Avvolta nel mio sacco a pelo blu a fiori

Questa notte ho sognato di dormire
in un camper senza una parete
non ero sola: diverse persone dormivano
nei campers e nelle roulottes attorno
ero nel mio sacco a pelo blu a fiori
non ho avuto in sogno una casa
né antica né moderna questa volta
questa notte ho dormito sul divano
la tv scordata accesa tutto il tempo ronzava
aprivo gli occhi ogni tanto poi ridormivo
fuori c’è la neve e mi assopisco
come fa la gatta sulla poltrona
nel tempo del letargo come un orso
animale nella tana assaporo il riposo
avvolta nel mio sacco a pelo blu a fiori

azzurrabianca

Rannicchiata sul divano di sera

 
Rannicchiata sul divano di sera
Raccolgo i sogni
Nel contorno che sfuma
Poi esco qua non c’è rete
E nell’angolo del bar wireless
Accendo lo schermo
.
Digito ora solo se ho il destinatario
Ma questo è un sogno fatto il giorno dopo
Lo schermo è restato bianco
Non ho immesso né ricevuto
Lo schermo è restato nero non si è aperto
Non si è aperta la porta
E nel nero del sonno ho fatto tutto bianco

azzurrabianca

Published in: on febbraio 8, 2012 at 07:37  Comments (6)  
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Per amico

Tra le tue braccia accoglienti
termina la sera
la memoria di me ancora impressa
Chiudersi dentro
complici
lasciando fuori della vita
la ressa.
Insieme davanti a un film
raccogli
l’ ilarità o il mio pianto.
Se inaspettato sonno mi cattura
tu in silenzio
mi vegli intanto.

Tranquilla sera tra le tue braccia.
Non serve andare lontano
sto bene qui con te,
amico mio, divano.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on ottobre 20, 2011 at 07:12  Comments (3)  
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Guerra, povertà

 
Non ho parole
che non siano già state dette
che non ripetano
ancora e ancora
lo stesso suono senza passione,
senza compassione,
vuote come il cuore
di chi da una poltrona,
un divano,
critica e pianifica e si strugge.
E allora taccio
chè preferirei sentirlo da solo
questo dolore,
che mi pungesse dentro
senza nessuno a guardarlo
senza doverlo commentare
per forza o per apparenza,
perché non ho parole
che non siano solo
aria vibrata
che torna nel vento.

Gian Luca Sechi

Published in: on luglio 31, 2011 at 07:13  Comments (3)  
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Mi manchi…non mi manchi…mi manchi!

Ma tu lo sai
che quando te ne vai
torna il silenzio e avvolge questa stanza,
io lo assaporo poi, come carta
di caramella,
tengo tutta per me la mia fragranza?

Muovo a passo di danza
dove ancora si tocca
il tuo respiro; dolce ho sulla bocca
l’aroma del tuo sigaro e con la mano
mi attardo a rassettare
l’impronta del tuo peso sul divano.

Ogni mio gesto è forse
negazione di assenza
voglia di libertà
o inganno dell’attesa?
Comunque, torna presto!

Ogni parola spesa
prima che te ne andassi
mi scandaglia la mente
però il mio cuore sente
che questa porta
mi separa dal buio e freddo inverno
da ogni cosa al di là
ma non da te.

E così resto
infagottata di serenità
però tu, torna presto!

Viviana Santandrea

Nel salone del tempo

il lampadario a gocce
di quarzo rosa
ha bracci dipendenti
in alta tensione

tavolo e sedie hanno scosse
tremano le mani in corsa
ed è bagliore quando fra le pareti c’insegue la folgore
le nostre strade amore
ricadono sul divano
s’incrociano incarnate
con nuove nudità di pace
( piedi gracili senza radici )
appoggiati al tappeto volante.

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 30, 2009 at 07:07  Comments (7)  
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