Belorado

BELORADO (MONTES DE OCA)

A la entrada, mi niña,

a la entrada del pueblo.

Me dijiste, mi niña:

¡Buenas noches, mi rey!,

con tu pañuelo.

Con tu pañuelo de espuma;

no, de luna;

no, de viento.

§

All’entrata, mio amore
all’entrata del borgo,
mi dicesti, mio amore:
Buona notte, mio re!
col tuo fazzoletto.
Col tuo fazzoletto di spuma;
no, di luna
no, di vento.

RAFAEL ALBERTI

Published in: on febbraio 16, 2012 at 07:16  Comments (2)  
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Il fantasma del parco “La Tesoriera”

 
Una vecchia cappella sconsacrata
venne alla luce
nel parco di Torino: senza entrata.
Era murata.
Dentro le ossa, con capelli biondi.  
.
D’Irene si scoprì una sedicenne
soave, in rito
del demonio: delle mani assassine
forse una sètta,
che l’immolò su quel perverso altare.  
.
Ora si senton nella notte strani
strusciar di ferri,
la fecero morir di sete e fame.
Potente entità
non trova ancora pace nell’Eterno…  
.
S’immobilizza il cane del custode
di quella villa,
chiamata  Tesoriera, in una stanza
vento di gelo,
in un’Estate torridassolata.  
.
Trova alfine pace, vergin fanciulla,
fiore di stella,
che incessante vendetta ancor ti move,
non rivelarti
più ai tuoi Pievani: cessa l’azione.  
.
Nel nome del Signore, che ti vide
morir di stenti.
Gli assassini son stati trucidati,
dalla giustizia
popolana, ed il demonio sconfitto.  
.
Anche stavolta.

Paolo Santangelo

Visita d’amore

Ma a
lei chi
l’ha detto che
il cuore batte
ed è il mio
e non la pendola
finto barocco
dell’entrata
come fa a sapere
dove ho dolore
se a mala
pena
vede chi passa
e poi lo nega
perchè sorride
e finge di capire
se
le piacciono
in fondo le battute
sulla patonza
e di soppiatto
sguscia
sulle cosce
e che ne sa lei
dell’amore
se sono i soldi
a girare la vita
e del profumo
del melograno
se mangia mele
di gomma fatte
a misura
e
del dolce prurito
dopo le carezze
se le mani guantate
sanno di polvere

e che ne sa degli orti
pieni di
sangue
e della fede
che un po’ ci distrae
e dell’estate che muore già
nell’inverno
che per morire
ci vuole un attimo
dopo una vita di
battaglie
che se l’amore non ha prezzo
lo puoi trovare nelle mani
ruvide di tante madri
doloranti in notte d’attesa
come se il travaglio
si prolungasse
nell’infinito e nella colpa
di voler esserci sempre
e
che ne sa delle sere di fuoco
e dei piatti sbrecciati
così difficili da
buttare
e dei caffè delle sigarette
delle notti insonni e senza stelle
che ne sa chi è il migliore
tra l’uomo che torna e quello che decide di
andare
perchè per stare in due
ci vuol coraggio ed amarezza
a vendere
più che a regalare
e non c’è più tempo
in tutto questo tempo che è
passato
in cui non abbia il cuore sussultato
tra un battito e
l’altro….

e che ne sai  di quelle notti
di selve e cieli
in cui si corre come
gazzelle a cercar baci
regalarli senza prezzo
e far passeggiate che ritornano
con quei passi golosi
d’eterni amanti
e che….

Tinti e Maria

Torre d’avorio

M’hanno tolto la benda
sulla porta di casa
per vedere il già visto
per morire all’entrata.

Sono dodici passi
sempre quelli, strusciati,
da vecchie pantofole
per scacciare l’insonnia.

Sono uscito bendato
per paura del fuori
e le orecchie tappate
per non carpir rumori.

Ma il brusio è rimasto
a confonder la mente
a immaginar le cose
che la vita ha negato.

Nella torre d’avorio
in cui vivo da sempre
c’è la stanza dell’eco
ma nessuno ha le chiavi.

Ci son ombre cinesi
a presentar filmati
su parete di fondo
ma la lanterna è spenta.

per non voler sapere
a che punt’ è il mondo
mi sono corso dietro
come il gatto la coda.

Lorenzo Poggi

Per te

Domani forse avrò
ancora i miei pugni in tasca che sudano miseria
Ma …
Per te che come aratro dalle lacrime ti fai solcare il viso
… che estrai dal tuo cappello un seme di saggezza
e poi lo pianti
… che seduta a cavallo di un muretto stracci l’anima
però ci fai coriandoli
… che fai l’equilibrista e sorridi
sul bordo del marciapiede
… che ti appoggi sulle mie spalle per farti guidare
ma ci vedi più degli altri
… che pensi che tutto ti spetta
ma che niente ti appartiene
… che con la tua faccia da cane bastonato
cerchi una mano che ti accarezzi ancora
… che dici il coraggio mio dov’è ?
e lo hai sempre avuto accanto
… che senza più la luce del tuo sorriso
vai per strade buie e poi inciampi
… che ti dondoli in cerca di un entrata
ma devi solo uscire
… che in questa notte che non è d’inverno
ma che ti porta la neve nel cuore
… che mi scappi
ma sei pur sempre poesia

Per te che puoi darmi solo un pezzo di pane è un po’ di vino

per un po’ almeno sarò cantastorie

Pierluigi Ciolini