Ai lontani

 

Ancora forse sul turbato mare

scendon le nubi a sera, entran per gli ampî

veroni a illuminar le stanze i lampi,

e si vede la notte sussultare.

Forse fra le cataste alte del solfo,

ancora, al mite lume siderale,

su l ’arso lido strillan le cicale

ne la calma purissima del golfo.

Salpa da l ’intricato porto a sera

con flosce vele qualche nave, a lento,

mentre il faro s ’accende e nessun vento

spira su l ’acque e sale una preghiera.

Ancora queste cose io sento, io vedo,

come se m ’accogliesse non mutato

la vecchia casa ne l ’antico stato,

e tra la madre e la sorella io siedo.

Da questa casa tu, dolce sorella,

a nozze uscisti, ed or ne sei pur lunge…

Ora anche te forse un rimpianto punge!

Oh se insieme vi fossimo! Di quella

vecchia musica mesta ho tanta sete!

Tu suoneresti ne l ’attigua stanza,

io comporrei con l ’estro che m ’avanza

un canto smanïoso di quiete

Secche son le mie labbra e gli occhi stanchi

di questa fiamma ond ’arsa, io temo, è già

tutta l ’anima mia, se piú non sa

quel che giovar le possa, o che le manchi.

Pianse la madre nel veder da fieri

desii condotto fuor del fido tetto

paterno il figlio; attese che l ’affetto

lo ritornasse a lei… Madre, e pur jeri

m ’animasti a fidar ne l ’avvenire…

“Resta lungi da me, figlio; non darti

alcun pensier di noi. Ben vorrei farti

contento, o figlio, a costo di morire!”

Io resterò cosí sempre lontano.

Troppo è il cor mio disajutato ormai.

Son caduto, son vinto. E non vedrai

che il sacrificio tuo, madre, fu invano.

 

LUIGI PIRANDELLO

Bocca color karkadè


Di archètipi all’albero che
ha fiori bei bianchi e rotondi
che paiono piccoli mondi
la donna protende un bouquet:

la bocca color karkadè
ritorti capei lunghi e biondi
vivaci desii inverecondi
combatte ogni vecchio cliché:

v’è forte una speme che spinge
nell’iride piena di tinte
il crine che svelto s’intinge:
v’è agguato là dietro le quinte
celata v’è forse una sfinge
ma infine le avverse son vinte:
le tele appaion ben pinte
scompaiono tutte le doglie
e a vita si riapron le soglie!

Sandro Sermenghi