia
all’amore.
> la speranza è una
donna
che si rimbocca le maniche
ed affronta le macerie
della giornata
come della vita
e spesso sorride
parla da sola
come da sola piange
e spesso a forza
di ascoltare
a forza di aspettare
e di stendere
diritte tovaglie
a macchie e strisce
a forza di scoprire la fronte
buttando indietro il ciuffo
vede l’alba.

Tinti e Maria