Strambotti

I

Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

II

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al picciol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ‘l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

NICCOLÒ MACHIAVELLI

Paese mio

Paese mio,
picolo nío e covo de corcali,
pusào lisiero sora un dosso biondo,
per tu de canti ne faravo un mondo
e mai no finiravo de cantâli.

Per tu ‘sti canti a siò che i te ‘ncorona
comò un svolo de nuòli matutini
e un solo su la fossa de gno nona
duta coverta d’alti rosmarini.

 §

Paese mio,

piccolo nido e covo di gabbiani,

posato leggero su di un dosso biondo,

per te di canti ne farei un mondo

e mai non smetterei di cantarli.

Per te questi canti, perché ti incoronino

come un volo di nuvoli mattutini

e uno solo sulla fossa della nonna mia

tutta coperta di alti rosmarini.

BIAGIO MARIN


Published in: on agosto 6, 2011 at 07:00  Comments (2)  
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Strambotti

I

Io spero, e lo sperar cresce ’l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

II

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al piccol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ’l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

NICCOLO’ MACHIAVELLI