Le mani sull’azzurro

 
Ed io rimango spesso
nel meriggio afoso
a rimirare i passeri tra le briciole.
Le acacie vanitose
lasciano ombre che non ti aspetti
e ci si ferma
scrutando il sole tra le foglie
e spine.
.
Amo questo respiro
a stento
correndo tra le primule cose:
il bacio seme,
le mani sull’azzurro,
le ginocchia nel grano,
le paure tra i grazie,
e le domande
proprio li, sul ricamo.

Stefano Lovecchio

Dove ci conduce ancora

Dividiamo un cuore a metà
noi che abbiamo ancora
un Dõ
nel petto
che ci fa guardare
oltre le diottrie impostate
dall’esigenza,
ribelle – se vuoi –
figli di un dio che ci ha tolto tanto
-non siamo gli unici-
a vederci doppio
quando ci cerchiamo
nei fondi di bottiglia
o quando muti e accorti
a passi lunghi, ci confondiamo
sotto i cappelli matti
e occhiali griffe,
i rossetti audaci sulle labbra
baciate dagli spuri.

Dividiamo un cuore a metà
noi nei giorni sempre uguali,
a dirottarne uno
se ad imbrogliare il tempo poi
viriamo ad est.

Beatrice Zanini


Dõ nel linguaggio ideografico kanji giapponese significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso”, “Via”, “cammino”, in senso non solo fisico, ma soprattutto spirituale  (B.Z.)

Published in: on settembre 20, 2010 at 07:38  Comments (2)  
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