Distanze

Oscillante tra noi
è questa distanza incolmabile.

Non sono
al di là degli orizzonti
gli spazi terreni
E il tuo abbraccio nella notte
spezza soltanto un fiato gelido.

Resta indecifrata la mancanza…
questa cappa nera
che incombe sovente nella mia mente,
come un passerotto solitario
che inciampa nella tesa tagliola

Michela Turchi

Published in: on giugno 17, 2012 at 06:55  Comments (5)  
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Non di sole parole

Forse dovrei smettere
scrivere è quasi impudicizia
sulla terra che scuote di povericristi
case e cose

sopravvissuta a intemperanze
geofisiche letali
redigo gli atti
di permanenza usucapione
in questo corpo che mi sopravvive

come se cibo e acqua e il bene perso
risiedessero in questo mio sentire

Se fosse importante!
È invece una distanza senza metrica
distrazione da verso fatuo
l’essermi posta al margine del mondo
in una sacca d’ordine apparente.

Cristina Bove

LA SOLITUDINE

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.

JOSÉ SARAMAGO

Meraviglia

Mi sono scritto 
con l’inchiostro sulla mano 
amore in tutte le lingue del mondo
per non scordarmi come si dice 
allo straniero

E poi mi sono appoggiato 
la mano sul petto

Sai …….. vicino al cuore 

e scoprire parole rovesciate
per quell’amore 
cosi distante

Per poi dimenticare
che non è sempre notte
e al mattino 
quando mi sveglio
con meraviglia scoprire

che …..
guardandomi allo specchio
posso vedere amore 
nel verso giusto

ed abbreviare la distanza
che mi tiene lontano

Pierluigi Ciolini

Da bambini si crede che tutto sia infinito

 
si corre a cerchio perché ci si ferma sempre
 
nel punto di partenza.
 
da grandi si cammina incerti su quel che sarà
 
tuttavia consci che ogni attimo che passa non fa
 
che aumentare la distanza dal punto di dove si è partiti.
 
da vecchi si è troppo stanchi per correre, troppo deboli
 
per camminare. si sta seduti al tramonto della vita
 
a fare i conti con se stessi e si finisce poi per credere che tutto
 
finisce, rimproverandosi di esser stato cosi sciocco da credere
 
di essere immortale. sciocco per non aver mai smesso di credere.
 
che un bruco diventi farfalla non importa. egli finisce di essere un bruco.
 
ecco il punto. o che le foglie morte si dividano in mille particelle e
 
in altre mille vite si trasformino.
 
non per questo troveranno se stesse, la memoria che avevano di sé.
 
o che diventino poesia nulla cambia di certo non cancelleranno
 
le angosce del Poeta, né la sua tristezza immensa.
 
ti accorgi di aver vissuto cercando tuttora un senso e mentre la fine arriva
 
ti aggrappi alla vita con le unghie e ti spaventa sperare non perché
 
la tua pelle sia diventata simile ad una corteccia raggrinzita e non sei
 
che un tronco malato da abbattere ma perché temi di sbattere la testa
 
nella delusione più grande senza rimedio stavolta, perché
 
non ti è concesso altro tempo;
 
se solo che la morte approvasse, almeno lei che tutto finisce o quasi
 
e si trasformi in un’altra occasione, una seconda vita magari.
 
se solo l’autunno non fosse un seduttore fatale che andando
 
lascia un vuoto agghiacciante
 
ma un amante dolce e premuroso che fa bruciare di passione
 
i rami, tremare d’amore le foglie.

Anileda Xeka

Aliti

A piccoli passi
copro la distanza
di un altro giorno
e con la pazienza
di un bambino
che disegna fiori
preparo l’anima
come uno straccio
aspettando di pulire
le vetrate del tuo cuore
con aliti di parole

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 9, 2012 at 07:02  Comments (6)  
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L’amore dei vecchi

In una gloria di sole occidentale
vaneggi, mente stanca:
inseguito prodigio non s’adempie
nell’aldiquà del fiore che s’imbianca

Ma tu, distanza, torna a ricolmarti
tu a farti terra in questa ferma fuga
mare di nuda promessa
ai nostri balbettanti passi tardi

E tu, voce, rimani
persuàdici – un poco, un poco ancora
nostro non più domani,
usignolo dell’aurora

GIOVANNI GIUDICI

Published in: on ottobre 4, 2011 at 07:36  Comments (5)  
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Inseguire ciò che mi sfugge

 
Inseguire ciò che mi sfugge
fra quello che dici selezionare
cosa nascosto sotto parole
si percepisce nel tono
o quando smette un attimo
la voce capire che lì
in quel non detto è tutto
ciò per cui mi hai chiamata
.
ma oggi è un altro giorno
e il passato è una bugia
cui non presta fede
il tuo presente ha altro
e non mi sente
.
bugie le tue promesse di ieri
non c’è più
un domani certo per noi
non mi dai concretezza
ti affidi alle condizioni del tempo
.
e io vorrei solo urlare
questa solitudine
in cui mi ha cacciata la tua distanza
e ritrovare
quando stavo bene con me
quando stavo
senza te
.
ma il cuore sussulta impazzisce
appena trova la tua voce
a dire qualunque cosa
senza importanza mi fa ballare
e impazzire il respiro
ogni tua parola mi tiene sospesa
oltre i confini terreni
e arresa dico sì a tutto
e mi scordo del brutto
.
e sogno di essere con te
le tue braccia mi cingono
nel silenzio di prima
dove non hai detto
dove non ti ho detto
.
guardo fuori i voli colorati delle ghiandaie
solo loro mi sono fedeli
si posa una coppia sull’albero bruno
a loro solo sono fedele
.
e il telefono tace
nessuno mi chiama
non cerco nessuno
solo riuscire ad avere un pianto
solo piangere nel mattino
se restano nudi e vuoti
gli alberi scheletriti dell’inverno

azzurrabianca

…Il sogno

Intanto che la morte ci separi
il sogno ci accompagna ad altra assenza
aereo quanto mai, esatta scienza:
studi di notte, il giorno disimpari.

Allotropo addolcisce cieli amari
con battiti di rara intermittenza
tanto da non poter più fare senza
come onda che attraversi tutti i mari.

Come ogni ombra illumina la stanza,
come il mare contiene tutte l’ onde,
come il tempo cancella la distanza:

ogni orizzonte più non fa confine,
ogni contorno sfuma e si confonde,
che il tempo dell’inizio, è della fine.

Silvano Conti

Cigni

Cigni, leggeri e maestosi, sfiorano
l’acqua calma, color d’autunno.
Silenziosi come statue, macchie
sublimi di colore d’un quadro.
Immagini d’amore che amore
ispirano senza saperlo...
Un breve battito d’ali per ricordar
la natura che dentro hanno.
Segue lei il suo compagno di vita,
da sempre a breve distanza.
Silente amore che pace espande
sull’acqua quieta,
scende negli occhi e al cuore
di chi parole cerca per amore.
Amanti che in loro si vedono,
giurano d’esser a loro uguali
anche se la vita non è lago.
A chi solo tornerà muto d’amore
s’accosteranno come nuova
speranza.
Il canto struggente dell’addio
nessuno ascolterà nei viali
di foglie ingiallite cosparsi.
Unico estremo grido d’amore
a chi dei due resterà.
In quel canto d’infinita bellezza
tutte le parole mai sussurrate
nel tempo del silenzioso amore.

Claudio Pompi