Davanti allo schermo

Ecco ! Ora entro
col pseudonimo di sempre.
Saluto, per prassi,
la marea virtualmente
qualcuno, alquanto,
risponde celermente,
gli altri, tra loro,
a parlar animosamente

I nomi sono strani
bizzarri ed arcani,
molti inventati, volgari
o alludenti rappresentanti
la multi specie festosa,
costituita da gente sana,
ma anche mostruosa

I dialoghi si aprono
con grande fervore,
i racconti son tanti…
molti espressi col cuore.

Occorre la sensibilità
d’intravedere il soggetto,
per poi intraprendere
gli argomenti oggetto.

Le discussioni
procedono per ore,
si conversa su tutto,
dalla famiglia al lavoro

Tra persone cortesi
si stabilisce l’intesa,
e l’amicizia, a volte,
si trasforma in amore:
bella la chat …
se questo è il suo fine.

Ma, la cosa che odio,
e che più mi ripugna
son coloro…
che entrano mirati
col sesso in pugno :
i maniaci perversi,
e le ninfomani di turno…
pronti a dar sfogo
ai loro complessi interiori
davanti allo schermo…
con immenso squallore

Ciro Germano

Malgrado tutto

Ho un cuore forte
se perfino resiste ai rovesci d’inchiostro
allo stormire altrove
ai graffi sulla luna d’inverno.

Ti girano le spalle quando temi
la neve
e l’ansia è una coperta ancora viva.

Finiranno le cose le parole i giorni
tutto ciò che si amava
il senso e il dissenso
i capannelli al centro delle piazze
i dialoghi aperti, anche le porte
e i merletti sui vetri

rimarranno però scritte nel santo
luogo del divenire
le faville degli occhi sciolte in pianto
a far da lume a canti* e discendenti*.

Cristina Bove

* Nda: angoli bui ed eredi

Ricordi


Sola mi avvio lungo la via
poco importa il luogo
la frenesia del tempo
Ciò che voglio sei tu
i tuoi silenzi
il tuo salire e scendere le scale
mi mancano i nostri dialoghi
il nostro andare senza meta
tra la folla indifferente
Ora lentamente sola arrivo a te
per accarezzare il tuo volto pallido
per stringerti la mano
perché tu possa
assorbire il mio calore
percepire la mia presenza
ora mi deve bastare
il tuo sguardo
carico di parole non dette
di frasi incomplete
che mai conoscerò
ma le mie parole bastano
per farti sognare luoghi lontani
memorie  vissute nella
spensieratezza della verde età
con l’energia dei sogni
quando parlavano non le labbra
ma i nostri corpi  stretti uno all’altro
Ora basta la mia voce e i tuoi occhi
Si illuminano di una luce lontana
E si riflettono sui miei
mentre le mie labbra sussurrano ti amo

Gianna Faraon

Ho lemmi articolati

Ho lemmi articolati
a pressare le labbra
pensieri poderosi
a premere sul fiato
ma sono solo accenni
perifrasi in brandelli
le mie ansie da poeta…
spiluccare infinito
d’imminenti fantasie
per elevarmi ad estro
darmi ascetici amplessi,
fra estasi e illusione
solo anonime parole.
Nondimeno senza forma
ancora scaglio verbi,
priva di suono e timbro
persa fra monotoni accenti
nulla, fra dialoghi falliti.

Daniela Procida