Plasmo

 
Plasmo emozioni
in spasmo sacro di respiro.
Attraverso la forza del mio cuore
capto energia segreta,
fluida essenza di luce percettiva.
In me tutto è amore
e lo vedo riflesso nel dolore
nelle parole sottintese
nei gesti non dichiarati
nelle zolle rivoltate dall’odio,
lo sento è lì che preme
vuole dichiararsi nell’incontro
di anime libere dall’ansia di donarsi
vuole esplodere nel grido gioioso di bambino
vuole manifestarsi a tutti sul volto
splendente di semplice sudario,
quale dono di corolla in fioritura
a far ubriacare di sé persino l’aria impalpabile.
Non abbiate paura a riconoscerlo
non temete ciò che non conoscete
non disprezzate chi vuol restare nell’ombra
non rifiutate i morsi struggenti della fame
lasciatevi andare alla danza suadente
della fiamma compassionevole
che consuma ogni pietra stratificata
che scioglie ogni coacervo di dolore cristallizzato.
Possiamo tutti essere un meraviglioso fiore
possiamo brillare come pepite levigate
possiamo essere preziosa neve sciolta al sole
possiamo dissetare arida e spenta terra
che ormai esangue langue,
non ha deposto ancora scettro di speranza.

Roberta Bagnoli

Volerai

Chissà come fremeva,
quel ricciolo
inquieto,
mentre le folgori
si sfogavano vicino.
Piccola ciocca
persa
nel gorgo del mondo,
rintanava il pianto
sotto l’ala
d’idee paterne.
I pensieri,
saette latenti,
balenavano a sorpresa,
che la mente
acerba
ne restava abbacinata.
Troppa energia,
in così troppo
poca vita,
e la crisalide
avviticchiata,
non riusciva a spiegarsi
e spiegare
le sue giovani ali.
Volerai, volerai,
promise candida
la colomba,
volerai,
fece eco il corvo
di fumo nero.
Volerai, bimbo.
Volerai.

Flavio Zago

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:27  Comments (5)  
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Bacio al cioccolato

Avvolto
in carta satinata
un abbraccio dolce
crocchia il pensiero
si scioglie in languore
fondente carezza
energia sprigiona
e diventa bacio
fin nel profondo
oltre la bocca
* nel cuore.

astrofelia franca donà

Published in: on aprile 24, 2012 at 07:03  Comments (4)  
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Mani

Cambio metodo, sai?
Impavida e spavalda
tra suoni d’aria
in correnti viaggiatrici
onoro la mia difesa
perdonandomi dalle colpe
inflitte solo da me stessa.
 
E’ sempre così.
 
Mi strazio ramificata
in estensioni di pensiero
che poi diventa vita mia
         in conchiglia
               in tana
forse in egoismo opportuno.
 
Mi tocco in forme
d’energia fluente
-ora-
cospirata da galleggianti
matasse roventi
da sbucciare
poi…
nella gestualità
    dello specchiarmi
mi si sgrana un corpo
di pelle rassicurata
da una nuova primavera.
 
Frenetico, rispettoso.
 
Caloroso nella freddezza
impiccato a metà
d’una negazione
da inventare…
per una nuova bugia illusoria
da raccontare.
 
Efficace?
No. Se la pelle lasciata
per strada non emana
quel po’ di vero
che sa fare piccola differenza
nella gestualità
d’accoglimento
del diverso

Glò

Big Crunch Apocalypse

I

Primo
Creatore
Mente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.

II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.

Implosione
orrenda, continua
e ciò che era

il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande –
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –

Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza –
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente –
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.

Paolo Santangelo

Donna

Chi sa
cosa significa
esser madre.
Partorire
con dolore
e somma gioia.
Vedere il frutto
di se stessa
venire alla luce
urlante d’energia
e di vita affamato.

Donna,
anello della vita,
portatrice della vita,
tenace combatti
e sopporti il dolore,
in silenzio soffri
per amore dei tuoi figli.

Donna!
Dove sarei,
se non ci fossi stata tu?
Dove sarebbero
gli uomini tutti?

Chi sa
cosa significa
esser madre.
Gioia provare
e dolore,
piangere e ridere,
amare e soffrire
e dare conforto,
sicuro rifugio
per l’uomo.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 7, 2012 at 07:37  Comments (9)  
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Sarò solo essenza

Apro i sospiri
scopro i misteri
esploro le angosce
attenuo i tremori
impavida affronto
la cresta dell’onda
assorbo energia
la dono al vento
esalando respiri
pensieri vaganti
ritorno nel libro
di versi composto
sarò solo essenza
impregnata nel tempo

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 1, 2011 at 07:25  Comments (16)  
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Portami con te

Fiumi di champagne
non basterebbero
a festeggiare questo amore
che rinnova l’anima.

M’immergo in un fiume
per essere acqua
avere energia
per superare monti
dalle cime elevate.

Affondo nella terra
per divenire fiore
affinché tu mi colga
per portarmi con te.

Maristella Angeli

Published in: on settembre 7, 2011 at 07:32  Comments (15)  
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Temporale

Lingua di fuoco sul mare
grigio-nero compatto
rombo che squassa le viscere
vento impetuoso
La spiaggia si veste di scuro
un ombrellone vola via
un cactus stupito brilla di verde
un gabbiano pigro
fa barchetta sull’acqua
Gocce violente  sferzano i flutti
l’acqua di cielo frusta le onde
lampo di luce diabolica
brontola l’orizzonte
un raggio di verde
e il cielo s’acquieta
Rapito ammiro
attonito contemplo
m’inebrio e inspiro
energia vitale
e disperatamente
me ne nutro.

Sandro Orlandi

Universo

 
Godere, dell’inverso aperto
UNIVERSO
perfetto, vecchio saggio
che poggi sulla distesa
della tua genesi
vibrante d’energia, senza tempo.
Contemplo
ciò che m’assorbe
ESISTENZA
mi accende lo sguardo
 assimilo un tutto.
La forza creativa arriva
dalla  tua valle solitaria
dove straripano supernove
nello scintillio d’argento vivo
 mi ruota l’infinitesimale.
ETERNITA’
mai ti negherò,
chissà, forse poi scorrerò
nel cerchio dell’anello
come un fiume cosmico.

Aurelia Tieghi