Donna

MULHER

Na tua existencia, o incanto de ser,
a vida, sua estoria,
marcada do desejo de ser
simplismente mulher!
no teu corpo levas
como ninguem mais,
o segredo da vida!
Na sua estoria,
a marca da indiferença,
da discriminaçao, da opressao…
em ti o amor mais bonito,
a beleza transparente,
o carinho mais puro
que me faz homem!

§

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d’essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell’indifferenza,
della discriminazione, dell’oppressione…
in te l’amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l’affetto più puro
che mi fa uomo!

ELIOMAR RIBEIRO DE SOUZA

A PROPOSITO DI LEGGI RAZZIALI

Prendo spunto dalla poesia di Giorgio Bassani “Le leggi razziali” apparsa sul nostro Cantiere. Quelle leggi, drammaticamente ridicole, furono promulgate nel 1938, e un ruolo fondamentale nella campagna antisemita lo ebbe il “Manifesto della razza”, una pubblicazione con una sfilza di idiozie pseudo-scientifiche, storiche e culturali firmate da personaggi divenuti illustri nell’ immediato dopoguerra, come Amintore Fanfani, Giorgio Bocca (allora diciottenne), Giovannino Guareschi e Agostino Gemelli, il fondatore dell’ Università Cattolica. Con il solito sistema italiano, le leggi presentavano spiragli di ogni tipo per essere in un certo senso “aggirate” là dove era possibile farlo. Questo perché fondamentalmente gli italiani e la classe politica fascista capirono per tempo l’impopolarità di questi provvedimenti. La politica dei compromessi, quella che i tedeschi nel prosieguo della storia non ci perdonarono, limitò i danni, se così si può dire, fino a quando non venne l’armistizio con l’otto settembre quarantatre. Da quel momento la situazione precipitò e divenne estremamente difficile cercare di salvare gli ebrei. Ma questa è storia conosciuta ai più. Allora gli italiani non avevano una cultura “razzista” soprattutto verso gli ebrei, che erano italiani come gli altri. Semmai, ma nei nostri giorni, siamo diventati xenofobi per ignoranza culturale e per intolleranza. Con la crisi e la disoccupazione in crescita costante questo fenomeno è andato via via accentuandosi, e soprattutto tra i giovani è presente questa ostilità verso chiunque provenga da terre affamate.  Le leggi razziali furono promulgate per dare il “contentino” all’alleato tedesco dopo l’accordo del maggio 1939 a Berlino (patto d’acciaio) e dare così spessore ideologico e politico a questa alleanza tra due nazioni che poco avevano in comune come mentalità. Ma mentre in Germania il nazismo aveva fatto dell’antisemitismo il suo cavallo di battaglia, costruendovi sopra false responsabilità, inventando diversità genetiche e comportamentali, agli italiani questo non passava neanche lontanamente per la testa. Gli ebrei erano, giustamente, italiani con pari diritti e pari doveri. Semmai la discriminazione c’era stata molto prima, a livello di credo religioso sotto lo Stato Pontificio, quando gli ebrei vivevano ghettizzati svolgendo lavori artigianali e piccolo commercio, tollerati ma non amati. Da secoli gli ebrei hanno fatto e fanno parte del tessuto sociale italiano, ed è impensabile oltre che improponibile lo sradicamento di una parte della cultura e della storia di una nazione.

Claudio Pompi