Boato di silenzio (Alla donna sola)

Ti offro il mondo in una semplice rosa
profuma d’intensità racchiusa
come il mio eros,
è un esplicito sos
che non posso mandarti
in un anonimo sms,
se ne andrebbe il mio futuro
rapito dall’audace risposta.
Ti offro il mondo
nel mio corpo devastato
dalle lusinghe dell’attesa,
ti offro tutto
ma in cambio non ho niente
solo orgasmo solitario e prolungato,
solo un misero boato di silenzio.

Roberta Bagnoli

Published in: on giugno 22, 2012 at 07:17  Comments (6)  
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Eros

Eros è come un fabbro:
mi stronca col suo enorme maglio,
poi mi lava il sangue
in un gelido torrente.

ANACREONTE

Published in: on giugno 25, 2011 at 07:21  Comments (3)  
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Eros e Tanatos


Si spoglia troppo in fretta il giorno
come amante impaziente
di congiungersi all’amato bene
mentre la luna abile ruffiana
lancia strali amorosi
e sguardi ancestrali
da far impallidire di brividi
se medesima.
Così nel tacito silenzio
a passo di danza libera, inquieta
irrompe notte fonda,
regina blu nel cielo
e addita, reclama corpo del reato,
terreno estremo di contesa:
Eros e Tanatos avvinghiati
nella lotta d’una promessa eterna d’amor
che all’alba se ne andrà inghiottita
dalla bugiarda, smaniosa ombra.

Roberta Bagnoli

Non cercarmi

tra il castello fatato dell’eros
rudere di ricordi lontani
ormai sommerso
dall’edera che cinge
le sue mura antiche
il mio nome non è lussuria
ma sogno
non fremono più le carni
di passione
non si immergono più
nella fontana dell’eros
ma in spazi aperti dove tutto è luce
e soavi sono i suoni
accompagnati da parole d’amore

Gianna Faraon

Published in: on novembre 9, 2010 at 07:35  Comments (5)  
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Tramontata è la luna

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

SAFFO

Published in: on luglio 17, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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Io e te


Io e te
ci siamo osservati ovunque
anche sulla strada maestra
corsari del nostro tempo
siamo tesori che cadono
come  bambini inciampano
ma rapidi si rialzano
dimenando vibrazioni
freschezze di gelsomini
sui nostri corpi lisci
scendiamo sempre là
lungo valli dell’eros
c’è cibo che duole che tinge
languori e desideri
ah! i nostri ventagli chiusi,  le nostre arie celate…
gli ardori scorazzano tra i tumulti delle labbra
ogni volta, chiamano i colibrì
che ci portano pezzi d’ arcobaleno
sfiorano le nostre orchidee esotiche
succhiano nettare dai rifugi dei fiori.

Aurelia Tieghi

Velo


Spettro sognante
s’aggira Amore.
Avido è
il roseto
di baci tacenti
di repentini silenzi.
Posa la brama
velo leggero
su anime inconsapevoli.
Lacrime asperse
vagheggiano
in sterili domande.
Dardo infuocato
d’Eros
colpì
cuore di zingari.
Spine sottili
l’incorrotta
anima ardente
di gioia
assaporano.
Putto alato
ben lungi
avrai plauso!
Il cuore, pregno
di emozioni trabocca.

Michela Tarquini

Published in: on aprile 11, 2010 at 07:27  Comments (8)  
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Romantica

Fra le pareti coprenti della notte
sempre m’accingo a non far nulla
a starmene accosciata
sull’incorporeo mio doppio
che rimane desto quando
tutti gli altri non possono vedermi.
Un attimo intontita
in parte delusa dal sole
ho calma apparente,
un ribollio soltanto
affiorato pigro dall’anima
tradisce ogni mia fibra,
compiace schiena e lombi
un lento sensuale turbamento.
So venire così il suo pensiero
scoccando pieno e rotondo
malizioso talvolta
come di Selene il raggio
nell’ore brinate degli amanti.
Fisso allora il tacito riflesso
e su quello m’incammino da sempre
per volargli incontro.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 17, 2009 at 07:05  Comments (4)  
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Amore amore


L’ovale del tuo divino viso,
quei tuoi grandi occhi, quella fresca bocca,
le braccia e i seni erano più bianchi
ed ancora più bianche le tue snelle cosce
e in mezzo a queste la mano e poi la bocca
si perdevano  in un accarezzare
di sete ineguagliabile
Durante il piacere i tuoi occhi ridevano
occhi con  giardini  e spiagge e stelle
sorridevi languidamente
mentre da me ti scostavi
e il tuo colore si  fece
repentinamente di giglio

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 15, 2009 at 07:05  Comments (6)  
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Nuda

Quella figura maestra che sai fare
come un perdono poco annunciato
una misura
da prendere per bene
col metro in bocca, io.
Il nero di un non livido nel crocevia di luce
la tua conchiglia luna di fiacca;

nuda hai rotte
per perderci petrolio e pescato,
tanta acqua
che non vuol dire sete o purificami o dio.
Ma cose come: antico battezzo
pace in terra,
l’estate delle capre d’altura
l’onda ai prati, del temporale lento a venire.

Nuda hai pane, per tutte queste mani protese
hai la giustizia
che posa la bellezza col pari d’allegria;
hai quel serrato triste da sciogliere che inventi
quando ti pesa l’anima
più dei tuoi seni a mela.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 6, 2009 at 07:35  Comments (6)  
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