Robinson

Su un’isola deserta
di sabbie finissime
sempre pronte a franare nel nulla
fu duro tirare fuori
tutto dal proprio sacco
la terra l’acqua
per farne fango
col fango fare la compagna la capanna
e tirare la barca i remi che spesso
si mettevano di traverso
l’amo l’arma l’aratro
cavare fuori caino con abele
ricci rose conchiglie
ombre d’estate
focolari con angeli d’inverno.
La fatica fu quella d’inventare
i nomi i colori le funzioni
e le tre dimensioni da tagliare
nell’amorfa miniera misteriosa.
Fu pesante finanche posare
le mani stanche inesistenti
sui fianchi d’aria.

BARTOLO CATTAFI

Ralenty


Di sentieri d’estate
d’inaspettate primavere
d’infinite stagioni la sua assenza
cammina e sembra immobile
in questa vita fitta di scansioni
ciascuna con le sue malinconie.
Secoli di preghiera
percorsi a gradinate
– a quella Porta ci si arriva soli –
giungeva
da dimensioni sconosciute
amata voce
e ostacolava il tempo
– che rallentasse per non farle male –

Cristina Bove