Non potrai

Non potrai chiudermi in un angolo,
scacciarmi dal tuo esistere e andare
da sola per quella strada che finisce
nella nebbia dell’ignoto eterno domani
Non potrai prendere di me i gesti,
le parole, i sorrisi, il sudato corpo che
al tuo si unì tra silenzi e grida d’amore
in una stanza sul mare dove il tempo
era eternità e noi frammenti di universo.
Non potrai, amore mio, non potrai di me
giocarti fuggendo dai giorni inventati
da noi per sfidare la vita che restava,
la gente che di noi l’amore invidiava.
Se fu per amore lo stringersi le mani
che disperate nell’altre amore cercavano,
sarà per amore l’ultima stretta quando
di te la mano dalla mia scivolerà stanca
di una vita lastricata di dolori e offese.
Non potrai amore mio negarmi il diritto
di baciare i tuoi occhi socchiusi, parlarti
di noi e della nostra povera felicità rubata
mentre lentamente scivoli nell’oblio
e nel faticoso ricordo sorriderai di noi.
Se tuo fu il diritto di essere amata,
mio fu quello di prendere tutto di te,
anche il dolore che mi regalerai quando
il nostro tempo sarà un pendolo fermo,
un ora, una data nel calendario del cuore.
In quella stanza sul mare qualcuno
sentirà i nostri sussurri, i nostri gemiti
e sarà ancora amore tra noi perché
non ti lascerò andar via da sola, perché
sarà ancora mio quell’amore dal quale
scacciarmi vorresti.

Claudio Pompi

Momenti

Il nulla mi divora
Consuma il mio ego
Il mio essere si affanna
Il mio respiro si annulla
E la fuga è invano

Stretta nella sua morsa
Rapace del mio esistere
Sospesa fra i margini dell’infinito

Vagheggio per trovare l’appiglio
Mi inoltro fino a l’urlo acume
Per salvare il mio risveglio

E ansante il cuore rapprende
Per un’altra tregua
Concessa

Rosy Giglio

Published in: on novembre 13, 2011 at 07:17  Comments (10)  
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La finestra

Nacque da un desiderio
di cielo e sulla collina nera
si posò come angelo
E’ mia amica
è portiera dell’aria
Conversa con il fango
terrestre e riflette
sugli specchi fanciulli
immagini e sospiri.
Dal suo stare
con arringa diafana
orienta le genti
a guardare a vedere
La finestra nella notte
diffonde le sue luci
estraendo dal suo esistere
una somma di costellazioni
dividendo tra gli uomini
una misura di luce
divenendo la piccola
proprietaria del cielo
mentre gli occhi si lavano
in tormente azzurre.

Marcello Plavier

Quale poesia?


Ho vagato nell’etere
cercando una poesia
senza tempo
nel tempo dell’esistere
confrontando la mia.
Ho valicato un monte – alto
le piogge erano lacrime
salate e inarrestabili
forse bastava un salto
per superare il baratro
ma non c’è stato il tempo
e ogni mio tentativo
se lo portava il vento.
Eppure vivo e impellente
bruciava il desiderio
verso una nuova via
ma non era la mia.

Viviana Santandrea

Published in: on ottobre 23, 2010 at 07:03  Comments (6)  
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Pensieri della notte


Inesorabile il tempo della notte
lacera il tempo finito dell’esistere;
nel suo grembo si annidano
ombre di pipistrelli
le dita adunche
si aggrappano al respiro
e lo trascinano
nel gorgo di ricordi
e paure, per il poco che resta;
al buio nella testa,
le vie imboccate al sole
il rimorso e il rimpianto
hanno un altro valore:
sono  lo stelo pestato nella corsa
macerato nel fango
che ora aggrava il cammino
il petalo non colto
che ringrazia il destino.

Viviana Santandrea

Cerco la parola perfetta

la parola che traduca l’essenza
del mio essere qui.

So già che non la troverò
in questo spazio di luce,
ma il cercarla
è qualcosa che spinge l’esistere
ogni giorno più in là.

Viviana Santandrea

Published in: on febbraio 18, 2010 at 07:27  Comments (17)  
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