Sciacalli

 
È già difficile
restare in piedi
in questa realtà
che affonda,
con questa terra
che cerca di scrollarci via
senza dover aggiungere
le vostre vuote parole
le musiche struggenti
le frasi sempre uguali
gli sfondi ad effetto
le corse allo stupore
per imprimerci qualcosa
che per convenienza
vorrete farci scordare
col prossimo servizio.

Gian Luca Sechi

Published in: on giugno 8, 2012 at 07:00  Comments (4)  
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Come il Vate…io

 
il Vate:       Come quel fiume ch’ha proprio cammino
                    prima del Monte Viso ‘nver Levante
                    da la sinistra costa d’Apennino,
                  .
                    Che si chiama Acquacheta suso, avante
                    che si divalli giù nel basso letto
                    e a Forlì di quel nome è vacante,
 .    
                    rimbomba là sovra San Benedetto
                    de l’Alpe per cadere ad una scesa
                    ove dovea per mille esser ricetto;
.
io:                mi apparvero le fonti d’Acquacheta
                     bianche spade ghiacciate su quel letto
                     cantato già dal Divino Poeta,
 .
                     e affascinata fui da quell’effetto
                     di  statica armonia, tal che pensai
                     si fosse di quell’acque spento il getto.
 .
                      Assorta in quell’incanto io, ormai
                     fantasticavo sui travestimenti
                     di Dea Natura, e lì m’indugiai;
 .
                     poi, vinto lo stupore e a passi lenti
                     mi distaccai da quella meraviglia
                     cercando di arginare i sentimenti.
 .
                     Sospirando dischiusi le mie ciglia
                     che avevan nelle ghiacce trasparenze
                     colto l’incanto che ad amor somiglia
                     .
                     e lodai del Creato le valenze!

Viviana Santandrea

La notte mi prende per mano

Ora che il mare aspro diventa
e d’antracite la luna si veste,
alta e discreta la notte s’accosta
mentre la stasi mi fa prigioniero.

Nella collina non più contornata,
dove presumo ancora c’è il borgo,
con ostinazione cerco una luce
capace di dare la continuità.

Lassù neanche una stella intravedo
che si riveli delle altre più furba
nell’infinito rigato di nero,
avaro nel dare spazio al respiro.

Riporto lo sguardo dov’era prima
e di una nave pretendo la scia,
il tocco mirabile a soppiantare
il bianco disordine di onde folli.

Vorrei che arrivasse l’aurora
del tipo fucsia, netta e impaziente
d’aprire in cielo lo squarcio ribelle,
l’effetto euforia di sistole errante…

In quest’attesa del via alle danze,
conforto mi è nel prendere tempo
l’idea di essere non del tutto solo.
É la notte che mi prende per mano.

Aurelio Zucchi

A guardarti non s’è mai visto altro

Che un bambino – per sempre sarai
Come quel romantico apprendista innamorato
Della principessa altera del palazzo
D’un amore così folle agli occhi degli altri
Che non ha altro effetto che di nutrirlo
Di una follia sempre più incomprensibile

Ed io sarò quella contadina che per un giorno
Ricevette il tuo sorriso e ne respirò la pazzia –
Voi, così folle agli occhi della gente
Voi, così dolce e ingenuo agli occhi della contadina
Che ama l’amore che nutrite per lei.

Nicole Marchesin

Andiamo avanti

 
Come va ?
Ma come vuoi che vada ?
I  problemi sono tanti…
la salute che non và,
il lavoro che non c’è,
l’inflazione galoppante,
il rincaro del petrolio,
i soldi sempre meno,
i figli adulti, ancora
nello stato di famiglia,
in attesa…
della prima occupazione,
e via discorrendo ….
il rapporto che non va ,
per completar la lista ,
e  non sono un pessimista…
ma solo un realista
Allora, suggerirei…
per evadere la domanda,
dal sopra detto…
effetto dirompente,
senza alcuna esitazione
e consentir cosi,
la sdrammatizzazione
di rispondere :
va  tutto bene…
anzi benissimo…
e, nel frattempo…
andiamo avanti

Ciro Germano

Quel momento

Nel tempo che ti vuole divorare
si trova per fortuna quel momento,
e non è detto che illusione sia,
in cui afferri della vita il gusto.
Che sia l’effetto di un dolce sorriso
di chi pensavi non sorridesse mai,
o l’immersione in un blu scordato
quando ti accorgi che i tuoi colori
meglio di te resistono al declino,
o meglio ancor la netta cognizione
di quel sentir nel cavo della mano
il vero amore che hai sempre rincorso,
che anche sia una cosa sola,
un batter d’ali udito nella bruma,
un saragotto da ridare al mare,
salir due piani senza più l’affanno,
cravatte azzurre dentro la vetrina,
l’odore di caffè dalla cucina,
che anche sia una cosa sola
tu da nessuno sarai divorato!

Aurelio Zucchi

Sembra

Ancora la mente
ripassa
in rassegna i ricordi
e sente i primordi iniziali.

Riversa
l’effetto sull’ottimo affetto
del figlio . . . Ricorda.
Tutto.
Rammenta.
Niente.

Mi sembra la camera ardente
d’un corpo caduto
che s’alza. E che danza
spargendo
semente continua di vita finita.

Lontana infinita la stella,
più bella e smarrita,
dall’ “Hubble” scoperta,
disposta,
dimostra il continuum di vita
perversa, di nuovo, latente,
animale senz’anima e con.

Ma chi è l’anima.
Sembra.

Paolo Santangelo

Poetronica

Di lembi innevati,
d’itinerari fantastici
non è più tempo.
Ostinata fugge,
la poesia tra dita.
Colgo i pezzi
di frasi infrante,
ne rifaccio orci cocciuti.

Il silicio
ha promesso sensi
che nessun olfatto
può eguagliare,
e il mio naso nuovo
in nanoschiuma di carbonio,
non sa rifiutare.

Ed ora, cablate le parole,
dove inserire le pile a combustibile,
senza effetto memoria,
per dar luce, storia, vanto
a questi venti versi spenti?

Flavio Zago

Genesis

Forse è meglio
che
nasci solo,
Uomo,
infinitèsimo
àtomo del nulla,
e muori
nel tempo,
nello spazio
sempre,
quando,
esasperatamente
acerbo
nel cervello
alièno
si adombra
il pensiero …
vuoto
di nuovo.

Meglio
fingere
sénno,
ignorando
il Furore
che… penetra disperato
il vivo,
d’ essenza eterno,
ché subendo
il patire
soffri
aspettando,
effetto Génesis,
Ciò che adempia
l’ Esperimento.

Paolo Santangelo

Published in: on giugno 16, 2010 at 07:35  Comments (8)  
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