Non di sole parole

Forse dovrei smettere
scrivere è quasi impudicizia
sulla terra che scuote di povericristi
case e cose

sopravvissuta a intemperanze
geofisiche letali
redigo gli atti
di permanenza usucapione
in questo corpo che mi sopravvive

come se cibo e acqua e il bene perso
risiedessero in questo mio sentire

Se fosse importante!
È invece una distanza senza metrica
distrazione da verso fatuo
l’essermi posta al margine del mondo
in una sacca d’ordine apparente.

Cristina Bove

Concerto per anime sole

 
Nell’aria
rarefatta
di un’anonima mattina
di fine gennaio
accordo
senza alcuna pretesa
il violoncello del tempo
oboe di fiato in sordina
carezza le dita
e spinge l’anima
a salire da sola
sul pentagramma del cielo
piangono le stelle
vibrano d’amore reciso
il sole resta attore
dimenticato
altrove a esultare
qui le nubi
fanno e disfanno
suoni e accordi grigi
di un pianoforte scordato
tutto sembra perfetto
anche il dolore della terra
si staglia perla assoluta
scagliata per distrazione
e raccolta per scelta sublime
magia di un semplice
concerto per anime sole.

Roberta Bagnoli

Sally

Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l’amarezza

senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia

senti che fuori piove
senti che bel rumore

ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l’ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai e sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s’è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma sì

cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore

VASCO ROSSI

Luci di Natale

Quando, per ospitare la colomba,
la briciola di un fragrante panettone
si poserà sul mio freddo terrazzo,
di colpo si accenderà la grotta.
*
Quando a posarla sarà uno di noi,
premeditata nel flusso della festa
o fosse anche per una distrazione,
la stella brillerà anche per gli altri.
*
Buon Natale – diceva mia madre
già dalle prime luci del mattino
tra dolci frette e succulenti fritti
mentre incartavo scintille per la notte.
*
Buon Natale – io le rispondevo –
ma… non si dice quando è proprio l’ora?
L’attesa é attesa – lei mi replicava –
più é lunga e più sarà il Messia.

Aurelio Zucchi

Giuseppe il pianeta

Lo scolaro Giuseppe Moneta, di Gastone

in un momento di distrazione

è diventato un pianeta.

Circola intorno al sole a discreta velocità,

attento a non urtare

con la testa, coi piedi e con le mani

i pianeti più anziani.

Per oggi dunque a scuola non verrà.

La signora maestra è pregata di scusarlo,

i compagni di banco, di osservarlo.

Stanotte sarà visibile tra le costellazioni

perfettamente riconoscibile

per una macchia d’inchiostro

sui pantaloni.

GIANNI RODARI