Il sole d’aprile m’illumina

Il sole d’aprile m’illumina
suggerisce nuove parole:
uscire da questa dimensione.

non sono solo una leonessa
che piange lagrime nere.

ma sono una donna
danzante nel vento.

oh accarezzami sole!

sole d’aprile accarezzami il cuore.

Michela Turchi

Published in: on aprile 27, 2012 at 06:56  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , ,

Big Crunch Apocalypse

I

Primo
Creatore
Mente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.

II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.

Implosione
orrenda, continua
e ciò che era

il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande –
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –

Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza –
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente –
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.

Paolo Santangelo

Attender deve, il Paradiso

Al confine con l’altra dimensione,
là dove nuova è d’alba la luce,
mi soffermai a pregustar la scena
volgendo gli occhi all’eterea via.

Immensa, di persone pullulava
e di germogli, a divenire fiori
al primo tocco della fantasia
quando li vuole contemplare schiusi.

Ed altro catturò la mia attenzione
in special modo uomini smarriti
e donne, anch’esse un po’ disorientate,
alla ricerca d’un arduo ritorno.

Possibile, mi domandai sorpreso,
che dopo averlo anelato a lungo,
quasi al cospetto del mistero bello
vi sia la ritrosia ad accettarlo?

In mano a quella gente vidi zolle,
di mare gocce dentro delle ampolle,
la neve scivolare sui mantelli
e di sei petali su ogni petto un fiore.

Nel cuor di quella gente vidi infanti,
adolescenti in cerca di futuro,
adulti a caccia del miglior presente
e vecchi, di nostalgia ammalati.

Ed un sussulto ebbi alla conferma
d’esser non solo ad amar la vita,
d’appartenere a quella folta schiera
per cui attender deve, il Paradiso.

Aurelio Zucchi

Il miracolo dei giorni

Acquisto luce
in dimensione
ancestrale
               senza prestiti pretesi
                ai miei sforzi
                  d’amari interrogativi

l’inferriata si spezza
come l’ago tranciato
tra le mie dita in trincea
                 senza punti
                   di ferite profonde
                     annuso l’indolore del sangue
cosparso di credditizia
vita miracolata
dal respiro dei giorni

                senza il giardino
                 delle sue àtone parole
                    siedo al respiro d’una movimentata brezza
di lei ancora
l’inestimabile senso
di suo valore (ancora) in vita.

Glò

Unità di misura

 
Quanto tu m’ami in bit?
Arrivi a un giga ?
Ed io che t’amo un tera
tendendo verso il peta
dovrei non lamentarmi
di questa
tirchieria ?
Ma naviga nel web,
 o dolce mia spilorcia,
ti dedico i miei voti
 ed anche la mia noia.
Là certo troverai
 la giusta dimensione
così che in pochi bit
 t’anneghi la passione.

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 19, 2011 at 07:19  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Coma

Immobile è lo sguardo
Occhi fissi nel vuoto
ravvisano ciò che il mondo
non coglie, percepiscono
l’infinito dello spazio.

Tra le spire della mente
In una lontana dimensione
si è nascosta la ragione
sospesa fra terra e cielo
In un vortice di emozioni.
Solo la macchina oscilla
ininterrottamente in ugual misura
segna sullo schermo linee
che denotano la vita
quale vita?
Quella del dolore
della completa empatia
in quel essere inerme

Un piccolo palloncino
gonfia la sua membrana
si riempie di parole non dette
di pensieri non espressi
di sospiri fatti di emozioni
di vita piena, troncata all’improvviso
da un alito di vento.

Gianna Faraon

Neve


Accosto la tenda
una pace smisurata
un’unica dimensione
un bianco d’amore
lenti cristalli tappezzano il vuoto
popolano come fiaba
infilandosi in una cruna di luce si irradiano
gocce di cristallo ricamano pendenti
fiocca, fiocca,
torna quella allegria di bambina per un dono con cui giocare
quella voglia istintiva,  rotolare
impregnarsi di lei, con le mani e il cuore.

Rosy Giglio

Vola pensiero…

Vola pensiero mio,
vola oltre il tempo
e attraverso lo spazio vola in un’altra dimensione,
vola su una nota di silenzio o su una settima diminuita,
vola su un verso senza rima o su una storia incantata,
vola su un color di foglia o su una goccia di pianto,
lìbrati col volo di una rondine,
e in un sorriso spontaneo cerca un aiuto sincero,
vola oltre l’invidia e la gelosia,
l’egoismo e le meschinità,
nasconditi in un raggio di sole
o in mezzo a una piccola nuvola indecisa,
prendi l’amore della mia donna
e portatelo lontano,
dove potrai gridare forte e urlare il tuo disincanto,
il fragile stupore per questa realtà
e il desiderio celato per ciò che solo in sogno
può diventare pietà,
vola pensiero mio
vola nel vento
alto e libero nell’infinito
e non tornare indietro
mai più!

Sandro Orlandi

Ascolta


Ascolta il mio respiro
percepisci il mio sonno
al tuo fianco
non il corpo e presente
solo il pensiero
che si avvolge a te
come crisalide
abbracciami
nell’intimo della mente
creando in te certezze
tu possiedi il mio pensiero
le mie emozioni il mio tempo
lascia andare la tristezza
non quell’amore carnale io dono
euforia di un attimo
e poi nulla più
piacere della carne
che più non si addice
a corpi vissuti
in esperienze lontane
ma l’amore dell’anima
i pensieri che volano a te
non hanno età
ne dimensione di spazi infiniti
sono vicini al tuo essere
ascolta il cuore sentirai
le mie labbra
stringendomi a te in un abbraccio
i nostri corpi si uniscono
in un amplesso virtuale
senza età o bellezza
effimera musa dei vent’anni

Gianna Faraon

Annuire


Le parole ci sono
e tante
troppe
di dimensione
assurda
strette o a fiume
allargate ad elastico
minute come formichine
o granelli di polvere
sciolte in mota
rigide di gesso
slabbrate
ricucite di spine
sdrucciolevoli
o chiuse in involucri
di pasta sfornata.
Ma le parole non
hanno faccia
io non la vedo
non annuiscono
nè ammiccano
sorridono
o piangono.
Se le annuso
affannata
albergano suoni altri
ruotano
vibrano
rissano e
si nascondono
ma manca
il volto
quello che
sulla scena
dà l’idea
che ciò che vedi
è ancora
cosa tua.

Tinti Baldini