Sarajevo – One second before…

L’ombra che agli ossessivi silenziosi
spazi l’anima m’imprigiona e sazia
di luce tepida crepuscolare,
vince i colori che si liquefanno
di mimetici bagliori al grido
acerrimo del falco pellegrino.
Così netti i contorni ora mi appaiono
dei monti neropinti nella scia
del cielo acquerellato, da sembrare
il filo tagliente della speranza,
in levitare prima del tramonto.
Un secondo prima dell’imbrunire
la terra avvampa nella sua vergogna
al tuono del cannone a Sarajevo.

Silvano Conti

Respirare l’azzurro

Canzone
lungo un sentiero
di farfalle
diffondersi di note
profumate d’erbe.

Risveglio nel bosco
ricami in controluce.

Cascatelle tra felci
incresparsi di pensieri
in fiore viola.

Respirare l’azzurro
e posarsi
sulle ali di un falco
nel vento.

Graziella Cappelli

Encausto

Lascerò segreti in cifre azzime
mescolati alle essenze
basteranno a fissare pigmenti
sulla lastra di cera
nella casa ad incroci di parole
definizioni facili

al di là dei battenti sui graffiti
reclama nel mio sogno prepagato
falco d’argento a fuoco nel cinabro
l’ultimo mio ritratto
l’anima mia
dipinta nello spazio

Cristina Bove

Amore


C’era negli occhi
nei tuoi occhi di falco
sempre vigili e arditi
mai chiusi
neanche la notte
c’era oggi
un amore liquido
per quei ragazzi
che t’hanno preso il cuore
per Alma che t’ha rapito
i giorni
per i fogli scritti di saliva e sputo
per la mortadella al pistacchio
le corse sul Musinet
di notte come ladri
la panna montata alla mattina
il greco imparato per Lino
e la trigonometria per Poppi
le ore la notte ad aspettare
l’ansia del laboratorio sfrattato
l’esame non passato
i conti e le risate
lei con i palloncini sotto la neve
noi a cantare
Pierrot con la lacrima
sotto il  balcone
c’era tutto questo e poi ancora
quando hai smesso di vedere
e finalmente quegli occhi
occhi d’agnello
si sono
dolcemente chiusi.

Tinti Baldini

Il male di vivere

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

EUGENIO MONTALE

 

Published in: on dicembre 1, 2009 at 07:10  Comments (2)  
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