Scrivere di polvere

per contrastare il lento scivolare delle stanze
su piani instabili
con la pazienza e il tatto
conservarne di suoni e di cadute e tutti
gli orizzonti allineati alle pareti
e le maree talvolta
e l’altro amare

scrivere fiore quando si sa che un fiore scritto
non è quel fiore ma tutt’altro
anche il segnarsi della vita addosso
scriverne è questo passo idiota da spoeta

un dire inutile
muffa dietro il ritratto fatto a penna
alla scadenza nuda e sparpagliata
invio frammenti in ogni direzione
e fosse il dunque______l’ardire mio femmineo
svolgimento infinito di frattali

mi scriverei di sillabe interrotte in un continuo
spargimento di dubbi e incazzature
sbalorditivo l’attimo che torna e torna e torna
in rifrazione eterna

Cristina Bove

La vela scura nel mare afoso della pianura

 
La vela scura nel mare afoso della pianura
non ha direzione altra che l’immaginazione
cemento piantato nel cemento non sente il soffio del vento
catrame e bitume sconfinano oltre il lume
non crede non cede a lune o dune
.
Nell’abbaglio del tramonto credo al movimento
lento e polveroso della macchina da trebbia
alla nube leggera di paglia come nebbia
al profilo che si staglia sul bordo della collina
nella sera profumata di natura come bambina

azzurrabianca

Democrazia


Come le bestie
chiniamo il capo
sottomessi,
grati che sia l’altro
ad esser sbranato,
capaci solo di fuggire
ognuno in direzione diversa
perché divisi
non abbiamo speranza
e la sola certezza
della paura.
Non siamo diversi
dagli animali,
il bisogno ci guida,
disabituati alla giustizia
e a chiederne il rispetto,
spesso sappiamo di essere
nella ragione,
ma l’indifferenza
ci ha tolto la forza
di reclamare anche solo
ciò che è nostro.

Gian Luca Sechi

Un bel viaggio

Vorrei andarmene  lassù in alto
proprio in mezzo al cielo blu
per guardare tutto quanto da lassù
ed in mezzo a quel silenzio
troverei di certo il modo
di capire e di cambiar quel che non va.

Poi seduto su una nuvola
parlerei col Re del vento
per vedere se può farmi contento
evitando di soffiare
qua e là senza ragione
e comunque mai in una certa direzione.

Tenterei poi di capire
i misteri della vita
i segreti dell’esistenza infinita
ma poi credo che alla fine
io mi metterei a dormire
finalmente in quella pace tanto ambìta.

Chiederei poi un passaggio
a un gabbiano che sta lì
che mi porti in un bel posto
lontano da qui
dove non ci siano guerre
né ingiustizie né miserie
e uno solo sia il colore della pelle.

Salirei ancor più in alto
a toccare quelle stelle
che da sotto sembran sempre così belle
chiederei già che ci sono
un po’ più luce al grande Sole
che mi illumini la mente ed il cuore.

Ma alla fine del mio viaggio
sentirei di aver fallito
se arrivando ai confini dell’infinito
non parlassi con il tempo
convincendolo a fermarsi…
…per riprendere da dove era partito.

Sandro Orlandi

Morte per acqua

DEATH BY WATER

Phlebas the Phoenician, a fortnight dead,

Forgot the cry of gulls, and the deep seas swell

And the profit and loss.

A current under sea

Picked his bones in whispers.

As he rose and fell

He passed the stages of his age and youth

Entering the whirlpool.

Gentile or Jew

O you who turn the wheel and look to windward

Consider Phlebas,

who was once handsome and tall as you.

§

Fleba il fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità
e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo
o tu che volgi la ruota
e guardi nella direzione del vento
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello
e ben fatto al pari di te.

THOMAS STEARNS ELIOT

16 anni


Eravamo piccole, indifese, innocenti…
i nostri erano gli occhi di chi guarda alla vita
con desiderio, sorpresa, ammirazione…
Da allora sono passati 16 anni…
Abbiamo percorso un sentiero insieme, nella stessa direzione.
Siamo passate attraverso tante storie, ricordi, segreti…
momenti di solidarietà, comprensione, complicità…
Perfetta intesa.
16 anni di scherzi e affetto.
16 anni di silenzi e interminabili chiacchierate…
16 anni in cui siamo cresciute, prima bambine… poi donne.
E quanto ancora ci resta per parlare
della vita che scorre,
delle cose che vedremo,
di quello che ci perderemo…

Annalisa Savarese

Il gorilla

LE GORILLE

C’est à travers de larges grilles,
Que les femelles du canton,
Contemplaient un puissant gorille,
Sans souci du qu’en-dira-t-on;
Avec impudeur, ces commères
Lorgnaient même un endroit précis
Que, rigoureusement ma mère
M’a défendu dénommer ici…
Gare au gorille!…

