La notte mi prende per mano

Ora che il mare aspro diventa
e d’antracite la luna si veste,
alta e discreta la notte s’accosta
mentre la stasi mi fa prigioniero.

Nella collina non più contornata,
dove presumo ancora c’è il borgo,
con ostinazione cerco una luce
capace di dare la continuità.

Lassù neanche una stella intravedo
che si riveli delle altre più furba
nell’infinito rigato di nero,
avaro nel dare spazio al respiro.

Riporto lo sguardo dov’era prima
e di una nave pretendo la scia,
il tocco mirabile a soppiantare
il bianco disordine di onde folli.

Vorrei che arrivasse l’aurora
del tipo fucsia, netta e impaziente
d’aprire in cielo lo squarcio ribelle,
l’effetto euforia di sistole errante…

In quest’attesa del via alle danze,
conforto mi è nel prendere tempo
l’idea di essere non del tutto solo.
É la notte che mi prende per mano.

Aurelio Zucchi

Scambio

Il giorno è tornato con le sue offerte
Io ti ho donato tutta la notte
Dove la solitudine del buio mi appartiene
Tu donna che doni muliebrità
Sei come il mare che dona le perle
Sei come un giardino d’estate
Che offre fiori e profumi inebrianti
La tua voce mi accarezza
Il pensarti mi dà euforia
Ti dono il mio cuore in cambio del tuo

Marcello Plavier

Published in: on novembre 3, 2011 at 07:15  Comments (3)  
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Cerco poesia in questo tempo strano

Cerco poesia in questo tempo strano
laddove so di non trovarla quasi più,
nei buchi tetri di solitudini taciute
o intorno ai tavoli dei bar deserti.

L’assenza di voci, non dico di sospiri,
insiste lungo le strade ingarbugliate
e plumbei i volti sono ora diventati
nell’euforia della dura rassegnazione.

Qualcuno mi dica dov’è che son finiti
gli allegri caroselli di tante umili genti,
gli innocenti svolazzi d’ammiccanti gonne,
il blu immacolato dei vecchi jeans.

Metalli, argenti, bronzi e ori finti
si sono sostituiti ai riflessi della vita
e splende il luccichio d’indegna vanità
mentre la terra geme, insieme a me.

Ridatemi il prezzo che ho pagato
per l’illusione di abitare in pace
un campo che confortevole credevo,
che invece, inesorabile, mi esclude.

Cerco poesia in questo tempo strano…

Aurelio Zucchi

dedicata al “Cantiere Poesia”

Datemi un verso

Parlatemi d’un qualche nuovo astro
che prenda il posto della dolce luna
nelle mie notti d’alta euforia.

Voi che annegate nella poesia,
voi che leggete quanto scrivo qua,
datemi un verso sintesi perfetta
del navigar nel flusso di magia.

Son l’ore che mi brucerei alla luce
d’un altro sole incandescente e mio,
curiosa stella esente da tramonti,
perenne ed oculare testimone
d’una carezza della felicità.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 5, 2010 at 06:54  Comments (4)  
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Ascolta


Ascolta il mio respiro
percepisci il mio sonno
al tuo fianco
non il corpo e presente
solo il pensiero
che si avvolge a te
come crisalide
abbracciami
nell’intimo della mente
creando in te certezze
tu possiedi il mio pensiero
le mie emozioni il mio tempo
lascia andare la tristezza
non quell’amore carnale io dono
euforia di un attimo
e poi nulla più
piacere della carne
che più non si addice
a corpi vissuti
in esperienze lontane
ma l’amore dell’anima
i pensieri che volano a te
non hanno età
ne dimensione di spazi infiniti
sono vicini al tuo essere
ascolta il cuore sentirai
le mie labbra
stringendomi a te in un abbraccio
i nostri corpi si uniscono
in un amplesso virtuale
senza età o bellezza
effimera musa dei vent’anni

Gianna Faraon