Le risposte del cuore

 
Ma com’è che va ?
la sera l’aquila al nido
.
E al saggio
la mano al mento
quando domanda poni ?
.
Ma com’è che va ?
quando s’arrende
la spada nel fodero al guerriero
.
( Mi parlò in una notte piovosa)
.
Non hai ne spada ne mantello
solo labirinti
abitati da strane creature
.
Ora adagio ti prego cullami
perché passi anche questa notte
.
Bramavo ali sulle spalle
ma tu mi riposi le mani
sul tuo grembo
per sentire nuova vita
e senza più dolore
germogliò la chiave
per aprire ancora
porte a nuovi giorni
.
Non ti ho mai conosciuto
e solo per questo
ti chiamerò straniero
 

Pierluigi Ciolini

Ho visto un angelo

 
Non esistono angeli fra gli uomini                   
la sua parvenza è un’allucinazione                   
scaturita dall’umano desiderio                         
di concretizzare ciò che il cielo cela.
 Mi rapisce il pallore di quel volto                  
gli occhi immensi spalancati sul male           
quella domanda a cui non so rispondere        
la serietà che così poco si addice .
ad un bimbo che natura vuole felice.              
Mi avvicino, lo sguardo accarezzante            
– oggi torno a casa, non posso guarire-
Mi guarda e soggiunge – non essere triste
Gesù vuole giocare con me ed io sono
                                                   felice-

Elide Colombo

Published in: on novembre 18, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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Medesima conclusione

Signore!

Sono stanco e sconfortato
della vita che mi hai dato,
i problemi sono tanti,
e le ingiustizie altrettante

Da buon capofamiglia
faccio tutto per i figli,
impegnato a lavorare
per poterli soddisfare,
ma la crisi generale
ha buttato tutto all’aria

La domanda che ora pongo
nel sistema che è quello attuale:
le bollette della luce, del metano
e delle varie erogazioni
potrebbe esser possibile estinguerle
…profferendo le orazioni ?

E, laddove questa richiesta
non potesse esser accolta …
qual è allora l’alternativa allo sconforto
in mancanza di stipendio…
o dell’introito previsto ?

Credo d’aver capito …
in assenza di risposta
le possibili soluzioni :

quella di mettersi una corda al collo,
e darsi uno strattone,
oppur uscir di senno…
che è la medesima conclusione

Ciro Germano

Amarti ancora?

Ti penso ancora e mi sono chiesto
perché mai dovrei da te tornare.
Lo faccio in questo freddo giorno,
uguale a quello di un anno fa.
Lo stesso freddo, la stessa pioggia,
gocce che si mischiarono a quelle
del mio pianto silenzioso.
Mi sono chiesto se avrebbe senso
dirti che ancora ti amo e dubitare
dopo un anno della mia sincerità.
Mi sono chiesto quanti ti hanno
nel frattempo amato.
Se anche ad uno o cento il tuo basta
avrai sbattuto in viso senza curarti
del dolore di un amore che come
il mio uccidesti nel suo volo.
Domande che hanno il suono ovattato
del traffico di questa città sotto
la pioggia.
Domande che il tergicristallo allontana
perché io possa vedere la via che
mi conduce sotto al tuo portone.
Percorso che conosco ancora e ricordo
metro per metro,ricordo per ricordo,
in loro la mia incertezza, i miei perché.
Non scenderò… oppure lo farò,
tu, dietro il vetro su cui la pioggia
disegna incerti percorsi che si perdono
in altri ugualmente incerti.
Aspetti che io alla tua porta suoni
o infili la chiave che nel fiume gettai
insieme al tuo addio, ai nostri giorni
improvvisamente inutili.
L’ultima domanda la pongo al mio cuore,
a lui chiedo se vale la pena salire
e ricominciare una storia finita.

Claudio Pompi

Nun pò murì quadrato

Scatto di rimando alla stupida domanda
della richiesta… continua ed assurda.