Tout à coup, la prise bien close,
Où vivait le bel animal,
S’ouvre on ne sait pourquoi (je suppose
Qu’on avait du la fermer mal);
Le singe, en sortant de sa cage
Dit “c’est aujourd’hui que je le perds!”
Il parlait de son pucelage,
Vous avez deviné, j’espère!
Gare au gorille!…

Le patron de la ménagerie
Criait, éperdu: “Nom de nom!
C’est assommant car le gorille
N’a jamais connu de guenon!”
Dès que la féminine engeance
Sut que le singe était puceau,
Au lieu de profiter de la chance
Elle fit feu des deux fuseaux!
Gare au gorille!…

Celles là même qui, naguère,
Le couvaient d’un oeil décidé,
Fuirent, prouvant qu’elles n’avaient guère
De la suite dans les idées;
D’autant plus vaine était leur crainte,
Que le gorille est un luron
Supérieur à l’homme dans l’étreinte,
Bien des femmes vous le diront!
Gare au gorille!…

Tout le monde se précipite
Hors d’atteinte du singe en rut,
Sauf une vielle décrépite
Et un jeune juge en bois brut;
Voyant que toutes se dérobent,
Le quadrumane accéléra
Son dandinement vers les robes
De la vielle et du magistrat!
Gare au gorille!…

“Bah! soupirait la centaire,
Qu’on puisse encore me désirer,
Ce serait extraordinaire,
Et, pour tout dire, inespéré!”
Le juge pensait, impassible,
“Qu’on me prenne pour une guenon,
C’est complètement impossible…”
La suite lui prouva que non!
Gare au gorille!…

Supposez que l’un de vous puisse être,
Comme le singe, obligé de
Violer un juge ou une ancêtre,
Lequel choisirait-il des deux?
Qu’une alternative pareille,
Un de ces quatres jours, m’échoie,
C’est, j’en suis convaincu, la vielle
Qui sera l’objet de mon choix!
Gare au gorille!…

Mais, par malheur, si le gorille
Aux jeux de l’amour vaut son prix,
On sait qu’en revanche il ne brille
Ni par le goût, ni par l’esprit.
Lors, au lieu d’opter pour la vielle,
Comme aurait fait n’importe qui,
Il saisit le juge à l’oreille
Et l’entraîna dans un maquis!
Gare au gorille!…

La suite serait délectable,
Malheureusement, je ne peux
Pas la dire, et c’est regrettable,
Ça nous aurait fait rire un peu;
Car le juge, au moment suprême,
Criait: “Maman!”, pleurait beaucoup,
Comme l’homme auquel, le jour même,
Il avait fait trancher le cou.
Gare au gorille!…

GEORGES BRASSENS

§

Sulla piazza d’una città
la gente guardava con ammirazione
un gorilla portato là
dagli zingari di un baraccone

con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come

attenti al gorilla !

d’improvviso la grossa gabbia
dove viveva l’animale
s’aprì di schianto non so perché
forse l’avevano chiusa male

la bestia uscendo fuori di là
disse: “quest’oggi me la levo”
parlava della verginità
di cui ancora viveva schiavo

attenti al gorilla !

il padrone si mise a urlare
” il mio gorilla , fate attenzione”
non ha veduto mai una scimmia
potrebbe fare confusione

tutti i presenti a questo punto
fuggirono in ogni direzione
anche le donne dimostrando
la differenza fra idea e azione

attenti al gorilla !

tutta la gente corre di fretta
di qui e di là con grande foga
si attardano solo una vecchietta
e un giovane giudice con la toga

visto che gli altri avevan squagliato
il quadrumane accelerò
e sulla vecchia e sul magistrato
con quattro salti si portò

attenti al gorilla !

bah , sospirò pensando la vecchia
ch’io fossi ancora desiderata
sarebbe cosa alquanto strana
e più che altro non sperata

che mi si prenda per una scimmia
pensava il giudice col fiato corto
non è possibile, questo è sicuro
il seguito prova che aveva torto

attenti al gorilla !

se qualcuno di voi dovesse
costretto con le spalle al muro ,
violare un giudice od una vecchia
della sua scelta sarei sicuro

ma si dà il caso che il gorilla
considerato un grandioso fusto
da chi l’ha provato però non brilla
né per lo spirito né per il gusto

attenti al gorilla !

infatti lui, sdegnando la vecchia
si dirige sul magistrato
lo acchiappa forte per un’orecchia
e lo trascina in mezzo ad un prato
quello che avvenne fra l’erba alta

non posso dirlo per intero
ma lo spettacolo fu avvincente
e lo “suspence” ci fu davvero

attenti al gorilla !

dirò soltanto che sul più bello
dello spiacevole e cupo dramma
piangeva il giudice come un vitello
negli intervalli gridava mamma

gridava mamma come quel tale
cui il giorno prima come ad un pollo
con una sentenza un po’ originale
aveva fatto tagliare il collo.

attenti al gorilla !

FABRIZIO DE ANDRÉ


L’amore

“Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione.”

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

Published in: on febbraio 14, 2010 at 06:56  Comments (8)  
Tags: , ,