Vecchiezza

 
Vorrei giocare ancora
ribellarmi al tramonto
che ogni giorno di più
scende a incresparmi il viso
.
Vorrei sentire ancora
rimbalzare il mio cuore
al suono di una voce
al lampo di un sorriso
.
Vorrei ridere ancora
della mia debolezza
man mano che si accorcia
la via del Paradiso
.
Invecchiare vorrei
in altro tempo o luogo
in altra società
o paese ideale
.
ove non regni l’estetico e il formale
ove non s’idolatri la bellezza
ma riscopra vecchiezza ciò che vale
quale scrigno ai tesori di ogni età.

Viviana Santandrea

Piccola confessione notturna

Odio questa fragilità
che mi infrange anche
sulle piccole cose,
come onde sugli scogli,
senza però col tempo
modellarle;
odio restare nascosto
dietro questo atteggiamento
e violentarmi per
non mostrare debolezza,
ogni attimo
sempre uguale,
convivere con il desiderio
ansioso di cambiare
e la certezza di
non farcela
eppure quando vi guardo
non scorgo in voi
nessuno di questi
tratti,
ma neanche voi
riuscirete mai
a trovarli in me
perché,
pur disprezzandovi,
non riesco ad essere
che come voi.

Gian Luca Sechi

Published in: on agosto 26, 2011 at 07:11  Comments (3)  
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Me sent’ nu lione

 
Oggi sto bbùon’ …me sent’ nu liòne!
Tengo…sul’ nu poco ‘e alta pressione,
dovuta ‘a chesta stran’agitazione,
pe’ l’analisi alterate ‘e stu  fegato ‘ngrussato;
poi, nu poco ‘e glicemia, e nu poco ‘e azotemia
Tengo,  ancora…stu dolore aret ‘a spalla,
cu  nu  risentimento  d ‘int’e palle…
e  nu poco ‘e prostatite…
pe’ l’adenoma, ca risulta essersi ingrandito;
nu poco ‘e debulezza,
e d’int ‘e cosce na stanchezza
e poi …stu còre accellerato,
ca batte, batte all’impazzata
pecchè, forse è ‘nnammurat’ …
o pecchè è tutto scassato ?
Ma, cu l’uocchie me difendo …
uso ‘a lent’ ingrandimento
E pe’ fernì …pure nu poco
‘e depressione …
ca sarà chèlla ca poi,
m’aiutarrà a me stènder,
anticipatamente là …
d’int’u cascione 
Ma, mò me sento forte…
comme ‘a nu felino…
se nun fosse sulo …
pe’ sti duluri  aret  ‘e  rìne

Ciro Germano

Insostenibilità assistita

 
Dalle unghie mi scorrono
fili spinati non riavvolgibili
da urti remoti di piccoli passati
.
lo smalto è un focolaio inavvertibile
su coprenti pienezze di muffa
per inerzia alla debolezza
.
il mestiere del respiro
rattoppa altri rumori
come fermento coprente
.
(… perdo…)
.
la sostanziale tragedia
tra filamenti di rughe si urla
ad adrenalinico incazzo
.
per sommosse scommesse
tra un me ed io rispolverato
in determinata accoglienza
.
un vivere acquietato
(perdente)
nell’accettazione
d’uno zero agonizzante.

Glò

Quasi

QUASE

Ainda pior que a convicção do não, a incerteza do talvez
é a desilusão de um “quase”.
É o quase que me incomoda, que me entristece, que
me mata trazendo tudo que poderia ter sido e não foi.

Quem quase ganhou ainda joga,
quem quase passou ainda estuda,
quem quase morreu está vivo,
quem quase amou não amou.

Basta pensar nas oportunidades que escaparam pelos dedos,
nas chances que se perdem por medo,
nas idéias que nunca sairão do papel
por essa maldita mania de viver no outono.

Pergunto-me, às vezes, o que nos leva a escolher uma vida morna;
ou melhor, não me pergunto, contesto.
A resposta eu sei de cor,
está estampada na distância e frieza dos sorrisos,
na frouxidão dos abraços,
na indiferença dos “bom dia”, quase que sussurrados.
Sobra covardia e falta coragem até pra ser feliz.

A paixão queima, o amor enlouquece, o desejo trai.
Talvez esses fossem bons motivos para decidir
entre a alegria e a dor, sentir o nada, mas não são.
Se a virtude estivesse mesmo no meio termo,
o mar não teria ondas, os dias seriam nublados
e o arco-íris em tons de cinza.
O nada não ilumina, não inspira, não aflige, nem acalma,
apenas amplia o vazio que cada um traz dentro de si.

