Fiori da marciapiedi

Tra i marciapiedi di città
spuntan fiori d’ardesia schizzati
che non chiedon d’essere capiti
fioriscono bevendo d’attoniti sguardi
intrappolati dal duro degli atoni asfalti.
Caduchi ornamenti colorati e bianchi d’amore sprecato
che regalano un’anima in ombra tra passi e meditazioni
a chi s’imprigiona i sogni nel cuore di pietra.

Enrico Tartagni

Domenica

Che a me piace restare tra i tuoi ginocchi nudi.
Dopo che hai detto quanto sei stanca,
ed invecchiata.
Dopo toccata i seni nel duro che spaventa
l’addome che ha lasciato dei fiori secchi.
E il pianto.

Perché non tornano i morti
e i vivi, presto, ci prendono la cera
di chi non ha mai tempo;
di quelli che fan poco l’amore
e fanno spesa
che c’hanno il frigo vuoto da sempre.

Si, i ginocchi
perché là sono odori che svegliano
e passioni
e croste di quand’eri bambina.
E un poco passa,
quest’ombra della morte
che non ti piglia ancora.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 13, 2010 at 07:44  Comments (4)  
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