Un cielo senza voli

Spoglia i silenzi questa notte.
Echi di sussurri ravvivano
immagini di fiori lungo il fiume
e nubi setose vestono l’azzurro.

Culla il vento papaveri opulenti
e strappa sorrisi alle orecchie
traboccanti della tua voce calda
che m’accompagna sul sentiero.

È quasi estate e l’alba arriva presto
a incorniciare di rosa le colline.
Eterni istanti da ricordare
ora che è inverno e il cielo è senza voli.

Elide Colombo

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Le lunghe sere d’estate

Son troppo lunghe le sere d’estate
che quasi toccano l’alba.
Esausti i grilli reclamano
le instancabili cicale.
Il sole illumina fino a tardi
i pensieri degli uomini,
impazienti del chiarore lunare
per la tregua tanto attesa.

Eppure vi adoro
interminabili sere d’estate
perché rendete
interminabile
anche il mio amore.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 29, 2012 at 07:23  Comments (15)  
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Era d’estate

Era d’estate e tu eri con me
Era d’estate poco tempo fa
Ora per ora noi vivevamo
Giorni e notti felici senza domani

Era d’autunno e tu eri con me
Era d’autunno poco tempo fa
Ora per ora senza un sorriso
Si spegneva l’estate negli occhi tuoi

Io ti guardavo e sognavo una vita
Tutta con te
Ma i sogni belli
Non si avverano mai

Era d’estate e tu eri con me
Era d’estate tanto tempo fa
E sul tuo viso lacrime chiare
Mi dicevano solo addio

Mi dicevano addio, soltanto addio

SERGIO ENDRIGO  E  SERGIO BARDOTTI

Sono fatta

Non sono fatta per l’inverno
e nemmeno per l’inferno
non sono fatta per discordia
sono fatta di concordia.

Mi son fatta sotto un cavolo
e nel mezzo alla natura
sto lontana da ogni diavolo

Sono fatta per l’estate
sono fatta per i fiori
mi son fatta di colori.

Non son fatta di malizia
ma son fatta di giustizia.

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 25, 2012 at 07:28  Comments (7)  
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Cronache operaie

D’estate mi spellavo le mani in officina
lavori tristi, lavori da mezz’asta.
Le cose perlopiù lasciate d’altri
come pulire impossibili bugie.
L’odore della trancia, del tornio
l’acqua bianca.
D’estate lei aspettava che ritornassi a casa
di solito nell’angolo fresco, il più lontano
da tutta quella musica scappata delle strade.
Potevo mica prenderle il viso
o i suoi vestiti, dal nero che portavo alle mani;
ma era uguale
qui, sulle labbra, lei ci restava il giusto tempo.
Sapeva dei suoi libri, di camomilla
e miele.

Massimo Botturi

All’anima mia

Dell’inesausta tua miseria godi.
Tanto ti valga, anima mia, sapere;
sì che il tuo male, null’altro ti giovi.

O forse avventurato è chi s’inganna?
né a se stesso scoprirsi ha in suo potere,
né mai la sua sentenza lo condanna?

Magnanima sei pure, anima nostra;
ma per quali non tuoi casi t’esalti,
sì che un bacio mentito indi ti prostra.

A me la mia miseria è un chiaro giorno
d’estate, quand’ogni aspetto dagli alti
luoghi discopro in ogni suo contorno.

Nulla m’è occulto; tutto è sì vicino
dove l’occhio o il pensiero mi conduce.
Triste ma soleggiato è il mio cammino;

e tutto in esso, fino l’ombra, è in luce.

UMBERTO SABA

C’è una strada che esce dal bosco

C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle,
a valle fino al mare.
Se seguirai il volo del gabbiano
troverai il sentiero del sole,
dell’estate e della libertà.
Sarebbe bello non avere piedi per camminare
né pancia da riempire
né mani da lavare.
Sarebbe bello avere solo una mente
un cuore e un’anima
per vivere ed amare.

C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle,
a valle fino al mare.
Non uscire dal sentiero segnato
poiché spiriti maligni sono in agguato
e ti potrebbero rapire,
incatenandoti all’albero della malinconia
continuamente annaffiato
dalle lacrime di chi soffre del male di vivere.
Perdonami per non aver potuto seguire la luce del sole
per averti amato con tanta passione.
C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle
a valle fino al mare.
Seguila fino a bagnarti,
fino a che il sale sulla pelle
ti asciugherà il sudore della vita,
e sarà bello sai,
sarà bello anche se io non sarò con te,
sarà bello vedrai,
anche se io rimarrò qui nel bosco,
immaginando soltanto
che tu sia ancora con me.

Sandro Orlandi

Stagione

Tiepido sole d’ottobre
riscalda la pelle
che ancora ricorda l’estate terminata.

Negli armadi abiti da riporre
giornate autunnali
alberi già spogli con rami protesi
rassegnati
all’inverno che verrà.

Nei boschi odore di cedro
maestose le querce annunciano il divenire
cipressi si stagliano nell’azzurro del cielo
che attende.

Il suono delle morbide onde del lago
riporta melodie di un incanto infantile
ricordi di piccola pescatrice
si affacciano divertiti.

Pic-nic nei prati e risa risuonano
è l’eco del tempo che si perde
tra le verdi valli che percorro
con ali d’arcobaleno.

Maristella Angeli

Estate

La pelle è ambrata
dal sole d’estate,
aspersa di sale
dell’azzurro del mare

Distesa nei flutti
del basso arenile,
con le onde sinuose
che infrangon…
le membra

La spuma l’inebria,
le dona piacere,

e…

gli occhi socchiusi
dai raggi del sole…

accentuano i sensi
nel dolce torpore

Ciro Germano

Published in: on maggio 9, 2012 at 06:51  Comments (4)  
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La nostalgia

Viene la nostalgia a sentir piovere,
e anche senza.
Perché ci siamo messi di fronte alla bellezza
ai fili d’erba e al sole
pietrificato negli occhi, come allora
che messo un po’ di fumo sul vetro lo rapimmo
nel mentre amoreggiava la luna a penzoloni.
Ci mise dei minuti senza la canottiera,
sembrava quando avevo mio padre là vicino,
nel letto dell’estate che aveva sponde bianche.
Bella, e dolce.
La nostalgia che fa quattro nodi ad un foulard
la nostalgia dei fianchi sui quali mi tagliavo
a fare il filo come alla mola, ed all’amore
il più pericoloso e sudato, il più normanno:
la sciabola e la spina dorsale, tutta nuda.

Massimo Botturi