Ho fatto la piega al copriletto

Alle compagne di stanza a Monte Sole

 
Ho fatto la piega al copriletto
dalla stampa a fiori
disegnati con precisione
come in un erbario rinascimentale
ho lisciato steso con la mano il bordo
e rivedo i nostri letti sempre disfatti
più mi prendo cura di questo
più do spazio al nostro ricordo
il nostro vivere essenziale
senza soffermarci in particolari per i quali
non c’era tempo
– a che serve avere un letto in ordine
guardarlo composto prima di entrarvi? –
eppure adesso che con le mani lo tendo
mentre servo questo piacere di fare
e vedere le cose a posto
voi come in un rito rivivete
questa notte ho sognato tanti ragni
entravano dalla finestra nel mio bagno
sembrava vero ed ho avuto paura
mi sono svegliata alle quattro
ed ero sola

azzurrabianca

Giardino verticale


Giardino verticale, dove l’edera s’ avvince come una traccia sul muro
ecco… il mio paesaggio dorato
spazio di silenzio lui
miracolato condonato
cinge nel suo recinto i miei occhi lacustri,
semplice steccato di passione
erbario magico
s’inerpica da radici interne
volontà, sboccia dal fondo irrigata
incalza agli alti strati delle stelle alpine
il mio giardino… ecco, ora s’innalza alla perseveranza
nuova fibrillazione maturata
una sospesa trama di materia fiorita spuntata;
il dolore, con aiuole spinate di viole sta
sui – non ti scordar di me- in devozione
amore, sfarfalla tra le giunchiglie
sul ramo di una carezza stupisce
immortale, nella sua bellezza rapisce.

Aurelia Tieghi