Não é que fé mova montanhas,
nem que todas as estrelas estejam ao alcance,
para as coisas que não podem ser mudadas
resta-nos somente paciência,
porém, preferir a derrota prévia à dúvida da vitória
é desperdiçar a oportunidade de merecer.

Pros erros há perdão; pros fracassos, chance;
pros amores impossíveis, tempo.
De nada adianta cercar um coração vazio
ou economizar alma.
Um romance cujo fim é instantâneo ou indolor não é romance.
Não deixe que a saudade sufoque, que a rotina acomode,
que o medo impeça de tentar.

Desconfie do destino e acredite em você.
Gaste mais horas realizando que sonhando,
fazendo que planejando, vivendo que esperando
porque, embora quem quase morre esteja vivo,
quem quase vive já morreu!!

§

Ancor peggio della convinzione del no, l’incertezza del forse

è la disillusione di un”quasi”.

E’ il quasi che mi disturba, che mi intristisce,

che mi ammazza portando tutto quello che poteva essere stato e non è stato.

Chi ha quasi vinto gioca ancora,

Chi è quasi passato studia ancora,

Chi è quasi morto è vivo,

Chi ha quasi amato non ha amato.

Basta pensare alle opportunità che sono scappate tra le dita,

alle opportunità che si perdono per paura,

alle idee che non usciranno mai dalla carta

per questa maledetta mania di vivere in autunno.

Mi chiedo, a volte, cosa ci porta a scegliere una vita piatta;

o meglio, non mi chiedo, contesto.

La risposta la so a memoria,

è stampata nella distanza e freddezza dei sorrisi,

nella debolezza degli abbracci,

nell’indifferenza dei “buongiorno” quasi sussurrati.

Avanza vigliaccheria e manca coraggio perfino per essere felice.

La passione brucia, l’amore fa impazzire, il desiderio tradisce.

Forse questi possono essere motivi per decidere tra allegria e dolore, sentire il niente, ma non lo sono.

Se la virtù stesse proprio nei mezzi termini, il mare non avrebbe le onde, i giorni sarebbero nuvolosi

e l’arcobaleno in toni di grigio.

Il niente non illumina, non ispira, non affligge, nè calma,

amplia solamente il vuoto che ognuno porta dentro di sè.

Non è che la fede muova le montagne,

nè che tutte le stelle siano raggiungibili,

per le cose che non possono essere cambiate

ci resta solamente la pazienza,

però, preferire la sconfitta anticipata al dubbio della vittoria

è sprecare l’opportunità di meritare.

Per gli errori esiste perdono; per gli insuccessi, opportunità;

per gli amori impossibili, tempo.

A niente serve assediare un cuore vuoto o risparmiare l’anima.

Un romanzo la cui fine è istantanea o indolore non è un romanzo.

Non lasciare che la nostalgia soffochi, che la routine ti abitui,

che la paura ti impedisca di tentare.

Dubita del destino e credi a te stesso.

Spreca più ore realizzando piuttosto che sognando,

facendo piuttosto che pianificando, vivendo piuttosto che aspettando

perchè, già che chi quasi muore è vivo,

chi quasi vive è già morto!!!

LUÍS FERNANDO VERÍSSIMO

Dedicata a Marcello

Come sei bella

Come sei bella quando piangi
e gridi al cielo la tua rabbia,
quando mostri la tua debolezza
e dici che non sei capace.

Come sei bella quando invecchi
e accusi i tuoi chili di troppo,
quando dichiari che sei stanca
e dici che più non ce la fai.

Come sei bella quando ti ribelli
e vuoi non lasciar perdere,
quando combatti senza difese
e dici che non è giusto così.

Quando sei te stessa come sei bella,
non cerchi di fregare il tempo
e non dici di voler piacere a tutti.
Come sei bella, non dimenticarlo mai.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on maggio 3, 2011 at 07:32  Comments (6)  
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Sally

Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l’amarezza

senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia

senti che fuori piove
senti che bel rumore

ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l’ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai e sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s’è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma sì

cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore

VASCO ROSSI

Quello che dovrei dirti

Per te che non mi ascolti e non mi vedi
ho messo da parte la mia vuota normalità
fatta di giorni monotoni e senza storia
Per te, quando è l’età dei conti con la vita,
quando di voltarsi indietro l’ora è giunta
ho cancellato i passi del mio cammino
ed ho aperto un libro nuovo da scrivere.
L’ho riempito di sogni e dolci pensieri,
di speranze che come appuntamenti tu
hai mancato lasciandomi solo tra la folla
dei miei dubbi e sulla via dell’incertezza.
Per te che ridi e segui stelle lontane da me
che sono la più vicina  al tuo misterioso
pianeta, ho sporcato la mia coscienza
con l’ipocrisia verso colei che di te non sa.
Per te che non sai ascoltare i miei silenzi
ho messo in gioco quel che resta di me.
Dovrei trovare la forza, cancellare la paura
di alzare il tuo volto, affondare negli occhi
tuoi azzurri e ancora illuminati di vita,
chiederti di entrare per sempre o per sempre
restare fuori dal tuo attraente mistero.
Dovrei avere quella forza per non temere
di perdermi in loro ad un tuo no che morte
sarebbe dell’illuso amore in silenzio nutrito.
Dovrei avere la giovanile forza che spinge
gli amori più sofferti a ribellarsi al fato
e dirti che t’ho amato e ancora non smetto
d’amarti odiando la mia povera debolezza
e la meschina quiete nella quale vile mento
al mondo e al cuore che altro sentire nega.
Quello che dovrei dirti lo porto con me
e tu non sai quanto pesante sia l’anima
di chi culla un amore che altro amore cerca.

Claudio Pompi

Limiti spersi

Il raggio leggero di un sole
ha rotto la sua potenza
dentro una debolezza
che nascondeva finzione
dietro nuvole migranti.
Accolgo lo sbadiglio
di parole stanche,
non riuscendomi

a liberare dai dubbi
colpevolizzando
l’esteriorità del mondo.
I gabbiani non smettono
di volare mai
così vivaci tra le nuvole
di soffice cotone,
ed io lassù, confrontandomi
con i loro percorsi di fuga.
La mia essenza di amore
ha paura di spiccare il volo
in libertà
e manco di coraggio
non esprimendo moltitudini
scritte nel destino dell’universo.
Il mio modo accattivante
potrebbe aprirmi
nuovi spazi dove poter volare
in compagnia della tanta
perfezione.

Glò

Non esistono amori felici

IL N’Y A PAS D’AMOUR HEUREUX

Rien n’est jamais acquis à l’homme Ni sa force

Ni sa faiblesse ni son coeur Et quand il croit

Ouvrir ses bras son ombre est celle d’une croix

Et quand il croit serrer son bonheur il le broie

Sa vie est un étrange et douloureux divorce

Il n’y a pas d’amour heureux

Sa vie Elle ressemble à ces soldats sans armes

Qu’on avait habillés pour un autre destin

A quoi peut leur servir de se lever matin

Eux qu’on retrouve au soir désoeuvrés incertains

Dites ces mots Ma vie Et retenez vos larmes

Il n’y a pas d’amour heureux

Mon bel amour mon cher amour ma déchirure

Je te porte dans moi comme un oiseau blessé

Et ceux-là sans savoir nous regardent passer

Répétant après moi les mots que j’ai tressés

Et qui pour tes grands yeux tout aussitôt moururent

Il n’y a pas d’amour heureux

Le temps d’apprendre à vivre il est déjà trop tard

Que pleurent dans la nuit nos coeurs à l’unisson

Ce qu’il faut de malheur pour la moindre chanson

Ce qu’il faut de regrets pour payer un frisson

Ce qu’il faut de sanglots pour un air de guitare

Il n’y a pas d’amour heureux

Il n’y a pas d’amour qui ne soit à douleur

Il n’y a pas d’amour dont on ne soit meurtri

Il n’y a pas d’amour dont on ne soit flétri

Et pas plus que de toi l’amour de la patrie

Il n’y a pas d’amour qui ne vive de pleurs

Il n’y a pas d’amour heureux

Mais c’est notre amour à tous les deux

§

Niente per l’uomo è mai definitivo Non la sua forza

non la debolezza né il suo cuore E quando crede

di aprire le braccia la sua ombra è una croce

e quando vuole stringere la sua felicità la sbriciola

uno strano doloroso divorzio è la sua vita

Non esistono amori felici

La sua vita è come quei soldati disarmati

per altro scopo un tempo equipaggiati

a cosa può servire il loro alzarsi di buon ora

per ritrovarsi a sera disoccupati incerti

dite queste parole La mia vita E trattenete il pianto

Non esistono amori felici

Mio bell’amore amore caro mio strazio

ti porto in me come un uccello ferito

e quelli senza saperlo ci guardano passare

ripetendo dietro di me le parole che ho intrecciato

e che per i tuoi grandi occhi subito morirono

Non esistono amori felici

E’ troppo tardi ormai per imparare a vivere

piangano insieme nella notte i nostri cuori

quanta infelicità per la più piccola canzone

quanti rimorsi per scontare un fremito

quanti singhiozzi per un’aria di chitarra

Non esistono amori felici

Non c’è amore che non dia dolore

non c’è amore che non ferisca

non c’è amore che non lasci il segno

e non meno l’amore di patria che l’amore per te

non c’è amore che non viva di pianto

Non esistono amori felici

ma per noi due c’è il nostro amore

LOUIS ARAGON