Estate

Bambino
il pomeriggio d’estate
s’andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l’inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

Gian Luca Sechi

Brutto cielo tracollo del fondo

Brutto cielo adesso

presàgo di sventure,  gonfio,

triste e grigio:  vorrei vivere

il progetto come voglio.  Non posso:

nascere,  vita e ospizio;         

eppoi rientrare 

dal dove io son venuto,

casualmente. . .

                         . . . Del Dòge 

bucintòro con occhi rifatti

come  oblò

di nave spenta,  prima

di partire per le volte

del mondo.  La nave è alla stazza,

di difetti piena nel tondo

universo di spine:  come serpe

si mangia la coda.

 

Quando tu c’eri,  sembrava

più semplice tutto.

Passava il turpe del mondo

al punto secondo,  nelle mie,

d’importanza, opinioni di sogni.

Quando c’eri,  anche il reàle

più inutile pareva più bello

del mondo,  normale,  ora,  solo

rimasto vitale,  mi tiene utilmente

a evitare il tracollo.
 
                Tracollo del fondo                   

del pessimo ambiguo,  del monte

ferale di noja di mondo e d’amore.

D’attonito intorno sensuale, vorrei

di platonico eterno: 

speranza di Essere
in eterno riciclo
o fermarmi con
Te, mio Primo 
Creatore.
Paolo Santangelo

Difetti

“Amare non significa trovare la perfezione, bensì perdonare terribili difetti”

ROSAMUNDE PILCHER

Published in: on luglio 19, 2011 at 07:48  Comments (4)  
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Nun pò murì quadrato

Scatto di rimando alla stupida domanda
della richiesta… continua ed assurda.

Dei miei tanti difetti, è il solo imperdonato,
nel corso della vita s’è anche accentuato:
questa è la reazione …alla provocazione,
quando la miccia è accesa …c’è la detonazione

Contrariamente al salice…
che della neve esso si scrolla
io son come la quercia,
che della stessa il ramo spezza
o inversamente alla sabbia…
che assorbe il moto continuo dell’onda;
io son come lo scoglio…
che della corazza granitica infin lo spoglia.

Lo so, sono perdente e non mi pento …
e, analogamente a ciò che si dice dalle mie parti:
chillo ca nasce tunn’ …nun pò murì quadrato

Ciro Germano

Non è nel cuore

La prima volta che ho fatto l’amore
non è stato un granchè’ divertente
ero teso ero spaventato
era un momento troppo importante
da troppo tempo l’aspettavo
e ora che era arrivato
non era come nelle canzoni
mi avevano imbrogliato…

Ma l’amore
non è nel cuore,
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perchè l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

E dopo un po’ mi sono rilassato
e con l’andar del tempo
ho anche imparato
che non serve esser sempre perfetti
che di te amo anche i difetti
che mi piace svegliarmi
la mattina al tuo fianco
che di fare l’amore con te
non mi stanco
che ci vuole anche del tempo
ma lo scopo è conoscersi dentro.

E  l’amore
non è nel cuore
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perche’ l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

Oggi ho litigato con la Elia
Si parlava di diritti e di doveri
Ma se ci penso nella nostra storia
fatti i conti, in fondo, siamo pari.

EUGENIO FINARDI

Anni insieme

Non sono buono
per quanto mi piaccia
crederlo,
mostrami
il tuo lato
più dolce
e lo colpirò,
dandoti la colpa
della mia crudeltà,
facendomi scudo
dei miei difetti,
ovvia conseguenza
della tue mancanze,
soffocherò in gola
ogni parola
di incoraggiamento,
per farmi forza
con la tua fragilità,
per vincere questa
guerra,
che non so quando
iniziò ad andare
contro tutte
la mie promesse.

Gian Luca Sechi

Immenso diletto


Non sempre ha la grazia del cigno,
ed il candore del giglio
Non sempre ha la leggiadria della farfalla,
e l’acume dell’aquila…
a volte è scostante, risulta pedante,
superba e boriosa…
ma, alla sera serena, diventa amorosa
comincia le fusa, e si mette distesa
Son messi da parte tutti i difetti,
e ti eleva al cielo con grande intelletto,
esplicando la sua femminilità…
con immenso diletto

Ciro Germano

Published in: on ottobre 7, 2010 at 07:11  Comments (3)  
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Esternazioni

Scrivo ed esterno quello che sento
fatti reali o di fantasia, riporto le emozioni,
le gioie, le ansie, e le mie frustrazioni

Le storie son vaghe, banali, alcune un po’ tristi
parlo d’amore e di dissapori, della natura,
dell’ Essere umano, dei suoi pregi e dei tanti difetti,
di cose vere, concrete e di quelle inventate
del Divino e del profano, do libero arbitrio alle mie paure

Commetto eresie grammaticali, non uso bene la punteggiatura
e mi espongo al giudizio del letterati.
Molte volte mi esprimo coi piedi ,
l’importante, però, è la mia buona fede

Non tutti recepiscono il mio concetto
me ne assumo la colpa, per il mio poco intelletto
Continuo, comunque, e trascrivo ciò che ho in petto,
e accetto la critica, sotto qualsiasi aspetto

Sperando, però,  che alla fine ci sia comprensione,
e se non appieno, si condividano in parte …le mie esternazioni

Ciro Germano

C’era una volta

 
C’era un volta
non tanto tempo fa,
un signore, non un principe,
che aveva il vizio di amare la vita.
Un bel giorno…
Sapete cosa fece?
Prese per mano i suoi difetti
e s’incamminò per un sentiero,
il sentiero sempre suo preferito,
che verso Sud finiva di fronte al mare.
Giunto alla scogliera,
si tolse le scarpe e i vestiti,
controllò che il sole fosse alto ancora
e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
Eran basse,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Eran linde,
come spesso accadeva
ogni qualvolta le rivedeva.
Poi, con fare sicuro,
scelse tra tante una roccia,
una roccia un po’ particolare.
Era tonda,
‘sì tonda da sembrare finta.
Il Nostro non amava gli spigoli,
tranne quelli delle lune d’estate.
Era liscia,
‘sì liscia da sembrare finta.
Il Nostro non amava le rugosità,
tranne quelle di un certo tipo di rosa.
Il signore soffiò sulla roccia,
su di essa volle nudo sdraiarsi
e per intero volle lui raccontarsi.
Prima di rituffarsi,
su quello stesso scoglio
un dopo l’altro con cura posò
i difetti che aveva preso per mano. 
Al ritorno,
trovò tracce
di sole e… di sale
giacché qualche onda
aveva osato più delle altre.
I suoi difetti
erano stati lavati
e qualcuno, ora, mancava.                                                                          

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 23, 2010 at 07:00  Comments (3)  
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