Dei miei tanti difetti, è il solo imperdonato,
nel corso della vita s’è anche accentuato:
questa è la reazione …alla provocazione,
quando la miccia è accesa …c’è la detonazione

Contrariamente al salice…
che della neve esso si scrolla
io son come la quercia,
che della stessa il ramo spezza
o inversamente alla sabbia…
che assorbe il moto continuo dell’onda;
io son come lo scoglio…
che della corazza granitica infin lo spoglia.

Lo so, sono perdente e non mi pento …
e, analogamente a ciò che si dice dalle mie parti:
chillo ca nasce tunn’ …nun pò murì quadrato

Ciro Germano

Silente un piano

 
Nell’angolo più oscuro,
accosto a una parete,
giaci dimenticato,
ambisci le mie dita.
.
Vibravano le corde,
per rapide carezze,
 gemmavan melodie,
fondendosi con l’aria.
.
Ora sugli spartiti
le chiavi di violino
son punti di domanda
su ciò che fu il passato.
.
Ed era in tempi lieti
che davi le tue note,
sorte da sentimenti
e dolcemente amate.
.
Così resta il ricordo
con forte nostalgia,
per ciò che più non torna,
pensosa anima mia.
.
Ma quella tua presenza
mi rassicura ancora.
Centellino speranza
che cresce d’ora in ora.
.
Ritornerò a sfiorare
quei tasti neri e bianchi.
 Quei suoni, nel lor volo,
profumeranno il tempo,
l’anima addolciranno.

Piero Colonna Romano

Andiamo avanti

 
Come va ?
Ma come vuoi che vada ?
I  problemi sono tanti…
la salute che non và,
il lavoro che non c’è,
l’inflazione galoppante,
il rincaro del petrolio,
i soldi sempre meno,
i figli adulti, ancora
nello stato di famiglia,
in attesa…
della prima occupazione,
e via discorrendo ….
il rapporto che non va ,
per completar la lista ,
e  non sono un pessimista…
ma solo un realista
Allora, suggerirei…
per evadere la domanda,
dal sopra detto…
effetto dirompente,
senza alcuna esitazione
e consentir cosi,
la sdrammatizzazione
di rispondere :
va  tutto bene…
anzi benissimo…
e, nel frattempo…
andiamo avanti

Ciro Germano

Novo Millennium


Da un aereoplano
ho  visto
il  nostro  cielo.
Da  sotto,  di  sopra,
ho  fotografato  pecorelle
di  nuvole  indistinte
per  supremazia  di  venti.
E  ancor  più   in  alto,   oltre  le  nubi,
il  Sole.
Piccola stella nana
su  terrestre  evento. Poca  cosa
su  tutte  le  coscienze.
Tutti  del  globo  nostro
ed  altri  mondi
siamo  attimo  eterno  d’Universo.
Ora,  nell’anno
2000
la mente mia è un deserto al tramonto,
neuroni,  cellule, ammasso
d’ignoranza parte.
Forse capisco solo
ancòra,  perché le stelle possano finire,
mortali,  come noi.
Una domanda ha sempre una risposta,
capir però bisogna
quella giusta.

Paolo Santangelo

Mio padre mi disse

Mio padre mi disse: nel cielo
vedi tu il carro maggiore
e il piccolo carro discosto?
Ma da quella meraviglia di allora
non ebbi aiuti
per poter sondare,
persa poi nell’umano,
tutte le implicanze irrisolte.
Fui irretita nei luoghi comuni,
dalla ripetitività senza senso,
dai ruoli cristallizati da sempre.
E fui donna, fui figlia, fui madre,
e l’arsa rimase nel cielo
domanda, dolore, miraggio.

GIULIA PERRONI

Coriandoli

E’ scintillar degli occhi
la mia miglior risposta
alla domanda che mi pongo
quando mia alba arriva calma
e a pedate la notte prende.

I forti battiti di questo cuore
son coriandoli dei dolci suoni,
dei sette colori della vita tutta
e dei profumi anche primordiali
mentre va via l’ultima onda
ancor di luce non siglata.

Andrà a confondersi lontano,
forse nel più perfetto centro
di questo mar che come me
vuole ora solo respirare.

Aurelio Zucchi

Published in: on agosto 28, 2010 at 07:07  Comments (1)  
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