La mia versione

 
Ho bisogno della densità di allora…
 .
-il mio amore scopato in soffitta
da un mucchio di insetti violenti!-
 .
di allora che non avevo fame
né stupidi contratti nazionali,
che ti inseguivo da angolo ad angolo della stanza
che aspettavo tu andassi a dormire
per annusare il sellino della tua bicicletta
che me ne fregavo di te e tu di me
che ti dicevo ti amo
soffocando
quando tu rispondevi:
neanch’io!

Massimo Pastore

Published in: on giugno 13, 2012 at 07:43  Comments (5)  
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D’impronte mobili

E se il mio scrivere
fosse estiva pigrizia
da nascondere al sole?
Mai ho voluto parlare di rivalse
poiché uccise
dal centro periferico
d’esibizionistica prosa inesistente
al cospetto d’impronte mobili
su inchiostro d’avventurosa superbia.

Non transigo nelle rime inesatte del mio vivere
la perfezione delle arrendevolezze mai scoperte
(o sciolte)
come ghiacci imponenti sui poli;
non sarei in grado di stratificarmi
in scienza disordinata
accampata nell’intonazione
d’un caos curativo delle mie ferite
seminate, ormai, dalla longevità
malsana della sua stessa bellezza.

La densità gassosa delle maledizioni interiori
lasciano all’aria senza tempo
il fulcro esistenziale d’un vivere
senza mèta
poiché amiamo le magiche incoscienze
che non osano, con naturalezza, filtrare
persuasioni associate all’arrivo d’armi
nell’immobilità inerme del loro stesso sapore.

Glò

Piove

Sostanza oscura
che inizi il tuo lavoro
per contrastare
l’arrivo del fluoro
Pioggia che stai
cercando di diluire
la realizzazione dell’ombra
nel paesaggio
che il calore ha
corroso, dove solo
la pietra resiste
con vapori che fluttuano
pigramente, cercando
di raggiungere le nuvole.
La luce cerca di fluire
attraverso il vetro
dividendo i colori
a goccia a goccia
con un suono
quasi ossessivo.
Pioggia che sovrasti
ogni rumore, nella densità
del tuo transitare
ascolto il tuo mormorio
e mi adagio nel sogno
lasciandomi cullare.

Marcello Plavier