In sogno

Nero e duro distacco
che io sopporto al pari di te.
Perché piangi? Dammi meglio la mano,
prometti di ritornare in sogno.
Noi siamo come due monti…
non ci incontreremo più a questo mondo.
Se solo, quando giunge mezzanotte,
mi mandassi un saluto con le stelle…

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on febbraio 24, 2012 at 07:07  Comments (7)  
Tags: , , , , , , ,

Nuotatrice


Nel distacco dalla terra
nuoto affascinata
in materia
senza sapere come
tra vortici discendenti
e ascendenti
esploro, seguo
contatto la via liquida
della conoscenza.
Il mio amore
per il trasparente
è nella natura.

Aurelia Tieghi

Published in: on aprile 1, 2011 at 07:25  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , ,

Ode all’indifferenza

Preferisco
nella migliore (?) delle ipotesi,
logorare la vita
a cavallo delle finzioni in-sistenti

l’ira scavalca l’indifferenza
laggiù,
al largo straniero,
lontanissimo da me
nei graffi mortali
e seducenti
d’ingannevole distacco

singhiozzano le precarietà emotive
a tracollo di questi giorni trascinati
nelle sabbie mobili

chi ama l’ottimismo
si sente soffocato
da sequenze
temporali di chiaro-scuro
(capo/voltaico in-definiti)

esiste, persiste
ancora
questo affanno
piccolo, esile,
ma tarlo demolitore
di tosse planetaria

non vestita ancora
di sdegno
dis-umano
se non in teschio mortale
di spiagge
sfigurate di marea mortale.

Glò

… Singhiozzi di (credo)…

Credevo.
Di poterti proteggere
sotto le mie piccole ali
conservandoti dalle intemperie
d’un passato ormai disgiunto.
Lo credevo. (E ci penso).

Il profumo dei tuoi racconti
li stendevi al comando
delle mie curiosità di bambina
(anche oggi).
Credevo.
|Ma… E… ci sei.|

Il tuo sonno improvviso
ancora mi pervade
d’innamoramenti che mi ricamavi
di tua sola penetrazione
senza fiato esponenziale
in accusa
d’un perché
al cosa
osservavi nel mio bacio
(nascosto).
Portandotelo via.
Senza esalazione
d’infelicità peccatoriale.

Credevo di ritrovarti sempre.
Viva. Piccola.
(nel mio “per sempre futuro”).

Oggi Credo.
Nel silenzio d’affetto
cercato nelle (mie) conferme
in passi da “bambina”.

C’è dell’assenza nell’ascoltare
-intima-
(che non vuol dire “non amare”)
C’è, esiste, del mutismo
alle (mie) domande,
di chi,
oggi,
crede di risponderti
con distanza svagata.
Crede.

Eppure adesso
capisco il mio distacco
(cieco)
al ricamo linfatico
ossigenato
da pindariche “empatie” distorte….
(Credo –confusa-
di cercare “dal vivo”
orizzonti da sorvolare
-autenticamente-
senza estrazioni lineari
da confinare ….)

Glò

La vita è come un fiume di sangue


La  Vita,
un  fiume
di  sangue  incessante
che entra  in  materia
di  goccia,
spruzzata  per  caso
sul  bordo  dai  gorghi;
e,  poi,  lenta  si  essicca
cominciando  a  finire,
prima  rossa,
in  polvere  nera.

Cosa  è  umano
il  calendario
la convenzione tempo:
lunga  sequela
di  cifre
del  passato  prossimo
remoto. . .ricordo,
del  domani  venturo
paura  d’ ignoto
o  di  speranza . . .

Settembre,
Autunno,
Inverno
della  goccia
di  sangue  che  coagula
e  rapprende
ed  esplode,
in  mille  granuli,  oltre  i  cieli,
dal  buio  nella  luce
o,  viceversa,
in  altri  stàdi  e  forze. . .
. . .il  corpo  umano
disperso  sgretolato, dall’anima
distacco,  conclude  il  suo
destino  dove. . .
non  c’ è  vento, né  luogo, né  tempo.

Paolo Santangelo

L’amplesso delle aquile

THE DALLIANCE OF THE EAGLES

Skirting the river road, (my forenoon walk, my rest,)

Skyward in air a sudden muffled sound, the dalliance of the eagles,

The rushing amorous contact high in space together,

The clinching interlocking claws, a living, fierce, gyrating wheel,

Four beating wings, two beaks, a swirling mass tight grappling,

In tumbling turning clustering loops, straight downward falling,

Till o’er the river pois’d, the twain yet one, a moment’s lull,

A motionless still balance in the air, then parting, talons loosing,

Upward again on slow-firm pinions slanting, their separate diverse flight,

She hers, he his, pursuing.

§

Lungo la strada che costeggia il fiume (mia pomeridiana passeggiata, mio ristoro),
alto nell’aria, improvviso, un rumore smorzato, due aquile in amore,
l’impetuoso avido contatto, l’unione alta nello spazio,
artigli che si afferrano, s’intrecciano, una ruota selvaggia, viva, turbinante,
quattro ali che battono, due becchi, una massa vorticosa strettamente avvinghiata,
che cala in cerchi, si rovescia, s’arrotola, cade giù a precipizio,
finchè sul fiume sospesi, ancora uniti, la calma d’un istante,
un immobile muto bilanciarsi nell’aria, poi il distacco, gli artigli che si sciolgono,
le ali lente e salde nuovamente piegate verso l’alto, i loro voli diversi, separati,
lei il suo, lui il suo, seguendo.

WALT WHITMAN

Un gesto naturale

Mi guardo dal di fuori come fossimo due persone

osservo la mia mano che si muove, la sua decisione

da fuori vedo chiaro, quel gesto non è vero

e sento che in quel movimento io non c’ero.

A volte mi soffermo e guardo il fumo di una sigaretta

la bocca resta aperta, forse troppo, poi si chiude in fretta

si vede chiaramente che cerco un’espressione

che distacco, che fatica questa mia finzione.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono

capisco solo che continuamente io mi condiziono

devi essere come un uomo, come un santo, come un dio

per me ci sono sempre i come e non ci sono io.

Per tutte quelle cose buone che non ho ammazzato

chissà nella mia vita quante maschere ho costruito

queste maschere ormai sono una cosa mia

che dolore, che fatica buttarle via.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

Cerco un gesto, un gesto naturale

per essere sicuro che questo corpo è mio

cerco un gesto, un gesto naturale

intero come il nostro Io.

GIORGIO GABER E SANDRO LUPORINI


Di quale notte

Di quale notte avrò bisogno urgente?
Nella quintana d’emozioni immense
che il nostro incontro mi ha procurato
mi muoverò con la follia all’interno
per fare in modo che duri ancora eco.
Tu sei partita e intanto t’accompagna
l’odor del giorno tramutato in sera
ed un tramonto troppo scrupoloso
che di un secondo non ha ritardato.
Lungo il ritorno da stazione ingrata,
luci e vetrine fanno breve guerra
per conquistar la gente in tutta fretta,
non certo me che manco me ne accorgo
fin quando ultimo bacio non svanisce.
Avrò bisogno di una notte maga
esperta a replicar nel sogno atteso
i rasi d’una pelle promettente
e gli occhi, dell’amore prigionieri.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 17, 2009 at 08:35  Comments (3)  
Tags: , , , , ,